Telefilm / Interviste Tradotte

 

- 18/08/08 INTERVISTA DEL SITO FRINGE TELEVISION A J.R.ORCI

Il fratello di Roberto, nonché Co-Creatore, Scrittore, Produttore esecutivo di Fringe, parla nello specifico della serie

D: Chi ha scritto la bibbia dello show per Fringe e che cos’è esattamente una show bible?

R: Una gran parte di noi è stata responsabile per scrivere la show bible. E’ in pratica un documento che spiega la serie per lo studio e per il network. Anche se non c’è nessuno specifico schema da rispettare, solitamente include cose come i bios e le evoluzioni della stagione per ogni personaggio, la direzione generale della serie, una mappa della storyline della prima stagione, la mitologia di base dello show, una descrizione di quello che dovrebbero essere i primi sei o dodici episodi e una lunga stringa di frasi separate da un doppio slash. Credo che il documento venga utilizzato qualche volta dal network come aiuto per capire la base della campagna pubblicitaria e cose di questo genere.

D: Quanti scrittori al momento stanno lavorando sullo show? Come è diviso il lavoro?

R: Abbiamo uno staff di circa dieci scrittori. Il modo in cui il lavoro è diviso è abbastanza diretto. La stanza degli scrittori è il luogo in cui

si elaborano i momenti salienti dello sviluppo di ogni storia. Una volta che c’è uno scheletro il singolo scrittore o gruppetto di scrittori scrive un particolare frammento dell’episodio in maniera tale da comprendere i dettagli e scrivere uno schema più preciso. Da lì c’è poi il processo di rifinitura finché non si è pronti col copione.

D: Quale episodio state al momento scrivendo/girando? La Fox ha dato il mandato per un’intera stagione? Se si c’è un break in mezzo oppure c’è continuità come in 24?

R: Gli episodi 1x05 e 1x06 vengono scritti proprio mentre parliamo. E stiamo girando al momento l’episodio 4. Stiamo ancora operando sull’ordine iniziale di 13 episodi, ma speriamo che venga rinnovata tutta la stagione. Non c’è nessun break esteso programmato al momento. Ma ci saranno alcuni break nella messa in onda del nostro show (vi dice qualcosa IDOL?). E’ comunque tutto soggetto a modifiche…

D: Immaginando che gli episodi si rivelino così buoni come sono sulla carta, quale episodio sei in attesa di vedere con maggiore fervore e perché?

R: Sono estremamente affascinato dall’episodio 1x02. C’è qualcosa… di destabilizzante in quell’episodio e sto morendo dalla voglia di vederla una volta che i visual effects sono pronti. Tutto quello che posso dire è che l’episodio non sarà tra quelli più paurosi.

D: Ci sono alcune tematiche fuori di testa in elaborazione, come i viaggi nel tempo?

R: Non direi. Ci avviciniamo a queste storie partendo sempre da una base scientifica… qualche fatto interessante, fenomeno o teoria. Poi cominciamo ad entrare in quella tematica e avanziamo di un passo nell’ipotetico “e se”. Dato l’enorme stato di sviluppo e pazzia della scienza oggi possiamo giocare molto largamente nel raccontare le storie.

D: Uno dei punti focali al Comic Con è stato quello di stabilire che Fringe non soffrirà troppo degli influssi esercitati da Alias e Lost. Comunque, alcuni dei fan sono come inconvincibili e pensano che verrà mantenuta la stessa impostazione misteriosa degli altri loro show preferiti. C’è o no un’impostazione enigmatica, e davvero Fringe finirà per avere una Fringepedia tutta sua?

R: Fare uno show come Fringe è una scommessa. Non vuoi rendere la serie impenetrabile per i nuovi spettatori, ma hai bisogno di mantenere i fan accaniti (tra i quali conteggio anche me stesso) soddisfatti. Confido nel fatto che possiamo individuare quella linea sottile che soddisfa entrambi. Ci saranno delle saghe che si sviluppano lungo gli episodi, e i nostri personaggi saranno molto vivi e si evolveranno durante il corso della serie. Ma oltre questo… avremo sicuramente una mitologia profonda a svilupparsi nel corso della stagione, e ci saranno episodi dedicati solamente allo sviluppo della storia. Fringepedia.net avrà la sua gatta da pelare!

D: Quale domanda avremmo dovuto chiedere, ma non l’abbiamo fatto?

R: Avreste dovuto chiedere “Per chi lavora realmente la mucca?”

D: Per chi lavora realmente la mucca?

R: Arvin Sloane

D: Quali sono i tuoi film/show preferiti?

