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| Diana Steenbergen recensisce la Quinta Stagione dello show - Un Diavolo di stagione! |
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La quarta stagione di Supernatural è stato il
punto massimo raggiunto dal telefilm, e sarebbe stato difficile
superarlo, indipendentemente dai risultati della quinta stagione.
Fortunatamente, il quinto anno ha avuto i suoi momenti meravigliosi,
e anche se alcuni degli elementi apocalittici della storyline non
hanno sempre rispettato le attese, la maggior parte della stagione
lo ha fatto. La quinta serie non è calata in qualità, andando a
colmare le lacune lasciate dalla stagione precedente. Una delle
maggiori difficoltà per lo show al suo quinto anno è stata quella di
presentare l’Apocalisse come crisi mondiale, lavorando con il budget
ridotto messo a disposizione dal network CW. Ciò ha significato che
per molta dell’azione si è solo sentito parlare, senza essere vista.
Mentre l’episodio 5x04 ‘The End’ si è dato da fare per mostrare una
versione del futuro post-apocalittico, il grande regolamento dei
conti tra Michele e Lucifero nella season finale 5x22 ‘Swan Song’ è
stato ridotto, molto più di quanto ci si sarebbe aspettato. La cosa
che ha funzionato meglio della storyline è stato Lucifero, grazie
alla superba interpretazione di Mark Pellegrino, che abbiamo visto
anche in ‘Lost’ interpretare diversi personaggi soprannaturali con
problemi tra fratelli. Pellegrino è stato eccellente nei panni di
Lucifero, presentato all’inizio in modo quasi compassionevole, ma
presto rivelatosi un angelo caduto geloso in Guerra aperta con Dio.
Anche i Cavalieri dell’Apocalisse sono stati un elemento forte
quest’anno, soprattutto l’inquietante Morte, e l’intelligente colpo
di scena di Carestia, che rendeva le persone affamate delle loro più
grandi debolezze. 5x10 ‘Abandon All Hope’ è stato un altro grande
episodio, che ha portato a casa la natura seria e mortale di questa
battaglia, uccidendo Ellen e Jo Harvelle, due personaggi di cui si
sentirà molto la mancanza. Come al solito, uno dei grandi temi della
stagione è stato il rapporto tra Dean e Sam ed è stato espanso in
maniera cosmica con la rivelazione che Lucifero era destinato ad
essere in opposizione a suo fratello, l’arcangelo Michele. L’intera
stagione è stata cosparsa di predizioni sul fatto che Dean e Sam
sono nati per interpretare il ruolo di questi fratelli più grandi
della vita stessa. È stato anche implicato che Dio è un padre
assente, proprio come John Winchester durante la prima stagione del
telefilm. Intanto, all’inizio dell’anno, abbiamo visto il rapporto
tra Dean e Sam raggiungere il livello più basso, solo per poi
tornare più forte che mai verso la fine. 5x18 ‘Point Of No Return’,
il 100esimo episodio del telefilm, ha presentato una delle storie
più belle, nella quale si è visto Dean dover scegliere se riporre
fiducia nel fratello o gettare la spugna. Jensen Ackles e Jared
Padalecki hanno continuato ad essere il punto di forza maggiore
della serie, entrambi con momenti seri e comici. E c’è molta
comicità nella quinta stagione, un po’ troppa verso l’inizio, ma
alla fine le cose si sono risolte. Il punto più alto di questa
comicità è stato l’episodio 5x08 ‘Changing Channels’, con la sua
parodia di ‘Grey’s Anatomy’. Naturalmente, dobbiamo chiederci se le
cose sarebbero state diverse se questa fosse stata l’ultima stagione
di Supernatural. Bobby e Castiel sarebbero morti? Sam sarebbe
davvero riapparso alla fine, o Dean avrebbe vissuto felice e
contento senza di lui? Se fosse stata questa la fine, il risultato,
per alcuni personaggi, sarebbe stato diverso. Anche se è troppo
comodo il fatto che Castiel riappaia alla fine di 5x22 ‘Swan Song’,
riportando in vita anche Bobby, non ci si può lamentare. Ci sono
pochi personaggi rimasti nello show, dopo il bagno di sangue delle
ultime stagioni; avere Castiel e Bobby come potenziali personaggi
l’anno prossimo è più che benvenuto. L’arco narrativo del
personaggio di Bobby è incompleto dal momento che non si sa che fine
abbia fatto la sua anima, venduta a Crowley, ma il viaggio compiuto
da Bobby in questa stagione è stato davvero potente. Jim Beaver
continua ad essere parte integrante del team nel ruolo di figura
paterna per Sam e Dean. Anche il Castiel di Misha Collins ha avuto
un anno pesante, ribellandosi al Paradiso e perdendo completamente
la rabbia verso la fine. Il fatto che sia misteriosamente risorto,
al pieno dei suoi poteri grazie all’intervento divino, è un ottimo
modo di inserire l’aiuto di Dio senza identificarlo specificamente.
La questione di Dio è certamente oscura in Supernatural. Ci sono
momenti in cui sembra che possa essere stato solo lui ad
intervenire, come nel primo episodio quando Dean e Sam vengono
salvati dalla stanza nella quale sta sorgendo Lucifero, venendo
inspiegabilmente caricati su un aereo. Tuttavia, nell’episodio 5x16
‘Dark Side of The Moon’, ai ragazzi viene rivelato che Dio sa cosa
sta succedendo ma per il momento non è interessato ad intervenire. A
questo, si deve aggiungere la divina sparizione del profeta Chuck
Shurley nella season finale e ora non siamo più vicini a scoprire
l’identità di Dio di quanto lo fossimo all’inizio. E probabilmente è
meglio così. Questione ancora più grande nella quinta stagione di
Supernatural è il “Team Free Will” dei fratelli contro i tentativi
degli angeli di far capire loro che sono dei predestinati. Alla
fine, il risultato è un misto ma ottenuto grazie alla loro volontà.
Come dice Castiel a Dean, “Hai ottenuto quello che chiedevi Dean,
niente Paradiso, niente Inferno, solo sempre la stessa cosa. Lo dico
seriamente, Dean. Cosa preferiresti avere? Pace o libertà?” |
| Diana Steenbergen recensisce la Quarta Stagione dello show! |
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Supernatural, la
gemma sottovalutata della CW, si è dato da fare durante la quarta
stagione, passando da uno show piuttosto buono ad uno show
eccezionale. La serie è stata ambiziosa nell’introdurre gli angeli
nella storyline e, per la maggior parte, ha ripagato bene. Fin
dall’inizio della stagione, con Dean a farsi strada con le unghie
fuori dalla tomba nella season premiere 4x01 ‘Lazarus Rising’, ha
preso piede la storyline angeli contro demoni. Centrale a questo
fatto è stata l’introduzione di Misha Collins nei panni di Castiel,
l’angelo che ha salvato Dean dall’Inferno su ordine di Dio. Ho
apprezzato moltissimo la sua introduzione allo show e fin
dall’inizio ho adorato il modo in cui Collins ha interpretato
Castiel, come se fosse confuso da quello che vedeva del
comportamento umano, soprattutto con Dean. Vedere interagire Castiel
e Dean è stato uno dei punti di forza della stagione. Ci sono stati
alcuni momenti di stanca nella storyline degli angeli, soprattutto
la delusione per il promettente personaggio di Julie McNiven, Anna,
nell’episodio 4x10 ‘Heaven And Hell’, ma a parte ciò, la direzione
presa dallo show si è rivelata un grande successo. Il punto centrale
di Supernatural è sempre stato il rapporto tra Dean e Sam, e anche
quest’anno non ci sono state eccezioni. Durante il corso dell’anno
lo show ha rischiato grosso creando importanti conflitti tra i
fratelli, conflitti prolungatisi per la maggior parte della
stagione. Dopo anni passati a solidificare il legame tra i due
Winchester, la distanza costruita lentamente tra i due è stata ben
eseguita, e anche se per il pubblico potrebbe essere doloroso
vederli litigare, il risultato è stato eccezionale. Jared Padalecki
è cresciuto per l’occasione, con il viaggio di Sam nell’oscurità,
regalandoci la miglior performance fino ad ora. Specialmente ben
interpretato è stato il conflitto di Sam tra quello che pensava di
dover fare contro quello che il fratello credeva dovesse accadere.
Ho adorato anche la sua reazione nel vedere per la prima volta Dean
nell’episodio 4x01 ‘Lazarus Rising’. Quel momento è uno dei miei
preferiti dell’intera serie, finora. A Jensen Ackles, nel frattempo,
è stato dato un pezzo della torta della mitologia quest’anno,
diventando un personaggio “prescelto” nella battaglia del bene
contro il male, cosa che solo Sam aveva sperimentato finora. Ackles
sfrutta ogni possibilità che gli viene data per approfondire il
personaggio di Dean. Mentre il percorso di Sam lo porta sempre più
verso posti oscuri, quello di Dean è un viaggio della speranza,
qualcosa di inaspettato per il suo personaggio, ma compiuto
incredibilmente attraverso il suo rapporto con Castiel.
Fortunatamente, non tutti gli episodi sono stati drammatici. Alcuni
dei momenti di comicità migliori della storia della serie si sono
visti proprio nella quarta stagione e sono stati una ventata di aria
fresca rispetto agli orrori dei più tipici mostri della settimana. I
miei preferiti sono stati l’orsacchiotto a grandezza naturale
dell’episodio 4x08 ‘Wishful Thinking’, la scena dei lederhosen
nell’episodio 4x05 ‘Monster Movie’ e quasi ogni momento di 4x18 The
‘Monster At The End Of This Book’, inclusa l’introduzione di Rob
Benedict nei panni del profeta Chuck. Jensen Ackles e Jared
Padalecki hanno eccellenti doti comiche e più viene data loro
occasione di esplorare questo loro lato, meglio è. Supernatural,
durante la prima stagione, è stato paragonato ad ‘X-Files’ in salsa
leggera, ma è riuscito a dimostrare con il passare del tempo che non
c’è niente di leggero nelle storie che racconta. Fin dall’inizio
sono state poste solide basi, connettendo emozionalmente la famiglia
Winchester con I mostri che cacciano, e la quarta stagione ha
approfondito ulteriormente le cose, prendendo elementi della storia
di fondo che il pubblico pensava di conoscere ed espandendoli in
modi nuovi e sorprendenti. Come ad esempio, quando Dean viene
mandato nel passato per incontrare i suoi genitori nell’episodio
4x03 ‘In The Beginning’. Quella storia ha cambiato per sempre il
modo di percepire la famiglia Winchester, ma allo stesso tempo si
incastra tutto perfettamente nella storia raccontata in precedenza.