R: Non posso dire di avere IL preferito in nessuno dei due casi. Ma nella mia top five sicuramente conto “Ritorno al Futuro” nella colonna dei film. Sono un fanatico dei paradossi temporali ben architettati. E ogni film che ha una scena in cui il protagonista è costretto a uscire con la mamma per riunificare la linea temporale ha una stella d’oro. Per quanto riguarda la TV direi “Battlestar Galactica” tra i preferiti. Poiché si tratta di un classico dello sci-fi sostengo che è abbastanza difficile trovare uno show che riporta il tutto alle origini. Inoltre mi piacciono le enormi astronavi che fanno fare kaboom a tutto.

D: Buzzsugar dice che tuo fratello Roberto Orci afferma che il team di Fringe sta divorando la stampa per avere un “feedback costruttivo”. Ricordi qualche episodio in cui il feedback è stato davvero costruttivo?

R: E’ molto utile per noi confrontarci con l’audience e capire come secondo loro la storia sta andando avanti. Questo ci aiuta a giocare con le aspettative e mettere a cuocere momenti totalmente inaspettati.

D: A proposito di tuo fratello, che cosa hai dovuto fare per ottenere da Rob un lavoro a Fringe?

R: E’ stato facile, dal momento che tutti pensano che entrambi siamo la stessa persona.

D: Credo di aver perso l’indirizzo email di JJ. Non è che per caso lo hai tu?

R: Magari! Non l’ho mai incontrato, tecnicamente. Infatti non so nemmeno di nessuno che lo abbia mai incontrato. Non credo nemmeno che esista. C’è una teoria qui nello staff per cui lui è una sofisticata intelligenza artificiale controllata da Bryan Burk.

D: Qual è il piano generale per quanto riguarda la presenza online? C’è una storia da dire prima dello show, oppure vedremo altri esempi del Pattern e basta? Non c’è proprio la possibilità di una full immersion lungo l’indagine come Lost?

R: Non voglio rivelare molto di questa cosa… ci sono già parecchie cose a vostra disposizione e molte devono arrivare.

D: Stai scrivendo anche per il fumetto?

R: Non sono coinvolto con l’aspetto fumettistico di Fringe. Al momento è nelle mani di un altro team di geni del nostro staff. Fra i tanti: Zac Whedon, Julia Cho, Alex Katsnelson, Danielle Dispaltro, Matt Pitts e Mike Johnson.

D: Sei stato al Comic-Con?

R: Purtroppo non sono potuto andarci. Alcuni di noi sono dovuti rimanere a mandare avanti la baracca! Il che è un peccato perché speravo di procurarmi una uniforme in stile TNG del Comandante Starfleet con un tricorder e accessori di tutti i tipi. Penserete che mio fratello sia stato in grado di trovarmene una con tutte le sue connessioni al mondo Star Trek, ma non è così.

D: Chi ci sarà nel ruolo di William Bell?

R: E’ un segreto nascosto con gelosia, nemmeno l’attore lo sa. Comunque, abbiamo fatto una offerta a Bill Gates ora che è in pensione.

D: La Massive Dynamic è ripresa da Transformers 2?

R: E’ precedente. La notizia che una corporazione rispettabile come la Massive Dynamic sia interessata in robot extraterrestri che si trasformano mi sembra abbastanza stupida.

D: C’è qualche connessione tra la Massive Dynamic e la Hanso Foundation? The Pattern e la Dharma Initiative? William Bell e Thomas Mittelwerk?

R: SI, e non riesco a capire come abbia indovinato! In realtà si tratta di un pezzo integrante il puzzle generale della serie. Stiamo cercando di rivelare la connessione nella stagione cinque. Quindi se volete conoscere la connessione, per favore vedere lo show così che possiamo rimanere in onda fino ad allora.

 

- 15/08/2008 INTERVISTA DI TOTAL SCI-FI A JOSHUA JACKSON
Da Fringe al mondo del cinema in generale ecco un'intervista con il famoso Josh

D: Attualmente la maggior parte del tuo successo proviene da serie Tv. Che cosa ti ha attratto verso la serie tv Fringe?

R: Molto semplicemente, l’attrattiva è costituita dal fatto di lavorare bene con brave persone. Il copione è eccellente ed il personaggio è molto a là Indiana Jones. Il tutto è un po’ dark ma il personaggio è avventuroso ed intelligente. Solitamente in TV puoi fare la parte dell’intelligente ma devi indossare occhiali e sedere in macchina oppure puoi essere il tipo avventuroso come Superman ed essere quasi irreale. E’ un bel cambiamento.

Non poteva davvero andare meglio di avere JJ Abrams come produttore il tv o film. Alias era dannatamente buono, Lost è eccellente, e Felicity era altrettanto buono. Si è davvero creato un proprio stile in tv. E’ quello il difficile della televisione, mantenere la qualità ed essere in grado di spaccare lo schermo. Ed è quello il motivo per cui mi sono allontanato ultimamente dalla televisione, il fatto che è enorme il lavoro che si deve sostenere sullo sfondo di uno show e le enormi difficoltà che concorrono per mantenerlo buono, fresco ed interessante per l’audience.
D: Avevi già fatto altre audizioni per JJ Abrams prima?

R: Avevo fatto un’audizione per Star Trek, che penso sia stata anche la mia audizione per la serie. Nessuno lo dirà mai, ma io penso che sia quella la verità. Così come mi piace tantissimo lavorare con JJ e con la Bad Robot, allo stesso tempo devo ammettere che lui è come un uomo perseguitato. Qualsiasi cosa che lui fa o scrive, le persone cercano di trovarla o pubblicarla in internet. Non mi sono mai confrontato con così tanta sicurezza. Il mio copione ha il mio nome scritto sopra, devono cambiare le lettere all’interno del copione per serializzarlo e capire, nel caso accada, chi l’ha fatto uscire. Devo anche firmare un accordo di non rivelazione del copione quando mi viene consegnato ogni settimana.
D: Lost ha sicuramente fatto fatica a mantenere quell’elemento di segretezza.
R: In un mondo perfetto si spera che Fringe sia altrettanto in grado [di mantenere il segreto] e sicuramente quello è un elemento a favore per le persone della Bad Robot che JJ promuove dall’interno della sua compagnia e devo ammettere che lo staff di Lost è eccellente. Qualsiasi cosa abbiano fatto nello show è brillante e la base di fan che si cela alle sue spalle è accanita ed un po’ pazza [ride]. Tenendo per fermo questo aspetto, una volta che hai delle persone assunte a lavorare con te nello show puoi anche permetterti una certa libertà. La maggior parte della Tv è abbastanza superficiale, ma Lost è dettagliato perché sanno che le persone apprezzano questo frangente.

D: Puoi parlarci del tuo personaggio Peter, e di come viene risucchiato in questo mondo paranormale di Fringe?
R: Ci viene risucchiato per colpa di suo padre. Fringe non è come X Files, che ha a che vedere con il paranormale. La base di questo show è la scienza più segreta ma riletta in una chiave da serial. Per cui in un momento passato della vita del padre di Peter, prima che venisse chiuso in manicomio, costui aveva condotto degli esperimenti al limite della scienza. I suoi esperimenti ora sono di interesse dell’FBI che ha bisogno di aprire i contatti con lui. Io vengo risucchiato con lui quando viene rilasciato dal manicomio.

D: JJ ha sempre a che vedere con queste relazioni così complicate. Come agisce Peter con i suoi compagni?
R: Bene, avete colpito il punto focale. Le relazioni sono molto ben caratterizzate e complicate. Di solito, in uno show, basta il buono, la bella e il cattivo. In questo show a ciascuno di questi modelli viene data la possibilità di avere molte sfaccettature al proprio interno in maniera tale da permettere loro di cambiare radicalmente a seconda della situazione. Sono insolitamente profondi e ricchi di dettagli per uno show televisivo o addirittura per un film.

D: In definitiva Fringe è il nuovo X Files o Lost?

R: Lost è una cosa a parte. Non so se ci sarà mai più uno show tv come quello. Anche se Fringe raggiungerà quel livello di successo o livello di coinvolgimento con l’audience, comunque non è un mystery show. Quando si parla di Lost, le persone sono ossessionate dallo sbucciare i vari livelli e cercare di andare un passo avanti. Mentre ci sono dei misteri nel nostro show e ci saranno sicuramente degli elementi che verranno portati per le lunghe non so francamente se verrà replicato l’intrigo che ha Lost. Se ricordate all’inizio di X Files c’era tutta la saga di Mulder alla ricerca della sorella. Quella era la storia portante e c’erano tutti quegli avvenimenti paranormali che accadevano di contorno. Il nostro non è quel tipo di show. Poiché è basato sulla scienza, portata ad un livello da show televisivo, non ci sarà mai l’episodio sul lupo mannaro, non avremo mai un Jigsaw man se non vi sarà una spiegazione scientifica, il che apre ovviamente le distanze tra le due serie tv.