Jim Beaver, nei panni di Bobby, ha dimostrato ancora una volta di
essere un supporto insostituibile al cast principale. La sua figura
paterna è diventata una parte essenziale della famiglia Winchester.
Il suo incontro con Dean nella season premiere 4x01 ‘Lazarus Rising’
è denso di emozioni quasi quanto quella di Sam. Meno felice è stata
la scelta di Genevieve Cortese per il ruolo della nuova Ruby. È
stata accettabile per la maggioranza delle volte, ma quando le cose
si sono fatte più serie verso la fine, sembrava aver perso la sua
profondità recitativa, è brutto dirlo. Anche se nel corso della
stagione ci sono stati moment morti, nel complesso la quarta serie
di Supernatural è più che riuscita nell’intento di espandere la
storia in direzioni più grandi ed eccitanti. Con il cliffhanger con
il quale ci hanno lasciati alla fine, sono molto ansiosa di vedere
dove ci porteranno l’anno prossimo. |
| Diana Steenbergen recensisce la Terza Stagione dello show! |
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Ci ricorderemo della terza serie di Supernatural,
così come della maggior parte degli altri show televisivi di
quest’anno, come della stagione che ha dovuto fare i conti con lo
sciopero degli sceneggiatori. Anche se sarebbe facile dire che lo
sciopero è stato la causa degli elementi meno riusciti della
stagione, molte delle parti che non hanno funzionato erano presenti
molto prima dell’inizio dello sciopero. Tuttavia, è vero che gli
episodi dopo-sciopero hanno avuto il compito di finire velocemente
la storyline della stagione, sicuramente con molto meno tempo
rispetto a quanto preventivato. Appena finita la seconda stagione,
con Dean che stipula un patto con il Crossroad Demon per salvare
Sam, ecco che iniziarono i problemi per la terza stagione. Mi piace
avere una storia come questa che si sviluppa nel corso dell’anno,
qualcosa che dovrà essere risolto per forza nel corso dell’anno e
non prolungato per più stagioni. Tuttavia, avere un tempo limite
significa che gli spettatori sanno che il patto non verrà risolto
prima della season finale. Avere una sentenza di morte sulla testa
di Dean che sarà, o no, risolta completamente nell’ultimo episodio,
fa sembrare i restanti episodi solamente un riempitivo in attesa che
ricominci la storyline principale. Significa anche che ogni volta
che i fratelli non lavorano per trovare il modo di salvare Dean,
dovrebbero farlo. Talvolta vennero date scuse sul perché facevano
qualcos’altro, altre volte no. Il patto di Dean ha dato allo show la
possibilità di far crescere alcuni personaggi, e in effetti crescono
molto, naturalmente principalmente verso la fine. All’inizio Dean è
piuttosto irriverente, deciso ad ignorare la data di scadenza
divertendosi per tutto il tempo che gli resta. Fortunatamente, le
cose prendono più spessore avvicinandoci al finale e anche se Dean è
famoso in Supernatural per non essere tipo da momenti sdolcinati, ci
sono un buon numero di conversazioni intime tra lui e Sam. È una
cosa molto positiva, dal momento che il rapporto tra i fratelli è
l’anima dello show. Jensen Ackles interpreta Dean nel solito modo da
macho ed è sempre bello vederlo approfondire il personaggio, come
quando Dean confessa di aver bisogno di aiuto e di aver veramente
paura di morire. Sono cose che Sam già sa, ma è bello sentire Dean
ammetterle. È anche bello venire a sapere quanto lontano Dean si
spingerebbe per salvare Sam, e cercare di convincere il fratello
minore di smetterla di fare da martiri uno verso l’altro. Le domande
che riguardano il personaggio di Sam, hanno più a che vedere se
colui che è ritornato è veramente il Sam che Dean conosceva prima
degli eventi dell’episodio 2x21 ‘All Hell Breaks Loose’. Ci sono dei
momenti in cui si capisce che Sam potrebbe non essere più lo stesso,
ed è bello vedere Jared Padalecki avere la possibilità di esplorare
il lato più oscuro di Sam, come il momento di violenza nell’episodio
3x07 ‘Fresh Blood’ o la discutibile moralità delle idee di Sam in
3x12 ‘Jus In Bello’ e in 3x15 ‘Time Is On My Side’. Quest’anno si
sono uniti al cast due nuovi personaggi e speravo che introdurre una
coppia di ragazze avrebbe reso le cose interessanti. (Sono anche una
delle poche a cui è piaciuta Jo nella seconda stagione, se questo
può aiutare a capire perché fossi così ansiosa di vedere cosa
avrebbero combinato Bela e Ruby). Inoltre, sembrava una buona idea
introdurre un paio di ragazze in uno show con protagonisti due
ragazzi carini. Sfortunatamente, sia Bela che Ruby si sono rivelate
essere due personaggi sprecati; nessuna delle due ha fatto molto per
ampliare l’universo di Supernatural. Avrebbero dovuto essere
entrambe forti, ma si rivelarono essere sgradevoli e manipolatrici e
di solito facevano sembrare i nostri eroi due stupidi. Ogni tanto è
accettabile, ma alla lunga diventa stancante. L’arco narrativo del
personaggio di Bela suggerì che avrebbe potuto essere molto più
intrigante di quanto mostrato, soprattutto per la storyline di Dean,
ma gli sceneggiatori non sono stati capaci di conferirle
caratteristiche che non fossero fastidiose e decisamente spregevoli.
Le circostanze comiche della buona fortuna e malasorte dell’episodio
3x03 ‘Bad Day At Black Rock’ che l’ha introdotta sono risultate
essere i punti di maggior fascino del suo personaggio e durante
l’episodio è Jared Padalecki che le ruba la scena nei momenti comici
dell’episodio. A parte questo, il suo unico contributo positivo è
stato quello di aver fatto indossare gli smoking a Dean e Sam. Ruby,
tuttavia, è più importante per la storyline dello show, dal momento
che è un demone e ha informazioni che vuole condividere con Sam. Il
suo personaggio dovrebbe rappresentare una ragazza forte sulla
falsariga di Faith di ‘Buffy The Vampire Slayer’ o di Six di
‘Battlestar Galactica’. Ma l’attrice non ci riesce quasi mai. Mi
dispiace che nè Bela nè Ruby abbiano funzionato perchè mi piacerebbe
molto vedere un bel personaggio femminile nella serie. Dopo il
fallimento di Jo nella seconda stagione non è chiaro se sono gli
sceneggiatori ad essere incapaci di scrivere personaggi femminili
nel mondo di Supernatural o se è il pubblico a non voler accettare
alcuna ragazza nel club dei fratelli. Credo che tutti gli
sceneggiatori del telefilm dovrebbero guardare una stagione di
‘Veronica Mars’ per farsi un’idea di come rendere una ragazza forte
ma piacevole; forse ce la faranno nella quarta stagione. La stagione
inizia con il tentativo di espandere la guerra tra il mondo dei
cacciatori soprannaturali e i demoni, e non funziona molto nel primo
episodio 3x01 ‘The Magnificent Seven’, che risulta essere piuttosto
noioso. Tuttavia, l’ultimo episodio prima della hiatus causa
sciopero degli sceneggiatori, 3x12 ‘Jus In Bello’, nel quale si
esplora nuovamente la tematica sopra riportata, è il più bello della
stagione se non della serie stessa. Questo perché il punto di
partenza è una battaglia epica, ma si concentra sul livello
personale dei Winchester e della gente che li circonda. Jus In Bello
vede anche la presenza come guest star dell’eccellente Charles Malik
Whitfield, che ritorna a rivestire I panni dell’agente Henrickson. È
interessante come lo show sia in grado di fornirci personaggi
maschili minori così interessanti, come l’altro esempio Bobby
Singer. Nella terza stagione, Bobby si rivela essere ancora un
elemento essenziale per la famiglia Winchester, una voce della
ragione quando Dean e Sam hanno bisogno di una guida. Un altro
bellissimo episodio è 3x11 ‘Mistery Spot’, che combina lieve humor
con uno sguardo al possibile futuro di Sam. C’è anche un
sorprendente episodio natalizio, dove veniamo a conoscenza
dell’infanzia meno che felice dei fratelli e scopriamo anche quanto
si vogliano bene nonostante tutto. Supernatural, nelle prime due
stagioni, ha avuto finali eccitanti, e ha continuato durante il
terzo anno. Il patto di Dean finalmente scade e il finale
cliffhanger lascia i telespettatori sull’orlo delle sedie aspettando
la quarta stagione. |
| Una giornalista recensisce il 100th epoisode di Supernatural intitolato 5x18 "Point of No Return"! |
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Sì, sono stata incredibilmente fortunato a
ricevere una recensione completa per un episodio. Questa volta, ho
avuto l’occasione di vedere il 100esimo episodio di Supernatural,
5x18 “Point of No Return”. Cosa ne penso? Rischio di perdere
credibilità (oltre al lavoro) ma ecco qui. SANTA MADRE DI DIO!! CHE
EPISODIO!! SONO COMPLETAMENTE SCIOCCATA! |
| TV.com recensisce il 100th episode di Supernatural intitolato 5x18 "Point of No Return"! |
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L'Adam Milligan che Sam e Dean e gli spettatori incontreranno in 5x18 "Point of No Return" è quello vero e non il ragazzino dall'aria innocente ed idealistica che si aspettano che lui sia. E' molto più cinico su di loro, su John Winchester e sulla sua vita personale. Non è il ragazzino impaziente di essere loro fratello, come il ghoul lo ha fatto sembrare per far sì che essi abbassassero la guardia in 4x19 "Jump the Shark". Sam: credici o no, ma papà stava cercando di tenerti al sicuro. Adam: Beh, suppongo che il mostro che mi ha mangiato non lo avesse tenuto a mente. Eh si! Adam Milligan è davvero un Winchester dopo tutto e John Winchester ha un altro figlio in più grazie al quale non vincerà il titolo di Padre dell'Anno. Jared Padalecki è stato dinamico in questo ruolo e perfino quando gli scrittori non ci dicevano cosa stesse accadendo dentro di lui, Jared riusciva sempre a farcelo capire. In "Point of No Return", Dean Winchester è ancora preso dal considerare così poco sé stesso e dall'essere sopraffatto da ciò che egli considera un fallimento nel tentare di fermare Lucifero. Questo, combinato con l'incredibile peso della colpa di essere in parte responsabile per l'intero problema dal principio, è ciò che gli fa pensare che l'unica cosa utile che lui possa fare, è sacrificarsi. Dean è convinto che non ha altra scelta se non quella di dire si a Michael, non importa che conseguenze di questa azione potrebbero esserci per lui e Sam. Alcune cose che mi sono realmente piaciute dell'episodio: Dean in manette, Sam che ottiene vendetta nel rinchiudere Dean nella panic room della casa di Bobby, Adam è sarcastico proprio come lo è Dean, La discussione di Adam e Sam su John Winchester, La sequenza finale tra Sam e Dean. |
| C'è un futuro che ha fatto centro - episodio 5x13 "The Song remains the Same"! |
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Non è un segreto per nessuno che il
prossimo episodio è su un altro viaggio indietro nel tempo per vedere
John e Mary, quando erano giovani ed era iniziato tutto. Si intitola
"The Song Remains the Same" ed è un mix terrificante tra azione, dolore
e storia. Stavolta, Castiel manda indietro nel tempo sia Sam che Dean
negli anni Settanta per fermare Anna che progetta di agire come un
Terminator e di uccidere Mary, prima che partorisca il tramite di
Lucifero (Sam). E’ un viaggio duro per Castiel, visto che ha circa metà
dei suoi poteri e ciò significa proprio che i ragazzi, una volta giunti
lì, devono cavarsela da soli. Amy Gumenick e Matt Cohen hanno ripreso i
loro vecchi ruoli di Mary e John Winchester. Mi è piaciuto molto vederli
sullo schermo, ogni minuto della loro parte. Non abbiamo visto molto di
Matt in "In the Beginning", ma stavolta apprenderemo molto di più e
funziona! Amy è sempre affascinante e determinata come la travagliata
Mary Winchester, la cacciatrice che vuole una vita normale. Non occorre
dire che lei non è meno spaventata nel vedere apparire Dean sulla sua
porta ancora. Ora, le resta da capire perché quello più alto continua ad
apparire ai suoi occhi come un bambino che ha bisogno di un abbraccio!