D: Tu hai fatto l’audizione per il ruolo di Batman che alla fine è andato a Christian Bale. Ti sei confrontato anche con i produttori dell’imminente film sulla Justice League?

R: No, non ero a Los Angeles e nel pazzo mondo in cui viviamo con tutti gli Harry Knowels il copione non poteva lasciare l’ufficio. Per il film di X Files sono andato ad incontrare Chris Carter ed ho chiesto di poter dare un’occhiata al copione. Ha detto “C’è solo un copione ed è nella cassaforte nella mia scrivania nel mio ufficio. Non ci sono pagine da leggere” ed io della serie “Okaaaaaaaaay….”
 

 - 14/07/2008 FRINGE E STAR TREK CON JJ ABRAMS, ALEX KURTZMAN E ROBERTO ORCI
Intervista alle tre menti creatrici di Fringe alla scoperta delle sue caratteristiche principali
D: Se fosse possibile dire “Ok, Lost lo collochiamo qui, Alias lì”, Fringe che posto occupa?
J.J. ABRAMS: Fringe condivide una parte dello stesso universo dei due show, anche se è in modo evidente un’essenza a parte. Per questo ho il presentimento che chi è fan degli altri due show troverà interessante anche Fringe, anche se, ripeto, le tre serie non sono legate né da tematiche né da personaggi in comune.
D:
Com’è nata l’idea?
ALEX KURTZMAN: Eravamo tutti insieme in una stanza, avevamo già speso molto tempo nel progetto di Star Trek ed a un certo punto abbiamo cominciato a dire qualcosa come “Hey, non sarebbe una cosa fantastica se girassimo una scena in cui succede questo, questo e quest’altro?” e dal nulla abbiamo cominciato a parlare e a prendere appunti e tre settimane dopo stavamo già scrivendo. Il processo consisteva nel sedersi e dire “Ok, rendiamo reale la cosa e pensiamo a che tipo di show vogliamo raccontare e a che tipo di cose vorremmo vedere in quanto fan”. Alla fine penso che si tratti della domanda più importante quando ci si addentra in progetti del genere.
D: Può darci un assaggio di che cosa fosse quest’incontro al vertice?
ABRAMS: Quello che in realtà è successo è che non abbiamo pianificato nulla da nessuna parte. E’ come se avessimo incubato le informazioni, poi le avessimo scritte e poi portate alla FOX
ROBERTO ORCI: Prendere o lasciare
ABRAMS: [ride] Beh, Bob è un ragazzo nervoso mentre Alex ed io siamo persone molto calme e felici. Per cui abbiamo dato lo script alla Fox dicendo “Per favore fate lo show”. Bob ha detto “Prendere o lasciare”
D: Che cosa ci dobbiamo aspettare e che cosa vi eccita di questo particolare Star Trek?
ABRAMS: Per ora abbiamo uno spezzone del film che comprende circa il 12% degli effetti visivi quasi pronto. Ma il film è in lavorazione ed è questa la cosa che mi eccita. Quello che è fantastico del film è che le persone sono fantastiche, i personaggi sono vivi e sono magnifici e adorabili. E Alex e Bob hanno scritto un copione meraviglioso ed i nostri attori mitici l’hanno reso ancora più meraviglioso. E’ stato molto divertente vedere Zachary Quinto interpretare Spock, che è una parte abbastanza complicata. E quando vedi la performance finale ci sono delle cose che ho notato che faceva e che durante le riprese non ero riuscito a cogliere. Ed avere Chris Pine nel ruolo di Kirk in un modo così completo, emozionante e divertente e duro e allo stesso tempo vulnerabile, è una cosa meravigliosa. Così tutto questo, per come la vedo io, è ciò che rende le cose migliori di quello che pensi – devi raccontare una storia. Tutto questo funziona ed è un vero e proprio memento per le persone nel film  e per il copione stesso.
D: Perché è attratto da temi così dark?
ABRAMS: E’ divertente. Sai, guardando Trek, che ha… c’è qualcosa di davvero strano che succede. Ma la verità è che Star Trek è ottimista. C’è un ottimismo in Star Trek che è, per quanto mi riguarda, una delle cose più attraenti che mi hanno spinto a fare il film, che è… mentre c’è l’oscurità che deve essere in contrasto e mentre c’è un ostacolo reale ed un nemico incredibile ed è terrificante e strano e spaventoso e tutte quelle cose che ti aspetti in un tipo di avventura così pazza, ha comunque un grande cuore ed un perfetto tipo di famiglia al suo interno. Per cui mentre ci sono cose strane che succedono in Lost, Alias e certamente in Fringe, qualcosa come Star Trek è definitivo e penso che sia il caso di Fringe, una storia di speranza
Non c’è dubbio che succedono cose davvero molto strane e le persone vengono torturate ed i nemici sono cattivi e sadici, ma è l’unico modo per definire meglio chi sono i buoni. Penso che alla fine del discorso ci sono molti film che sono incredibilmente cinici e non penso che certamente Alias, o Lost, ed anche Fringe… queste sono storie impostate molto sulle persone, totalmente umanizzate ed emozionali ed il bene prevale. Sono sempre turbato dalle cose che sono così ciniche e dark.
D: Che cosa dello show vi ha spinti a tornare in tv?
KURTZMAN: Penso che nel caso di Fringe abbiamo davvero provato amore per questi personaggi ed abbiamo creduto che in alcuni versi I film li potevano limitare. Volevamo prendere del tempo per esplorarli nel corso di più stagioni. Sai, stiamo solo cominciando a schizzare la superficie di questi personaggi nella pilota e penso che si possa esplorare molto di più da lì. Ma penso anche che in questo particolare trio di personaggi che un film non potrebbe esplorare abbastanza l’unico modo esaustivo è andare in tv.
ORCI: Mi piace molto anche l’immediatezza dello show. E’ una forma di tv che segue lo scorrere graduale del tempo. Puoi davvero prendere un concetto e trasporlo in tv per avere una reazione anche dopo sei settimane. Non è un lusso che hai nei film, in tv hai una reazione istantanea ma prolungata.
D: Era un po’ surreale quando siete stati per la prima volta sul set di Star Trek?
ORCI: Totalmente fuori di testa.
KURTZMAN: Si, va oltre – è come essere in un sogno.
ORCI: Fuori di testa.
ABRAMS: Strano.
D: Lost è popolare per aggiungere sempre più misteri, sempre più domande senza risposta senza tornare indietro per risolvere quelle rimaste insolute. Anche Fringe verrà costruito in questo modo con un mistero sull’altro?
ABRAMS: Si e no. Nel senso, penso che lo show… è molto importante per noi tre che Fringe sia uno show che le persone possano vedere sia da appassionati sia per caso. E’ qualcosa che Alias e Lost non credo abbiano tra le loro caratteristiche. Quelli erano show in cui è necessario seguire la traccia di ogni episodio. Fringe è uno show che se guardato di continuo restituisce maggiori dettagli e movimenti specifici dei personaggi e della storia. Ma non è necessario. Questo show avrà una linea più accessibile. E penso che la cosa che sarà spaventosa, pazza e strana è che ci sarà un inizio, un mezzo, una fine. Quindi c’è una linea procedurale nello sfondo che sono ancora ansioso di esplorare, perché non ho mai fatto uno show con una linea così forte alle spalle. Quindi era importante per noi tre che lo show non fosse ad esclusione, per cui se non hai visto i primi cinque episodi al sesto non si capisce nulla. Il nostro obiettivo era di mitigare la cosa, cosa che credo gli altri due show –dei quali comunque sono onorato essere parte- abbiano usato per farsi la nomea di esperienze Bizantine.