Non c’è molto tempo per l’umorismo nella storia, poiché Sam e Dean
devono pensare ad un modo per salvare le vite dei loro genitori, senza
dire tutta la verità. I demoni sono un’unica cosa ma persino per una
cacciatrice esperta come Mary i viaggi nel tempo e gli angeli cattivi
sono dei concetti un po’ difficili da capire. Sfortunatamente, Anna ha
una spiegazione per loro, quando inizia una scena di combattimento che
ha dovuto lasciare un marchio su un paio di controfigure esperte, che
lavorano per la serie! Ciò che funziona davvero in "The Song Remain the
Same" è il fatto che ognuno stia davvero tentando di fare la cosa giusta
in un modo personale del tutto sbagliato. Anna vuole uccidere Mary, così
Lucifero non avrà un tramite. Dean vuole salvare suo fratello, sua madre
e suo padre. Mary vuole avere una casa e una famiglia con l’uomo che ama
e Sam, beh, non vuole essere il responsabile della fine del mondo.
Piccoli fardelli, eh? Decisamente duri. Lasciatemi prendere un momento
per cantare le lodi di Jared Padalecki. Sapete tutti che sono una fan di
Jensen, una "Dean girl", se volete, ma Jared ha una scena in questo
episodio che mi ha provocato l’angoscia (che è una buona cosa, in questo
caso). E’ l’unica occasione di Sam per dire a suo padre come egli senta
nei suoi riguardi, anche se John non sa cosa stia del tutto succedendo.
Poi è seguito da una intensa scena tra Dean e Mary che affronta il suo
discorso sul "non alzarti dal letto" dal loro ultimo episodio insieme. I
momenti tranquilli non durano molto, dopo tutto questo è "Supernatural"
e questo significa che i cattivi ragazzi hanno una possibilità in più di
vincere la guerra. Prima che questi due grandi momenti accadessero
(nell’episodio), l’uno mi ha fatto restare di stucco e l’altro mi ha
fatto agitare la testa nel contemplare l’eleganza della sceneggiatura.
Non ci sono molte serie che possono tenervi incollati allo schermo se
non attraverso uno scambio di dialoghi tra due attori. Potrebbe essere
durato 2 minuti o anche dieci. Non ci sono effetti pirotecnici, niente
effetti speciali né giochi. Solo una vera e buona narrazione della
storia e il fatto che, amici miei, "Supernatural" stia dando il meglio
di sé. |
| L'ultima burla di “Supernatural” è perfetta - episodio 5x08 "Changing Channels"! |
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Anno dopo anno, "Supernatural" ha fatto un
incredibile lavoro con i suoi episodi dedicati al tema della parodia.
Hanno ricreato i mostri della Universal in “Monster Movie”, completi con
una pellicola in bianco e nero e degli scenari costruiti appositamente.
Un anno hanno indirizzato le telecamere, usandole come se fossero tenute
direttamente in mano [e non sui classici sostegni] e portato tutto lo
staff alla perfetta ricreazione di un reality show sull’apparizione di
un fantasma. |
| Supernatural: l’horror della provincia dormiente! |
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Che
l’horror sia un genere strettamente legato alla fiaba così come al
romanzo di formazione il piccolo schermo lo sa bene : l’ha imparato
dalle gesta di Buffy e della sua ‘scooby gang’, impegnata
contemporaneamente a combattere le forze del male e ad oltrepassare la
propria ‘linea d’ombra’. I mostri – che siano demoni o vampiri – fanno
parte di quella ‘people under the stairs’, citando un bel titolo di Wes
Craven del ’91, che popola gli incubi di ogni ragazzo che si appresti a
diventare uomo. Cosa fanno infatti, tanto per restare su Craven, le
giovani eroine di Nightmare e di Scream se non affrontare le loro paure
più recondite nella più completa solitudine ? Nell’horror i legami
familiari vengono meno, l’individuo è solo nel buio più completo,
costretto a confrontarsi innanzitutto con i suoi demoni, più temibili di
quelli del mondo sovrannaturale. La televisione, sfruttando il macro
filone del teen drama, ha recuperato queste figure e questi stereotipi
per costruire dei percorsi a ostacoli, con prove dure e difficili,
superate le quali i protagonisti possono finalmente dirsi cresciuti : a
differenza di serial come Dawson’s Creek, The O.C. o One Tree Hill, in
cui i pericoli sono quelli del mondo reale e lo smarrimento
adolescenziale è affrontato in chiave realistica, i serial horror
ricorrono alla metafora e alla stilizzazione ma il disagio
dell’adolescente di fronte alla crescita, all’entrata nel mondo
orrorifico degli adulti, rimane lo stesso ; come personaggi
fiabeschi,orfani e figliastri, non possono contare sull’appoggio di una
famiglia ma solo su un coraggio che sempre più spesso assume i tratti
della disperazione. Oltre alla – per molti versi irripetibile –
esperienza del ‘buffyverse’, a confrontarsi con i poteri dell’ignoto ci
sono state le sorelle Halliwell di Streghe, perse tra incantesimi,
poteri occulti e amori impossibili con demoni buoni – come non ricordare
del resto l’amore contrastato tra Buffy e il suo Angel, vampiro con
l’anima? Se finora l’horror in tv sembrava seguire pedissequamente lo
stereotipo della final girl, la fanciulla pura in grado di sconfiggere
il mostro, eleggendo a protagoniste delle sue storie esclusivamente
personaggi femminili, ultimamente pare esserci stata un’inversione di
rotta. Forse perché improntato su un viaggio on the road tra i placidi
paesini dell’America di provincia, Supernatural si pone infatti come un
racconto dalle atmosfere profondamente virili : le sue storie sembrano
nascere da racconti di paura intorno al fuco, durante una battuta di
caccia o pesca. I protagonisti, Sean e Dean – due facce note dei serial
tv, Jared Padalecki (Gilmore Girls) e Jensen Ackles (Smallville) – due
fratelli testimoni, nella più tenera età, della morte ‘sovrannaturale’
della madre, arsa da chissà quale creatura, sono stati educati dal padre
alla caccia di fantasmi e demoni, come moderni Van Helsing. E ora, sulle
tracce del genitore scomparso nel nulla durante un caso, percorrono le
routes dell’immenso Paese sconfiggendo le forze malefiche in cui
immancabilmente si imbattono : è la maledizione degli eroi dell’horror,
destinati a combattere il Male a prescindere dalla loro volontà ; eroi
malinconici, votati alla solitudine, non meno dannati dei loro avversari
e capaci di trovare comprensione solo in chi condivide la medesima sorte
: questo il vero legame tra i due fratelli, più forte di ogni vincolo di
parentela o affinità caratteriale. Ma Supernatural è soprattutto
l’horror della provincia dormiente, lontana dalla civiltà della
metropoli, e ancora intrisa (fortunatamente ?) di spiriti e leggende :
ogni cittadina si configura come una Sleepy Hollow dove qualche peccato
rimosso causa morti e dolori fin quando la verità non venga a galla,
pescando da un immaginario ben collaudato che vira dal fantastico
all’horror puro : come non ripensare al Jason di Venerdi 13 di fronte al
fantasma del bambino affogato nel lago che miete vittime nel terzo
episodio della prima stagione, Morte nell’acqua? Osservando i fantasmi
che popolano queste cittadine, immerse nella nebbia o sperdute tra le
montagne – le ‘spose cadavere’ che nella notte assalgono i mariti
fedifraghi o i Wendigo, creature ex umane divenute cannibali – sembra
impossibile che a pochi chilometri di distanza si entri negli universi
razionali di dominio della polizia scientifica dove ogni fenomeno è
misurabile e spiegabile. E’ qui che Supernatural trova una sua originale
chiave di lettura, distanziandosi dal ‘teen horror drama’ delle altre
produzioni citate ; agli spazi chiusi e claustrofobici, alle soffitte e
alle cantine Supernatural sostituisce gli sconfinati paesaggi
dell’America, foreste, boschi e specchi d’acqua, cogliendo un bisogno di
libertà, di ritorno a uno stato di natura o anche oltre la natura :
perché, per quanto la struttura di ogni singolo episodio segua le regole
di una normale indagine poliziesca, la soluzione – con l’uccisione del
mostro – non è mai pienamente ‘soddisfacente’ e si rimane sempre basiti
di fronte a eventi irrazionali cui è impossibile fornire spiegazioni
logiche. |
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Comunicato stampa SciFi/STEEL (Premium Gallery)! |
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ALL’IGNOTO IN ONDA SOLO SU STEEL - PREMIUM GALLERY SUL DTT presenta: SUPERNATURAL Seconda Stagione! |
| "La guerra è iniziata!" |