 

- 15/07/2008 - IL PRODUTTORE ESECUTIVO JEFF PINKNER PARLA DI FRINGE
Vengono descritti i personaggi e gli attori da loro interpretati
“La premessa è che accade un evento che trascina l’agente dell’FBI Olivia Dunham in un caso”, spiega il produttore esecutivo Jeff Pinkner. “Nel corso delle indagini il suo partner viene ferito e per salvarlo lei va alla ricerca di un brillante scienziato che è stato imprigionato in un centro di igiene mentale per gli ultimi 17 anni per diverse ragioni. Questi sta conducendo ricerche nelle fringe sciences, quelle discipline che studiano eventi fuori dal comune tra cui anche la telecinesi e la rianimazione. L’unico modo per portarlo via dal manicomio è servirsi dell’aiuto di un familiare, per questo Olivia è costretta a cercare suo figlio Peter che non ha avuto alcun contatto con lui negli ultimi 20 anni. Non ha interesse ad aiutare ma sembra comunque farlo perché si accorge di quanto Olivia sia coinvolta nella situazione.
I tre sono in grado di risolvere il caso e durante il corso delle indagini viene rivelato che esiste un dipartimenti dell’Homeland Security specializzato nell’analisi di una serie di eventi strani che il governo ha bollato come The Pattern. Si tratta di una serie di episodi inspiegabili che sembrano mettere in dubbio la nostra concezione di realtà. Con l’aiuto dello scienziato, Walter Bishop, interpretato da John Noble, e suo figlio Peter, interpretato da Joshua Jackson, i tre si ingegnano per scoprire che cosa diavolo stia succedendo.
Olivia è un’agente navigata, brillante, con il suo passato complicato che sfoglieremo con il passare del tempo” rivela Pinker. “Viene esposta ad eventi che sembrano avere luogo in tutto il mondo ad intervalli meno lunghi della norma e per questo si adopera per risolverli, scoprire se c’è qualcuno dietro, se si tratta semplicemente di scherzi della natura, ed allo stesso tempo cerca di rimettere ordine nella sua vita.
Peter è estremamente versatile. E’ una persona brillante con molta dell’intelligenza innata di suo padre, ma considerata la situazione con quest’ultimo ha voltato le spalle alla scienza ed a quello in cui crede. Ha vissuto da solo per molti anni e nel mentre ha lasciato uno stuolo di cattivi rapporti di lavoro ed ex ragazze indiavolate. Peter è quel tipo di persona che corre via dalla propria ombra, solitario, che chiude relazioni di lavoro viaggiando per il mondo. Viene spinto dal senso del dovere e dall’onore ad aggiungersi alla squadra. Si trova con un piede dentro ed uno fuori e non gli piace essere il babysitter di suo padre. Peter è comprensibilmente spaventato dalle stranezze che deve trattare ma si sente comunque soddisfatto dalla possibilità di poter dare una mano forte delle proprie conoscenze. Prova dei sentimenti per Olivia, una relazione complicata con suo padre, e comincia a trovare il suo credo nel mondo con il proseguire della storia.
Walter, dalla sua, è uno dei più brillanti scienziati conosciuti ma nel nome della scienza, e su mandato del governo negli anni 70 sulla scia della guerra del Vietnam, ha comunque lasciato una scia di danni a causa del suo comportamento non sempre corretto. Ha potenzialmente danneggiato molte persone sviluppando molti lati della tecnologia che altri nel passato avevano trascurato. Di conseguenza c’è stata una serie di eventi che ha portato la sua mente a cedere. Nonostante tutto lui è l’unica persona che può essere in grado di dare una mano per risolvere i casi.
Ad essere sincero, Josh è stata una delle prime persone a presentarsi ai provini” si ricorda Pinkner “ma lo vedevamo ancora come Pacey ma Josh non è Pacey per niente. E’ molto più cresciuto. Josh è un adulto ora e Pacey era un adolescente. Ogni altro attore che abbiamo visionato era della serie ‘Abbiamo bisogno di Joshua Jackson’. Josh è perfetto per il ruolo ed interessante abbastanza, ha costretto tutti a riconsiderarlo perché tutti avevano ancora un po’ di pregiudizio da Pacey.
Non è una cosa negativa, anzi. E’ che semplicemente il personaggio non è Pacey. Questo personaggio è molto più dark, molto più riflessivo, e Josh è venuto ed ha interpretato quel ruolo convincendo tutti come Peter. Ha un incredibile talento ed ormai mi manda una mail più o meno ogni due giorni chiedendo ‘Quando si comincia?’. L’altra cosa fantastica riguardo a Josh è che è estremamente intelligente, come il suo personaggio, per questo porta una ventata di spessore a tutto ciò che fa.
Per quanto riguarda Anna Torv il processo per Olivia è stato più travagliato e non ci eravamo ancora decisi a chiudere il contratto. Non so come qualcuno ha scoperto Anna, un’attrice australiana che non aveva mai lavorato a New York prima. Fu messa su cassetta in Australia e non appena tutti videro la sua audizione ci fu un acclamato ‘Ecco la ragazza!
L’abbiamo trovata! Forza!’
Fringe, a differenza di Alias e Lost, avrà il caso della settimana, casi nei quali saremo coinvolti  he risolveremo alla fine di ogni episodio” puntualizza Pinkner “Allo stesso tempo ci sarà molta più mitologia a ricorrere nella serie. Quello che mi piace molto è che stiamo letteralmente analizzando un mondo sconosciuto. Lo show è su cose molto più vaste di quelle trattate nello show stesso. Quello che mi piace di uno show televisivo è la possibilità di passare del tempo ad osservare l’evoluzione dei personaggi. La cosa bella di questi show con della mitologia alle spalle è che allo stesso tempo i personaggi cambiano, esploriamo differenti aspetti di un universo reale ma messo in dimensione di uno show televisivo così che la nostra tela sia estremamente vasta. Come scrittori e creatori esaminiamo temi o idee che ci interessano. Non ci sentiamo limitati perché ogni cosa che ci interessa può essere un’arma a doppio taglio. E’ una cosa molto divertente per me.”
Lavora alla stesura di Fringe uno stuolo vasto di scrittori inclusi il “Senza Traccia” David Goodman, “I Soprano” Jason Cahill, e Felicia Handerson di “Gossip Girl”.