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Si apre così la terza stagione di Supernatural. Dopo aver ucciso il Demone dagli Occhi Gialli e aver aperto la Porta dell’Inferno, Sam e Dean Winchester si ritrovano a fare i conti con un vero e proprio conflitto dell’altro mondo. Ora che i demoni sono riusciti a fuggire dalle profondità dell’oltretomba infernale, si sono nascosti fra le persone comuni e hanno preso possesso di corpi umani per distruggere il mondo. Si ritrovano senza un capo, allo sbaraglio per le strade d’America, senza nessuno che li guidi e dica loro cosa fare, con il solo proposito di uccidere tutto ciò che li circonda. Anche questa stagione quindi, i fratelli Winchester hanno “un lavoro da fare”: ripulire il mondo dagli essere infernali che lo stanno popolando e cercare di liberare Dean dal Patto dell’Incrocio stipulato con il Demone dagli Occhi Rossi per poter riportare in vita Sam. Dai sette peccati capitali agli dei della mitologia pagana, a bordo della loro Chevy Impala, la lotta dei Winchester contro il male continua. Ad incrociare le strade tormentate dei fratelli arrivano anche due nuove donne. La giovane e bionda demonessa Ruby, è uno dei demoni riusciti a fuggire dai cancelli infernali. Come i suoi simili però non cerca di uccidere Sam, ma di aiutarlo. Ripara la mitica Colt ammazza-demoni e si schiera al fianco dei Winchester per salvarli dalle potenti minacce che da soli non potrebbero affrontare. Bella, dalla lingua tagliente e bugiarda, Ruby guiderà a suo modo Sam e Dean preparandoli alla battaglia, dimostrando di essere un demone diverso dagli altri. Nonostante abbia passato centinaia di anni all’Inferno, ricorda ancora che cosa vuol dire essere umana. L’altra donna è Bela, una mercante d’arte inglese e senza scrupoli. Subito si fa notare per la sua astuzia e perfidia, quando ruba la Colt dei fratelli Winchester lasciandoli disarmati contro il nemico. Con una pistola sotto il letto e un paio di scarpe con il tacco a spillo ai piedi, Bela è sempre pronta a scappare, a fuggire, soprattutto dal suo oscuro passato, segnato da un patto demoniaco a cui anche lei, come Dean, è vincolata. Ma il mondo non è popolato solo da demoni, belle mercanti d’arte e creature venute dritte dritte dalla Porta dell’Inferno: anche i miti di ogni giorno, le leggende metropolitane, le favole, le spirali del tempo, i vampiri e gli zombie sono una realtà. Una realtà che sia Sam che Dean devono affrontare, quella che lo stesso John Winchester ha insegnato loro a combattere. Una corsa contro il tempo, demone dopo demone, spirito dopo spirito, alla disperata ricerca di uno stratagemma che possa salvare Dean dalle fiamme dell’inferno che lo aspettano inesorabili. Un percorso fatto di paura, lacrime, momenti fraterni e soprattutto di rabbia, la rabbia di Sam nel vedere la passiva accettazione da parte di Dean del suo amaro destino. Uno scenario dominato non più da eroi senza macchia e senza paura, ma una realtà fatta di eroi tormentati e complessi, di svolte, di tradimenti, di sangue. Il sangue che è ovunque e inarrestabile, e che episodio dopo episodio fa saltare lo spettatore dalla sedia e fa girare lo sguardo nelle inquadrature più cruente. Un po’ più “Buffy” un po’ meno “Streghe”. Le facoltà speciali di Sam sembrano essere sparite dopo la morte di Occhi Gialli, ma tutti le creature demoniache arrivate sulla terra danno lo stesso la caccia al piccolo Winchester: c’è chi lo crede il Messia, giunto sulla terra per guidare i demoni alla conquista e alla distruzione del mondo, c’è chi vuole farlo fuori perché crede che sia l’Anticristo, o più semplicemente qualcuno che vuole ucciderlo per prendere il suo posto come leader delle schiere demoniache. Per quanto sia lontano dall’essere il capo dei demoni, Sam è sicuramente cambiato. Non ha più paura di premere il grilletto, non ha rimorsi, non fa domande…è diventato come suo fratello Dean, arido, freddo e impassibile anche di fronte alla morte di un innocente. Neanche Dean è più lo stesso, gli resta un anno da vivere eppure sembra aver scelto di morire, sembra aver scelto la via più semplice per chiamarsi fuori da questa lunga ed estenuante lotta. Anche quando Sam sembra aver trovato finalmente una soluzione per liberarlo lui si tira indietro, preferisce fare “alla vecchia maniera”, senza demoni e senza aiuti magici: solo acqua santa, un pugnale e un paio di paletti. Ad aspettarlo c’è l’Inferno, la dannazione eterna. Dimenticherà di essere mai stato umano e dopo centinaia di anni, di sofferenze e di torture diventerà un demone. Un destino inaccettabile per un cacciatore, forse anche peggiore della morte stessa per Dean. Fra i demoni sulla terra serpeggia il malcontento per la mancanza di un capo che li guidi verso l’Apocalisse. Chi meglio quindi di una dolce e innocente bambina di nome Lilith per portare l’esercito del Diavolo alla riscossa? Sfortunatamente Lilith non è solo una piccola demonessa a cui piace torturare le sue vittime, ma è anche colei che detiene i patti demoniaci di Dean e Bela, l’unica che se uccisa potrebbe liberare il più grande dei Winchester. Una stagione dove il confine fra il bene e il male è sempre più labile, dove i cattivi aiutano i buoni e i buoni sembrano sempre di più cattivi, dove la guerra è ormai l’unica religione contro la legione demoniaca. Come faranno due fratelli, qualche esorcismo, una vecchia Colt rimessa a nuovo, un po’ di sale e tanta acqua santa a fermare la fine del mondo? “Non possiamo, ma abbiamo scelto di combattere” ribadisce sempre Dean. Ed è proprio quello che faranno, combattere fino alla fine, fino all’ultimo secondo, anche quando il tempo di Dean sarà scaduto e il Cerbero sarà venuto a prenderlo per spedirlo all’inferno. |
| Supernatural: Lazzaro, alzati e cammina! |
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Il
18 settembre è una data che gli afecionados dello sci-fi hanno
segnato sul calendario. E’ il giorno in cui il mondo dei vivi si
incontrerà con quello dei morti, il giorno del ritorno alla vita più
atteso: quello di Dean Winchester.Il duo protagonista di "Supernatural",
una delle più longeve serie della CW, con protagonisti Jared Padalecki
(nel ruolo di Sam Winchester) e Jensen Ackles (nel ruolo di Dean) è
arrivata alla sua quarta stagione e apre il quarto ciclo di episodi con
"Lazarus Rising"” (letteralmente “La resurrezione di Lazzaro”) in
onda sul network statunitense proprio il 18 settembre. Creata da Eric
Kripke (autore dello sfortunato “Tarzan”) nel 2005, dopo un
inizio alquanto banale che non si era mai distinto per la sua
originalità creativa e tematica, con il passare degli anni, proprio come
un buon vino, “Supernatural” ha trovato la sua forma. Quella demoniaca.
Quella scura del sangue e quella nera della possessione. Sale,
crocifissimi, esorcismi, sono all’ordine del giorno per i fratelli
Winchester, impegnati a cacciare le creature del Diavolo per le strade
d’America a bordo della loro Chevy Impala. Il cliff-hanger della scorsa
stagione ci aveva lasciati nel panico: Dean è morto, Sam è disperato, i
demoni hanno vinto. Fino a che, negli ultimi 3 secondi di video, Dean
non ci appare legato e appeso in un antro infernale ad urlare e chiedere
aiuto circondato da fiamme e amenità. C’è quindi ancora speranza. Una
speranza che si concretizzerà presto, l’abilità di Eric Kripke e del suo
team “soprannaturale” sta nel farci capire come: Dean tornerà con un
semplice incantesimo senza alcuna conseguenza e si metterà a ballare di
gioia deludendo le nostre aspettative? Oppure i creatori hanno nella
manica diversi assi da giocare per stupire l’audience e regalarci un
bellissimo ritorno in scena? Insomma, un ritorno alla “Beautiful” o un
ritorno pieno di suspance e adrenalina a cui la stagione passata ci ha
abituato? |
| Supernatural: Invenzione seriale per diligenti ragazzi ammazza-demoni! |
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E anche cool,
come si conviene ai bellocci del piccolo schermo. La lunga fila di
ammiratrici, giovani e meno giovani, lascia ipotizzare che il rozzo
glamour dei fratelli Sam e Dean Winchester (al secolo Jared Padalecki,
uscito in tempo dalle chiacchiere immobilizzanti di Gilmore Girls; e
Jensen Ackles, in precedenza passato dalle parti di Smallville) sia
molto più di un fenomeno passeggero. Quarta stagione infatti confermata
per settembre sul network giovanile americano The CW. Mica è facile come
sembra. Intendo: ammazzare orde di demoni ed entità selvaggiamente
attaccate a cose terrene. Facilissimo invece assurgere nell’olimpo dei
bellocci da telefilm (ma con sacrosante cine-aspirazioni), vista la
spietata concorrenza che c’è in giro: dai fratelli di Prison Break agli
assatanati chirurghi di Nip/Tuck, passando per le scorciatoie di serial
pieni di «belli da morire» (vedi Josh Holloway di LOST che ha
conquistato la copertina di Men’s Health). Brutta cosa l’invidia. Ecco
perché per noi è più salutare concentrarsi sui fratelli Winchester
celebrandone le gesta da ammazza-demoni del nuovo millennio. Se avete
amato Buffy the vampire slayer (1997) e serial affini saprete già che il
Male negli ultimi tempi si è fatto più astuto, più crudele e insinuante.
Non di rado ha pronti piani per annientare il genere umano o per
infiltrarsi su questa Terra e inaugurare un dominio all’insegna delle
tenebre. Talvolta ci si mette pure Belzebù. Ma qui, nella serie creata
da Eric Kripke, i due giovanotti hanno una ragione in più. Quasi una
questione di famiglia, dal momento che la madre è morta incenerita
misteriosamente sul soffitto di casa quando erano entrambi piccini e il
padre John è uno dei più pericolosi cacciatori di demoni. Una volta
cresciuti e ritrovatisi dopo aver percorso strade diverse, i fratelli
Sam e Dean Winchester partono così alla ricerca del padre e con lui del
demone responsabile della morte della madre. Ciò che in realtà è davvero
preoccupante, proprio come in Buffy, è che la porta dell’Inferno sta per
essere aperta e i due non sanno come affrontare questo pericolo
ultraterreno. Soprattutto se uno dei due è marchiato dalla nascita... |
| Supernatural: generazione X-Files! |
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Proviamo ad
analizzare i punti in comune fra il capolavoro di Chris Carter e la
serie di Eric Kripke.
Ebbene, sì: fra le incombenze di zia rientrano anche l’educazione
cinematografica e televisiva dei nipoti. In occasione dell’ultimo
compleanno del maggiore, i tempi sono diventati maturi per una
carrellata di must televisivi. Dopo Buffy e Angel, dopo Lost e
Scrubs, il giovane ha ricevuto in regalo anche i cofanetti di
X-Files e Supernatural. E giusto l’altro giorno, dopo un determinato
numero di episodi visionati, è arrivato il responso: entrambe le serie
sono state apprezzate, ma laddove X-Files è stato giudicato più
complesso, elaborato, incentrato su tutta una serie di sottotrame e
personaggi secondari di culto, Supernatural si è rivelato più
immediato, ritmato, “più divertente” da seguire. Meno impegnativo,
insomma. Me l’aspettavo, naturalmente. Perché fra la prima stagione di
X-Files e la prima di Supernatural ci sono ben dodici anni. Il ritmo del
linguaggio televisivo si è evoluto. Le nuove generazioni di spettatori,
soprattutto al cinema, sono state abituate a mirabolanti effetti
speciali, montaggi serrati, ritmi frenetici, esplosioni e cataclismi che
si susseguono continuamente. Ogni volta che mostro ai miei nipoti un
film che rientra nella lista dei titoli da vedere, mi sento
ripetere la stessa frase: «Bello, ma lento.». Lento. Tutto
inesorabilmente troppo lento. Perfino X-Files (e chi l’avrebbe
mai detto, ai tempi del primo passaggio in tv?!). Ma non è solo una
questione di tempi narrativi e di stile. X-Files e
Supernatural trattano argomenti spesso simili. La seconda serie rende
espliciti omaggi alla prima in diverse occasioni (fin dall’inizio,
quando Dean tira in ballo Mulder e Scully con una delle sue battute). I
legami fra X-Files e Supernatural si costruiscono a vari livelli, e si
fondano soprattutto sull’ossequioso citazionismo della seconda rispetto
alla prima… Ma fra le due serie c’è anche una differenza sostanziale. La
serie di Chris Carter resta affascinante, misteriosa, capace di
catturare nuovi spettatori grazie al carisma della coppia protagonista e
al fascino dell’intrigo generato dalla contrapposizione fra scienza e
fede (e qui i fans di Lost – anche quelli che non hanno mai visto
X-Files – capiranno di cosa sto parlando). Supernatural parte dagli
stessi presupposti di X-Files (i temi trattati, la caccia al fatto
bizzarro attraverso gli Stati Uniti…); al contrario di X-Files,
però, non contempla alcuno scetticismo, alcuna razionalità, alcuna
analisi scientifica. Fin da bambini, Sam e Dean Winchester sono stati
educati a credere che i mostri esistono. Fox Mulder, invece, è
stato educato a pensare che si trattasse di racconti per spaventare i
bambini, ma… vuole credere. Supernatural di conseguenza si è
trasformata in una serie molto dinamica fin dal principio, una serie
tesa all’avventura, alla ricerca dello scontro con il mostro di
turno. Una serie priva di tutta la fase preliminare di analisi, indagini
per capire se ciò con cui hanno a che fare i protagonisti esista
davvero o mascheri qualcos’altro. X-Files, al contrario, ha costruito le
proprie basi su una solida realtà terrena ancorata all’analisi
scientifica, alle cospirazioni messe in atto da istituzioni reali e
all’esistenza di esseri stra-ordinari perfettamente nascosti in
una realtà ordinaria che nessuno vuole stravolgere ammettendo
l’esistenza dell’ignoto. Si tratta di due approcci differenti a
tematiche simili; tematiche che da centinaia di anni, e forse più, fanno
arrovellare gli esseri umani. Perché tutti noi, prima o poi ci siamo
posti il problema. Tutti noi ci siamo chiesti almeno una volta se
i fantasmi esistono. Se gli extraterrestri esistono. Se fenomeni come la
telecinesi e la scrittura automatica sono davvero reali. Per
questo le serie che trattano anche uno solo di questi argomenti
universali possiedono una grande attrattiva. Supernatural,
X-Files, Buffy, Lost, Battlestar Galactica, Medium, Ghost Whisperer,
Stargate SG-1, Star Trek… Tutte serie che parlano di eventi
soprannaturali, di mostri, di percezioni extrasensoriali, di viaggi
nello spazio, di razze aliene, di robot che si ribellano ai loro
creatori – moderni Frankenstein assetati di progresso. Serie che ci
pongono di fronte allo stesso, eterno interrogativo: esiste davvero un
mondo soprannaturale? C’è davvero vita nell’universo? Personalmente,
l’ho già detto, tendo ad essere piuttosto scettica. Ma al tempo stesso…
voglio credere. E voi? |
| A caccia di fantasmi! |
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Dopo una lunga
attesa, finalmente RaiDue propone in seconda serata la serie
Supernatural. Sam e Dean, fratelli dal triste e oscuro passato, eredi
decisamente più giovani dei celebri Mulder e Scully, cercano di venire a
capo della misteriosa scomparsa del padre sullo sfondo di un'America di
provincia, dove le frittelle e lo sciroppo d'acero si accompagnano
perfettamente ad una storia di fantasmi.
Quante volte da piccoli i genitori, rassicurandoci, cercavano di
ridimensionare le nostre paure, non solo quelle sciocche e infantili, ma
anche quelle reali; poiché è opinione diffusa che i bambini debbano
essere tenuti lontano da ciò che c’è di brutto al mondo, almeno finché
possibile. Tutto questo è valido in una condizione di normalità. Ma
immaginate uno scenario completamente diverso: due fratelli che perdono
in tenerissima età la madre, in un modo misterioso e apparentemente
inspiegabile. Immaginate un padre distrutto dal dolore, ma non per
questo meno determinato a scoprire cosa si cela dietro la vicenda, e
disposto a farsi giustizia da solo pur di raggiungere il proprio scopo.
Questo, in breve, l’antefatto di Supernatural, la nuova serie in onda su
RaiDue nella seconda serata del martedì. E’ sufficiente soffermarsi sul
titolo per accorgersi che è contenuta in esso una promessa, una sorta di
definizione generale dei contenuti del telefilm. Una parola,
Supernatural (ovvero: soprannaturale), che da sola dice molto e fa
implicitamente appello alla razionalità dello spettatore per chiedergli
di sospendere, almeno temporaneamente, il suo giudizio critico. I due
bambini di cui parlavamo nell’incipit, Sam e Dean, sono ormai cresciuti
e, in seguito alla scomparsa del padre, avvenuta nel corso delle sue
interminabili ricerche attorno al mistero della tragica morte della
moglie, partono per un viaggio itinerante negli Stati Uniti, in stile on
the road, seguendo un percorso attraverso indizi che nascondono la
chiave per risolvere, finalmente, il mistero e arrivare alla verità.
Ogni episodio ha come trama leggende, superstizioni, misteri: storie di
fantasmi, zombie, mostri, lupi mannari. Il tutto confezionato in uno
stile cupo e dai toni estremamente dark, complice una fotografia e una
colonna sonora azzeccate. Il risultato è una commistione di generi e
registri che si colloca a metà tra il fantasy e l’horror, con una
spruzzata di on the road e un pizzico di piacevole ironia per stemperare
il tutto. Una serie che si rivolge ad un pubblico ampio ma che
contestualmente strizza l’occhio alla fascia "teen", cercando di
accattivarsela, a partire dalla scelta degli attori protagonisti
(curiosamente scelti direttamente dalla major produttrice, e gli unici
ad essere stati chiamati per il ruolo di Sam e Dean), volti noti agli
appassionati di telefilm. Jared Padalecki, già visto nel ruolo di Dean
in Una mamma per amica, e Jensen Ackles, che ha partecipato a Smallville,
Dark Angel e Dawson’s Creek. Due belle facce che, a dire la verità,
sembrano cozzare un po’ con lo stile cupo del telefilm, almeno di primo
acchito. Sam e Dean Winchester sono l’esempio di come un evento
traumatico possa condurre ad esiti diversi, addirittura opposti.
Cresciuti in modo singolare dal padre, che in seguito alla morte della
moglie li ha educati alla continua "caccia" di ciò che sfugge al
controllo razionale, i due hanno vissuto a lungo come dei guerrieri.