 

- 11/06/2008 - JJ ABRAMS PARLA DI FRINGE AI MICROFONI DELLA FOX
JJ Abrams parla, in sintesi, delle caratteristiche principali della sua nuova serie

Fringe è il mio prototipo di show preferito, perché prende persone che veramente ti piacciono, delle quali realmente ti preoccupi, con le quali vuoi stare e lavorare, e le mette nelle situazioni più pericolose che tu abbia mai visto in tutta la tua vita. E permette che vi sia questo tipo di sensazione di salvezza e commedia sotto l’espressione di “mammella dispensa-terrore”. Credo che sia la combinazione migliore di cose. 
La chiave per il casting a qualunque persona è che quando riesci a vederla (nel senso di visualizzarla mentre recita) allora il lavoro è suo. Non è nemmeno una questione di casting. E’ una questione di trovare con speranza e fortuna la persona che semplicemente pretende quel ruolo, e quando senti che ti stai lasciando andare per assegnare la parte a qualcuno, non è la mossa giusta. Quando invece trovi la persona che lo possiede, lo pretende, quella è la cosa giusta. 
Quando abbiamo visto l’audizione di Anna, ed ovviamente la prima sua audizione che ho visto era in qualcos’altro (le Sorelle McLeod, ndr), c’era qualcosa nel suo modo di agire per cui ho pensato “O mio Dio, abbiamo trovato Olivia”. E’ portatrice di una energia unica, una meravigliosa riflessività, intelligenza, e penso anche un look unico e distinguibile dalla massa. 
Il ruolo di Walter è difficile, perché hai bisogno di essere reale, identificabile e anche, in alcuni momenti, fuori di testa. Del resto lui è un mentore incredibile, quindi devi seguirlo, ed allo stesso tempo non sei abbastanza sicuro se lui sa quello che sta facendo e dove si trova o meno. 
Alla fine, Peter – con Josh Jackson- penso che sia non solo un attore fantastico, ma anche divertente, con un grande senso del sarcasmo, ed un’incredibile abilità di essere acido senza mai, spero, raggiungere picchi in cui sembra fisso in un ruolo o superficiale.
Ci sono alcune scene nella puntata pilota che provengono direttamente dai miei incubi. Cose che sono situazioni abbastanza riconoscibili. C’è una sequenza su di un aeroplano, così comincia, e potrebbe essere un volo qualsiasi, ed il luogo in cui va è abbastanza terrificante. Ma è quel tipo di cose che mi coinvolge sempre, perché non è semplicemente il che cosa, ma il perché.

 

- 29/05/2008 - INTERVISTA DEL SITO IGN A JJ ABRAMS
JJ Abrams parla della genesi di Fringe e delle novità che ci si deve aspettare dalla serie

D: Come è nata l’idea di Fringe? Da dove ha tratto ispirazione?
R:
La verità è che un bel giorno Alex Kurtzman, Bob Orci ed io stavamo parlando dello show ideale che avremmo voluto vedere in tv.  Che sia un bene o un male, come la maggior parte delle cose accadono, l’idea nasce dalle cose che a me piacerebbe vedere in tv. E’ una risposta alquanto noiosa, ma è più o meno la verità! 
D:
Che cosa vedremo in questo show a cadenza settimanale? Qual è il succo dello show?

R: Al centro dello show ci sono tre personaggi molto diversi – una giovane donna, che è un agente dell’FBI; un molto eccentrico, pazzerello e solo ora rimesso all’opera scienziato; ed infine il suo problematico e strano figlio. E’ questo il trio che si oppone contro una società oscura composta essenzialmente di ricercatori che giocano con la scienza spingendola a vie che sono di terrore sempre crescente. E questi tre personaggi sono in pratica i buoni che cercano di contrastarli. 

D: Per molte persone la cornice di riferimento di questo tipo di show è X-Files.

R: Sicuro. 

D: Che cosa ha a dire a queste persone riguardo alle differenze di Finge con quel tipo di show?