Smentendo il classico atteggiamento da genitore a cui facevamo
riferimento all’inizio, il padre ha insegnato loro a prendere coscienza
delle proprie paure, perché sono reali e accettarle è l’unico modo per
difendersi e combatterle. "Non devi avere paura del buio?! Ma certo che
devi averne paura, sai che cosa c’è la fuori", così Dean reagisce alle
parole del fratello minore, quando questi rimpiange l’infanzia normale
che non ha mai avuto. Da subito si palesa la contraddizione tra i due
fratelli (un topos narrativo particolarmente sfruttato nell’ambito delle
serie tv e non solo). Dean, intrepido e arrogante, è fedele agli
insegnamenti del padre e deciso a proseguire la "caccia". Sam invece,
assennato e più cauto, ha preferito allontanarsi dalla propria famiglia
per intraprendere gli studi universitari. E’ alla ricerca di una vita
sicura, almeno fino a quando Dean gli comunica la scomparsa del padre e
lo spinge ad unirsi di nuovo a lui. Ed è proprio la figura del padre dei
due ragazzi a pervadere tutto, nonostante sia presente solo nei
flashback iniziali; è lui a fare da filo conduttore, è lui la forza di
coesione che unisce i ragazzi, portandoli a superare le divergenze
caratteriali e di vedute. Ma è la conclusione del pilot a segnare il
vero inizio della "caccia". Sam trova la sua fidanzata, Jessica, uccisa
barbaramente come era accaduto alla madre. E’ così che riaffiorano
drammaticamente in lui i ricordi sepolti, la rabbia e la voglia di
vendetta. Forse perché quando il destino ti riserva una vita sopra le
righe, nel bene o nel male, non puoi sottrarti, devi seguire il suo
corso. |
| Ecco la seconda stagione di Supernatural! |
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I fratelli
Winchester tornano nella seconda stagione di Supernatural, pronti a
continuare la loro personale guerra contro le forze del male. Iniziata
nel 2005 sul network WB, Supernatural è una serie di genere horror
creata da Eirc Kripke che racconta la battaglia di due fratelli, Dean e
Sam Winchester, contro le forze del male, con lo scopo principale di
trovare e sconfiggere il demone che ha causato la morte della madre
quando i due erano ancora bambini, portando il padre John ad
intraprendere questa vita in guerra contro il male. Con l'inizio della
seconda stagione a settembre 2006, finalmente giunta anche nel nostro
paese, la serie si è trasferita sul neonato network The CW, formatosi
dalla fusione di WB e UPN, ed attualmente è l'unica serie nata prima di
questa fusione ad essere ancora attiva sulla nuova rete televisiva. La
seconda stagione di Supernatural riprende le fila della narrazione
laddove il cliffhanger della precedente, uno dei più scioccanti e
cattivi nei confronti dello spettatore degli ultimi anni, ci aveva
lasciati: l'impala travolta da un camionista posseduto ed i nostri tre
protagonisti (contando anche il padre John Winchester) feriti tra le
lamiere. Una situazione che ovviamente si risolve nel primo, intenso
episodio dell'anno, ma non senza traumi e ripercussioni che,
direttamente o indirettamente, ci accompagneranno fin oltre la fine
della stagione stessa. La trama di fondo resta la personale guerra dei
due fratelli contro il demone dagli occhi gialli, colpevole della
orribile morte della madre dei due ragazzi, ma acquista una rilevanza
maggiore, non tanto a livello narrativo vero e proprio, quanto a livello
strutturale: non abbondano gli episodi strettamente legati alla
mitologia della serie, quanto piuttosto quest'ultima attraversa
trasversalmente tutta la stagione, fornendo un filo continuo e solido
che conduce lo spettatore dalla prima fino all'ultima, bellissima e
drammatica puntata. L'impressione che si ha guardando i ventidue episodi
dipanarsi davanti ai nostri occhi è di una pianificazione ed una
gestione della storia matura e puntuale, che getta i semi senza aver
fretta di raccoglierne i frutti, inserendo dettagli che saranno ripresi
successivamente e lasciando anche indizi per frammenti di storia che
saranno sviluppati solo l'anno successivo. Dopo una prima stagione
interessante e piacevole, tecnicamente valida ma soprattutto nella prima
fase troppo schematica ed episodica, il secondo anno di Supernatural
cresce sia nella scrittura che nelle interpretazioni, dando
l'impressione di una evoluzione vissuta parallelamente da tutto il
gruppo, tecnico ed artistico. I due protagonisti rafforzano i rispettivi
personaggi, incarnando ansie, dubbi e paure di ognuno di loro, con una
menzione speciale per Jensen Ackles che fa vivere con intensità la
rabbia e la sofferenza che animano il cuore di Dean dall'inizio della
stagione fino alla difficile e drammatica decisione finale, le cui
ripercussioni diventano la storyline principale della terza stagione
recentemente conclusasi in USA. Sin dai primi episodi vengono presentati
anche nuovi personaggi ricorrenti, che affiancano Bobby già presentato
nel finale dell'anno precedente, che contribuiscono a dare una forma più
compiuta al mondo dei fratelli Winchester, rendendo la loro vita più
realistica e contribuendo a modificare il loro comportamento, come può
essere il caso dell'altro cacciatore, Gordon, e della sua influenza
sulla rabbia che cova nell'animo di Dean. Non mancano momenti leggeri,
in particolare nei due episodi Realtà distorte e Terrore sul set, ed
altri intensi e delicati, come Una vita normale, il tutto senza alterare
la compattezza di una stagione da seguire con partecipazione dall'inizio
alla fine. |
| Supernatural: Una vita normale! |
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Abitudini e
comportamenti quotidiani di Sam e Dean Winchester, i fratelli che
scorazzano sulle highways americane, combattendo una guerra silenziosa
contro le forze del male nella serie Supernatural. |
| Supernatural: difesa contro le arti oscure - Lezione 8 |
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L’atteso
momento è arrivato: i fratelli Winchester, insieme al padre John,
affrontano una fra le creature più celebrate dagli appassionati
estimatori di “mostri & affini”: il vampiro.... |
| Supernatural: difesa contro le arti oscure - Lezione 7 |
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Questa
volta, i fratelli Winchester affrontano una mostruosa creatura che si
nasconde sotto sembianze umane e si nutre dell’energia vitale dei
bambini... Supernatural non finisce mai di rendere omaggio alla grande
tradizione horror di cinema, letteratura, tv, folklore… Questa volta, la
creatura contro cui combattono Dean e Sam si chiama Shtriga: un mostro
che ricorda un po’ un vampiro e un po’ una strega e che si nutre di
energia vitale, scegliendo come vittime sempre dei bambini indifesi,
ovvero le persone che hanno una maggiore forza vitale… La figura della
shtriga proviene dal folklore albanese e, come abbiamo visto, fa
riferimento ad una creatura che attacca i bambini, privandoli della
forza vitale, e si nasconde sotto sembianze umane. Secondo le ricerche
di Dean e Sam, nella maggior parte dei casi è un’anziana signora a
celare la vera natura di una Shtriga (da qui la somiglianza con una
“semplice” strega). E secondo le ricerche di Dean e Sam, si tratta di
una creatura invulnerabile: non esistono armi in grado di distruggerla.
La tradizione cinematografica e televisiva è piena di riferimenti a
creature del genere. I bambini, nelle storie dell’orrore, sono spesso le
vittime designate di streghe, mostri, versioni “evolute” della Fatina
dei Denti che si muovono nel buio, e attaccano senza che nessun adulto
creda alla loro esistenza e cerchi, quindi, di fermarli. Supernatural
rielabora ancora una volta un tema piuttosto classico, inserendo
elementi originali e facendo “un passo in più” con il riuscito
inserimento del racconto di un episodio che proviene dal passato di Dean
e Sam: quando i due ragazzi erano solo dei bambini, e il padre andava “a
caccia di mostri”, toccava a Dean prendersi cura del fratellino e
tenerlo d’occhio. Durante una di queste frequenti occasioni,
un’innocente, piccola “evasione” dalla grande responsabilità che gli era
stata affidata stava per costare la vita a Sam, attaccato proprio da una
Shtriga. Il comprensibile senso di colpa di Dean, unito alla delusione
del padre – che aveva caricato di una responsabilità troppo grande un
bambino troppo piccolo – fanno sì che Dean si senta responsabile della
fuga della Shtriga e della morte di tutti i bambini che, ogni quindici o
vent’anni, quando la Shtriga torna ad attaccare, sono stati uccisi dalla
creatura. Con premesse come queste, Supernatural non poteva che
regalarci un grande episodio, in cui il racconto delle gesta mostruose
della creatura infernale affrontata dai fratelli Winchester si mescola
ad una sottotrama che ci parla di disillusione, di fine dell’infanzia,
di paure che diventano reali. È lo stesso Dean, alla fine, a dispiacersi
per il bambino che salvano dalla Shtriga: ora che ha visto il mostro,
per lui l’infanzia è finita. Anche lui, ora, sa che là fuori, nel buio,
si nasconde davvero qualcosa di mostruoso. È evidente il riferimento al
momento in cui lo stesso Dean, dopo la morte della madre, ha perso
l’innocenza e ha dovuto rinunciare all’infanzia per imparare tutto ciò
che poteva sui “mostri”… Illustri precedenti e comuni soluzioni al
problema: La figura della Shtriga è ovviamente molto “specifica”, ma le
sue caratteristiche (aspetto simile a quello di una strega, predilezione
per i bambini, ricerca dell’energia vitale quale nutrimento, ecc.) si
trovano in moltissimi mostri celebrati dal grande schermo. All’inizio
dell’episodio, l’albero fuori dalla finestra della prima vittima rende
omaggio, con una gustosa citazione, a Poltergeist, famosissimo horror
prodotto da Spielberg e diretto da Hooper di cui abbiamo già parlato più
volte. Diversi, invece, i molti film che raccontano di una creatura
simile alla shtriga: se ne trovano esempi in diverse pellicole, da Al
calare delle tenebre (in cui la “Fatina dei Denti” si annida nel buio,
trasformandosi in un incubo senza via di scampo) a tutte le
rivisitazioni del vampiro, che anziché succhiare il sangue alle proprie
vittime, le priva della loro energia vitale (come ne I vampiri di
Riccardo Freda). L’energia vitale, poi, è “oggetto del desiderio” per la
creatura aliena di Detective Stone, curioso mix di horror e sci-fi
interpretato da Rutger Hauer, e di molti altri film che non
necessariamente mettono in scena delle creature mostruose (tanto per
citarne uno: l’energia vitale di Nicolas Cage è fondamentale per il
sacrificio degli abitanti dell’isola de Il prescelto, un film
perdibilissimo che racconta però una storia legata ad una tradizione con
radici profonde). La stessa Mummia protagonista dei due film con Brendan
Fraser e Rachel Weisz, inoltre, prosciuga le sue vittime della loro
energia vitale. Gli esempi, insomma, sono praticamente infiniti. Anche
in tv, dove, ad esempio, i mostri che attaccano i bambini per privarli
della vitalità sono stati protagonisti di due riusciti episodi di Buffy
ed Angel. Buffy affronta un demone, il Kindestod, che si aggira nelle
corsie dell’ospedale di Sunnydale “rubando la vita” ai bambini
ricoverati. Buffy ricorda di aver già visto il mostro, responsabile
della morte della sua cuginetta ed invisibile agli occhi degli adulti,
parecchi anni prima, e alla fine lo affronta, eliminandolo. In Angel,
invece la “strana epidemia” che colpisce i bambini, proprio come in
Buffy o in Supernatural è causata da una trasmissione tv, L’ora del
sorriso, attraverso la quale delle creature demoniache “travestite” da
pupazzi si nutrono della vitalità dei piccoli, riducendoli in fin di
vita. Toccherà ad Angel trovare la sorgente del Male che guida i piccoli
mostri, e sconfiggerla… Non prima, però, di essere stato tramutato anche
lui in un pupazzo… Il caso dei fratelli Winchester: Sam e Dean si recano
nel Wisconsin seguendo le indicazioni del padre, e scoprono che una
cittadina di provincia è sconvolta da una grave epidemia di polmonite
che colpisce i bambini della città. La malattia non sembra in grado di
attaccare gli adulti, ma stranamente si diffonde all’interno delle
stesse famiglie (i fratelli di chi ne è colpito sono destinati ad
ammalarsi). Dopo un rapido sopralluogo in ospedale e nella camera di uno
dei bimbi malati, Dean capisce subito di avere a che fare con una
shtriga, creatura che si nutre della forza vitale dei bambini e che non
può essere uccisa o ferita, a meno che non venga colpita mentre si
nutre. Dean ricorda che, molti anni prima, mentre Sam era affidato alle
sue cure, la Shtriga era riuscita ad entrare nella loro camera d’albergo
e aveva iniziato a nutrirsi di Sam. Solo il pronto intervento del padre
aveva impedito il peggio, e Dean tormentato dal senso di colpa - è
determinato ad eliminare la creatura una volta per tutte. Così,
nonostante le proteste di Sam, decide di servirsi del fratello di uno
dei bambini già malati, usandolo come “esca” e avvisandolo che ci
penseranno loro, Dean e Sam, a salvarlo. Il piccolo accetta
coraggiosamente di aiutarli, e mentre la shtriga si nutre di lui, Dean e
Sam intervengono e la eliminano, confermando la loro teoria: la
creatura, che durante il giorno si nasconde sotto sembianze umane, aveva
assunto la forma del dottor Hydecker, pediatra dell’ospedale che aveva
modo di assalire le sue piccole vittime ed impedire che chiunque altro
potesse scoprire l’origine del loro male. Lezione di difesa: Per
eliminare una shtriga, creatura invulnerabile ad ogni arma forgiata da
Dio o dall’uomo, l’unico metodo efficace consiste in proiettili di ferro
consacrato esplosi contro il mostro solo ed esclusivamente nel momento
in cui si sta nutrendo. Se non si aspetta il momento giusto, la shtriga
risulterà invulnerabile anche ai proiettili consacrati e si dovrà
attendere che si renda di nuovo vulnerabile, ricominciando a nutrirsi. |
| Supernatural: difesa contro le arti oscure - Lezione 6 |
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Case
stregate e golem: un’accoppiata vincente per spaventare a morte i
visitatori di un sito dedicato al soprannaturale... e per renderli
ignari “alimentatori” di una creatura mostruosa, frutto di fantasia...
Vera protagonista dell’episodio di Supernatural intitolato La casa
infernale è lei: la paura. Insieme alla forma che il nostro pensiero
riesce a darle. Si parte dallo sfruttatissimo mito della casa stregata e
si arriva a golem e tulpa passando per internet: ecco una storia davvero
molto, molto interessante… Supernatural, episodio dopo episodio, affina
quella che è la sua arte principale: occuparsi di tematiche “classiche”,
carissime a letteratura, cinema e tv, aggiungendo sempre almeno un
elemento originale, nuovo, fresco. Nel caso de La casa infernale,
l’elemento aggiunto non è solo “nuovo”, è anche assolutamente attuale:
parlo del web. Partendo dal racconto della storia di un “comune”
fantasma, Mordechai Murdoch, imprigionato in una “comune” casa stregata,
Sam e Dean si imbattono nella storia di un tulpa (termine tibetano che
fa riferimento ad un’entità in cui si concretizzano le idee e i pensieri
di chi le dà vita), versione “incorporea” di un golem. Il tulpa
appartiene alle leggende buddhiste, che individuano in questa sorta di
“rappresentazione comune dei pensieri” la capacità dei monaci tibetani
di visualizzare qualcosa che anche i loro compagni possono vedere ed
alimentare con la mente. Ne La casa infernale si parte dalla creazione
di un tulpa (che, al contrario del più diffuso golem - generato da una
leggenda ebraica – è privo di una struttura “solida”) per arrivare alla
condivisione di migliaia di pensieri. Quelli dei visitatori del sito
Hellhound’s Lair, un sito dedicato al soprannaturale che, come vedete
dal link che vi ho segnalato qui sopra, è stato realmente realizzato
dagli autori di Supernatural ed è ancora on line per raccogliere
racconti, leggende, storie spaventose... Illustri precedenti e comuni
soluzioni al problema: Spulciando fra i prodotti di cinema e tv, potrei
citarvi dozzine di esempi che si accostano alla storia di Dean e Sam. In
tema di case stregate la filmografia è praticamente infinita: dalla saga
di Amityville a The Haunting, da I 13 spettri a Monster House, da La
casa dei fantasmi a La casa infestata, da Poltergeist a La casa sulla
collina… E anche in tv gli esempi non mancano: ci sono case stregate in
Buffy, X-Files, Ghost Whisperer, Angel, Fantasmi…. E il rimedio, che si
tratti di poltergeist o di fantasmi, è quasi sempre lo stesso: trovare
il modo per esorcizzare le presenze maligne restituendo la pace agli
spiriti. Bisogna, insomma, fare quello che fa Melinda Gordon in Ghost
Whisperer: far sì che gli spettri “passino oltre”, lasciando
definitivamente questa dimensione dopo aver risolto le loro faccende in
sospeso od essere stati eliminati (magari attraverso l’infallibile cura
dei fratelli Winchester: cospargere le ossa di sale e poi appiccare il
fuoco al tutto…). Quando si parla di golem o tulpa, invece, la faccenda
si complica. In un riuscito episodio della quarta stagione di X-Files (Kaddish
– Il golem), Mulder e Scully sono alle prese con una creatura generata,
secondo i due agenti, da qualcuno che si nasconde all’interno di una
comunità ebraica. Qualcuno sempre più vicino ad essere identificato da
Mulder e Scully, dopo che il golem inizia ad uccidere, lasciando dietro
di sé una pista su cui indagare. Alla fine la creatura viene sconfitta e
ridotta in polvere, ma Mulder e Scully imparano la lezione: mai
sottovalutare il potere della volontà, e mai sottovalutare la forza di
una leggenda… Cosa che imparano anche I Simpson, che in uno dei loro
famosi speciali di Halloween si imbattono anche in un golem (per la
precisione, un golem che Bart “sottrae” a Krusty). E dovranno fare i
conti con la leggendaria, mostruosa creatura anche le sorelle Halliwell
in Streghe. Ma prima delle moderne reinterpretazioni di piccolo e grande
schermo c’è il mitico film Il Golem, datato 1915, in cui un forza vitale
prende possesso di una creatura d’argilla ed inizia a seminare il
terrore. Il rimedio, nel caso di un golem, consiste nel contrastare in
qualche modo il rituale che ha dato vita al “mostro”. Nel caso di
X-Files, è sufficiente cancellare una delle lettere di un’iscrizione, in
altri casi bisogna spezzare l’incantesimo scoprendo chi controlla la
creatura. Ben diverso, invece, il caso di un tulpa: gli stessi fratelli
Winchester, alle prese con un sito internet che alimenta lo spirito
inquieto di Mordechai Murdoch (personaggio frutto della fantasia di due
ragazzi annoiati), devono escogitare un astuto stratagemma per volgere
la situazione a proprio vantaggio… Il caso dei fratelli Winchester:
Attenzione: contiene spoiler sulla trama dell’episodio La casa
infernale. Sam e Dean si recano in Texas, dove vengono a sapere della
leggenda che riguarda lo spirito di Mordechai Murdoch, un agricoltore
vissuto ai tempi della Grande Depressione. Secondo la leggenda,
piuttosto che vedere le sue sei figlie morire di fame, Mordechai decise
di porre fine alle loro sofferenze, uccidendole – tramite impiccagione –
una dopo l’altra, per poi suicidarsi nello stesso modo. Da quel momento,
la casa di Mordechai è infestata dal suo spirito e ogni ragazza che vi
mette piede finisce impiccata alle travi dello scantinato… Indagando
sulla leggenda, Sam e Dean si imbattono in un ragazzo che confessa di
essersi inventato l’intera storia, e pensano che sia tutto frutto di
suggestione. Ma quando incontrano due (ridicoli) “investigatori del
paranormale”, Ed e Harry, che hanno pubblicato sul loro sito web (Hellhound’s
Lair) la storia di Mordechai, Sam e Dean capiscono di non trovarsi di
fronte ad una semplice storia di infestazione. Mordechai non è mai
esistito: è stato creato dall’immaginazione di chi si è inventato la sua
storia, che ora è alimentata dai visitatori del sito internet. Così, Sam
e Dean convincono con uno stratagemma Harry e Ed a pubblicare sul sito
una nuova versione della storia, in cui Mordechai è vulnerabile ai
proiettili… Ma il server si blocca, così Sam e Dean – di fronte allo
spirito scatenato di Mordechai – devono improvvisare e decidono di dar
fuoco alla casa per impedire che qualcun altro entri in contatto con il
mostro. Lezione di difesa: Per eliminare il pericolo generato da un
tulpa, si può cercare di bloccare in qualche modo la “fonte”
dell’immaginazione che ha dato vita alla creatura. Ma se questo non è
possibile, come nel caso dei fratelli Winchester (la “fonte” è un sito
internet visitato da migliaia di persone), allora non resta che giocare
d’astuzia e cercare di modificare a proprio vantaggio la fantasia che
genera la creatura, rendendola vulnerabile per poterla poi facilmente
distruggere. |
| Supernatural: difesa contro le arti oscure - Lezione 5 |
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Questa
volta, i fratelli Winchester sono alle prese con il peggiore, il più
crudele e il più pericoloso dei mostri: l’uomo. Questa volta perfino
loro sono impreparati. Sam e Dean Winchester, che conoscono (o scoprono
in fretta) il modo per combattere qualunque creatura infernale, si
trovano alle strette nella cittadina di Hibbing. Perché i ‘mostri’ che
devono affrontare nell’episodio di Supernatural intitolato La famiglia
Bender non sono altro che… comuni esseri umani. Magari non proprio
comuni: pazzi, crudeli, spietati. O tutte e tre le cose, scegliete voi.