R:  Dico che la differenza è, per esempio, quella che intercorre tra X-Files e Night Stalker (una famosa serie simile a X-Files degli anni 70, composta da 20 episodi, ndr) nel modo in cui i personaggi erano molto differenti e distinti gli uni dagli altri. Sono certo che i personaggi nel nostro show sono molto diversi da quelli di X-Files. Si trovano contro eventi strani, semi-paranormali e terrificanti, come in Night Stalker e X-Files? Di sicuro. Ero un grande fan di X-Files, quindi sarei un bugiardo ed un idiota a non dire che l’ispirazione per lo show mi è venuta da The Twilight Zone, da Night Stalker e da X-Files. Quegli show erano così coinvolgenti e quel tipo di show, con personaggi ispirati ed interessanti, non è in tv al momento quindi è automaticamente qualcosa che volevamo vedere. 

D: Come ha detto scherzando Kevin Relly, lei ha la reputazione di “ricercatore di (personaggi) ingenui”. Che cosa ci può dire in merito a questa cosa ed Anna (Anna Torv, protagonista dello show, ndr)?

R: [indicando Anna Torv, in piedi a qualche passo di distanza] Beh, è proprio bruttissima! No, il fatto è che abbiamo visto così tanti attori veramente meritevoli, e c’è quella cosa in particolare che cerchi per quei personaggi. Spesso è semplicemente una sorta di indescrivibile, strano talento. Stava andando abbastanza male e un agente di casting mi ha mostrato questa cassetta di audizione in cui Anna recitava per qualcos’altro, uno show Australiano (Le Sorelle McLeod, ndr). Ho semplicemente capito che era lei, anche se non stava leggendo i nostri dialoghi. Allora le abbiamo inviato cinque pagine e lei ha fatto l’audizione confermando la mia sensazione. E’ sbucata ed ha ottenuto il lavoro. 

D: C’è molto di lei che circola al momento in giro. Quanto sarà preso dallo show?

R: Beh, la migliore cosa che posso fare per definire il mio coinvolgimento è fare riferimento a Colverfield, laddove io ho concepito l’idea e Drew ha scritto il copione. La bellezza di avere Matt Reeves a dirigere e Drew Goddard a scrivere è che c’è molto feeling con questi due ragazzi, per cui io ne traggo vantaggio. Matt lo conosco da quando avevamo 13 anni e Drew ha lavorato con me ad Alias e Lost. Jeff Pinker è al timone di Fringe. Jeff è stato uno dei primi scrittori che abbiamo assunto in Alias ed abbiamo direttori in arrivo che sono già parte della famiglia, la famiglia Bad Robot. E quindi il mio coinvolgimento è che A, è uno show che ho co-creato e del quale mi preoccupo immensamente, e B, Jeff è a disposizione e parliamo mille volte al giorno e io sono nel circolo degli scrittori del copione. Bryan Burk di Lost è alla produzione con Bob Williams di Felicity; queste persone sono tutte persone con le quali ho già letteralmente lavorato. Quindi l’abilità di lavorare sullo show è resa infinitamente più semplice dalla possibilità di spiegare, parlare e fare riferimento a cose con delle persone con cui non devo partire da zero per cominciare a dialogare.

Per esempio con Jeff Pinker cominciamo con  “Ecco come sento che lo show si sta sviluppando. Ecco come sento che lo show dovrebbe svilupparsi settimana dopo settimana”. Cominciamo già ad alti livelli. Allora posso avere i dettagli ed ogni grande decisione che discutiamo; ogni grande cosa. Ogni passo che facciamo, specialmente all’inizio, è come Lost. Lavorare così a stretto contatto con qualcuno, come con Damon Lindelof, con cui ho creato Lost… siamo così fortunati che lui sia rimasto con quello show e lo diriga tutt’ora. Il mio coinvolgimento con quello show è diminuito, ma lui è un ragazzo brillante, esattamente come Jeff. E mi sento in grado di sparare la traiettoria dello show, lavorarci e poi, se ce n’è bisogno, essere disponibile…  A Lost non c’è stato molto bisogno di me dopo un po’, perché Damon era così bravo e così giusto in tutto. In questo show sono così ansioso di scriver e dirigere gli episodi. Il pensiero di fare lo show, specialmente da quando stiamo girando a New York… mi sento così fortunato che ci sia stata data questa opportunità. Così il mio coinvolgimento sarà reale. 

D: Si è accordato con Damon per dividervi Lance Reddick (che in Lost interpreta Matthew Abbandon e che è Reddick in Fringe, ndr)?

R: [Ride] Abbiamo pensato in che modo far quadrare le cose. Sarà più facile per Lost tenerselo stretto nel caso in cui lui prenda la strada di altri show

 

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