Fatto sta che il risultato dell’incontro è un faccia a faccia:
Winchester vs. Bender… Il dibattito è di quelli che probabilmente non si
esauriranno mai: la realtà è peggiore della fantasia? O è vero il
contrario? Siamo alle solite: o la vita imita l’arte, o l’arte imita la
vita. Comunque la mettiamo, una cosa è certa: l’uomo, sia sullo schermo
che nella realtà, è capace di inventarsi impensabili atrocità, e ci
basta aprire un qualsivoglia libro di storia per averne la conferma. È
piuttosto normale, quindi, che da sempre scrittori, cineasti e autori
televisivi si interroghino sulla natura dell’uomo. Su quel suo lato
oscuro di cui tante volte abbiamo parlato, e sul limite a cui quell’oscurità
può spingere alcuni di noi… Le famiglie assassine, nella storia del
cinema, sono piuttosto gettonate e hanno dato vita ad un filone
cinematografico a sé stante. Per raccontare le loro (mostruose) gesta,
gli autori a volte traggono ispirazione da fatti di cronaca realmente
accaduti (come le indicibili azioni di Ed Gein, che hanno dato vita alla
versione cinematografica di Non aprite quella porta). Altre volte,
invece, personaggi e fatti sono interamente frutto della fantasia. Ma
non per questo sono meno terrificanti... Illustri precedenti e comuni
soluzioni al problema: La tv, per ovvi motivi, è un terreno scarsamente
florido se si è a caccia di famiglie assassine. In molti dei
polizieschi, dei thriller e dei detective dramas più noti, però,
l’argomento è stato trattato in diverse occasioni, e in modo piuttosto
marginale: normalmente, le famiglie di killer o di ‘mostri’ e le loro
gesta non sono al centro della narrazione. Se ne trovano esempi più o
meno calzanti in molte serie (Criminal Minds, X-Files, Millennium,
Killer Instinct, Night Stalker, Profiler…), ma è indubbiamente il cinema
ad averci fornito gli esempi più inquietanti – e al tempo stesso
riusciti – in questo campo. A cominciare dal già citato Non aprite
quella porta (con tutti i suoi sequel – non sempre riusciti – e il
remake con Jessica Biel), uno dei film più apprezzati di Tobe Hooper,
datato 1974 e parzialmente ispirato dalla vita del serial killer Ed Gein
(lo stesso che ha fornito a Sir Alfred Hitchcock l’idea di Psycho). Un
altro celebre caso è quello de Le colline hanno gli occhi, una delle
prime opere del ‘Maestro’ dell’horror Wes Craven, di cui è stato girato
un remake nel 2006. Pare proprio che nessuno dei ‘grandi classici’ sulle
famiglie killer si salvi dalla remake-mania… Come conferma House of Wax
– La maschera di cera, il cui cast è composto da star della tv (Chad
Michel Murray, Elisha Cuthbert, Jared Padalecki – Sam in Supernatural).
E poi ci sono alcune riuscite ‘libere reinterpretazioni’, come Wrong
Turn (con Eliza Dushku e Jeremy Sisto) o il discusso Assassini nati di
Oliver Stone, in cui Juliette Lewis e il fidanzato Woody Harrelson
attraversano l’America lasciandosi dietro una scia di sangue. I
componenti delle famiglie killer e le loro ‘preferenze omicide’ variano
di volta in volta: giovani coppie, uomini e donne deformi, ‘semplici’
psicopatici… Di tutto e di più. Le variazioni sul tema sono pressoché
infinite (pensiamo alla mamma-killer di Scream 2, o alla saga di Venerdì
13…). Ciò che invece rimane costante è la soluzione al problema:
uccidere gli assassini. O fuggire molto, molto lontano, mandando poi la
polizia ad arrestarli (o almeno a provarci…). In entrambi i casi, si
tratta di soluzioni ardue da mettere in pratica: le famiglie killer
cinematografiche si macchiano sempre di decine di orrendi delitti, e
vantano quindi una certa ‘esperienza’ sul campo. Eliminarle, o trarle in
inganno, è davvero difficile. Senza contare il fatto che, pur
trattandosi di esseri umani, spesso i family killers sono… duri a
morire, per dirla alla Bruce Willis. In buona sostanza, per le
potenziali vittime non c’è molto da fare, se non lottare fino all’ultimo
per salvarsi la vita… Il caso dei fratelli Winchester: Attenzione:
contiene spoiler sulla trama dell’episodio La famiglia Bender. Ne La
famiglia Bender Sam e Dean indagano sulla misteriosa scomparsa di un
uomo, che secondo un bambino che ha assistito all’evento è stato rapito
da un mostro nella cittadina di Hibbbing, nel Minnesota. Indagando, i
due fratelli scoprono che Hibbing, negli anni, ha accumulato un numero
record di persone scomparse… A cui purtroppo si aggiunge Sam, che
svanisce dal parcheggio di un bar in cui si trovava insieme a Dean.
Esaminando i filmati delle videocamere di sorveglianza, Dean risale ad
un furgone e si spaccia per un poliziotto per avere l’aiuto della
polizia locale nelle ricerche. Insieme all’agente Kathleen, Dean
rintraccia il furgone, ma la donna poliziotto ha controllato le
credenziali di Dean e ha scoperto che le ha mentito. Così, lo ammanetta
all’auto e si avvia, sola, in cerca di Sam. Bussa alla porta di una
vecchia casa, una ragazzina le apre e la attira in una trappola.
Kathleen si sveglia in una specie di grande fienile pieno di gabbie, in
cui trova anche Sam: il ragazzo le racconta che l’altro ‘ospite’ delle
gabbie è stato portato via e non è più tornato. Dean si libera e si
intrufola nella casa, ma viene catturato anche lui. Con stupore, Sam e
Dean scoprono che dietro le sparizioni ci sono i Bender, che danno la
caccia agli esseri umani, inseguendoli ed uccidendoli, per ‘sport’.
Sconvolti dal fatto che si tratta di esseri umani, e non di mostri, i
due fratelli lottano con tutte le loro forze per salvarsi. Lezione di
difesa: Quando si è di fronte alla malvagità di un ‘comune’ essere umano
che minaccia la nostra vita, l’unica soluzione è cercare di difendersi
come si può. Nel caso affrontato dai fratelli Winchester, la fuga e una
disperata lotta per la sopravvivenza si sono dimostrati elementi
indispensabili. Anche se l’agente Kathleen ha preferito adottare ‘a
sangue freddo’ una soluzione più drastica, per vendicare la morte di suo
fratello... Morale della favola: molto meglio le ‘creature infernali’,
rispetto agli uomini… |
| Supernatural: difesa contro le arti oscure - Lezione 4 |
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Un’altra
lezione dai fratelli Winchester: come superare l’ostilità di…
un’auto-fantasma indemoniata! Okay, sono sempre fantasmi. Ma quando si
tratta di veicoli fantasma, la questione si fa anche più seria. Perché
le auto… senza autista sono una bella gatta da pelare, perfino per chi è
esperto di fantasmi. Soprattutto perché non sono sempre facili da
neutralizzare, come ci insegna l’episodio di Supernatural intitolato
Route 666. Facendo il verso alla famosissima Route 66, celebrata da
romanzi, film e canzoni, che attraversa l’America, gli autori di
Supernatural affrontano un altro grande “classico” dell’horror: veicoli
indemoniati. Era il 1971 e un giovane allora semisconosciuto di nome
Steven Spielberg si apprestava a farsi conoscere dal grande pubblico
dirigendo un claustrofobico film per la tv intitolato Duel ed incentrato
sulla storia, carica di tensione, di un automobilista perseguitato senza alcun motivo apparente da un camionista. Un film che piacque
molto al pubblico e che ottenne grande successo, tanto da influenzare un
altro regista, Elliot Silverstein, che qualche anno dopo ottenne
l’incarico di dirigere La macchina nera, storia di un’auto che
terrorizza gli abitanti di una cittadina dello Utah e che si scopre
essere… senza autista. L’auto nera protagonista del racconto è una sorta
di “versione meccanica” del Male, proprio come Christine: La macchina
infernale, descritta da Stephen King in uno dei suoi romanzi più famosi
e portata sullo schermo nel 1983 dal grande John Carpenter. Illustri
precedenti e comuni soluzioni al problema: In Duel, in realtà, non viene
narrata la storia di un veicolo fantasma: il conducente del camion che
perseguita il povero David Mann (Dennis Weaver) è sicuramente umano, e
sicuramente pazzo (non si capisce come mai si sia fissato con David…).
Ma ne La macchina nera la faccenda è diversa: l’auto, dicevamo, sembra
proprio essere posseduta dal demonio. E per sfuggirle, i sopravvissuti
non hanno altra scelta che rifugiarsi entro i confini del cimitero
cittadino, ovvero in terra consacrata. Toccherà al protagonista, lo
sceriffo Wade Parent (James Brolin) affrontare l’auto nera nella “sfida
finale”, e scoprire la spaventosa identità di chi la controlla… Un po’
come capita in Christine la macchina infernale: un’auto controllata da
una volontà maligna inizia ad “agire” di propria iniziativa, causando
una serie di incidenti mortali che inizialmente sembrano… incidenti,
appunto. Quando due dei protagonisti, Dennis e Leigh, si accorgono che
Christine è la rappresentazione di un’entità malefica, tentano di
distruggerla in ogni modo (e ci riescono riducendola ad un cumulo di
macerie). Un’altra storia che ha per protagonisti dei veicoli assassini,
che iniziano senza motivo (ma in realtà si scopre che è “colpa” delle
radiazioni di una cometa) ad attaccare gli esseri umani, è Brivido:
l’ennesimo film tratto da un racconto di Stephen King (e anche scritto e
diretto dallo stesso King). Un gruppo di sopravvissuti alla carneficina
che si è scatenata di punto in bianco si barrica dentro una stazione di
servizio e cerca di resistere agli attacchi dei camion “inferociti” che
li circondano. Alla fine, si scopre che la “ribellione” delle macchine
era orchestrata da una forza aliena, che preparava il terreno per
un’invasione… Ben diverso il caso televisivo di Veronica Mars, che
nell’episodio della seconda stagione intitolato L’auto assassina cerca
di individuare l’auto pirata che ha investito il cane di una sua
compagna di scuola, e finisce per imbattersi in preziose informazioni
sull’incidente dello scuolabus… Per il resto… Che dire? L’unica auto
nera senza conducente veramente degna nota in tv aveva un nome. Si
chiamava K.I.T.T. ed era l’indimenticabile protagonista di Supercar…
Il caso dei fratelli Winchester: In Route 666 Sam e Dean si recano in
Missouri: Dean ha ricevuto una richiesta d’aiuto da Cassie, una “vecchia
amica” (un’ex fidanzata, in realtà), il cui padre, Martin, è stato
ucciso. La morte di Martin sembra un banale incidente stradale, ma sulla
sua auto vengono rinvenute delle ammaccature che fanno pensare alla
presenza di un altro veicolo sulla scena dell’incidente. Parlando con la
gente del posto, Sam e Dean scoprono che da anni si narra di un pick-up
nero che ha ucciso diverse persone di colore. Ma quando anche il Sindaco
rimane ucciso, la teoria degli omicidi ai danni delle sole persone di
colore viene a cadere. Attraverso le loro indagini, Sam e Dean risalgono
quindi alla storia della scomparsa di Cyrus Dorian, sparito senza
lasciare traccia oltre quarant’anni prima. Quando anche Cassie viene
minacciata dal pick-up, che secondo la ragazza si muove senza un
conducente, Dean e Sam approfondiscono le indagini e grazie alla
“confessione” della madre di Cassie trovano il bandolo della matassa:
quarant’anni prima Cyrus aveva dato fuoco alla chiesa locale per
impedire il matrimonio fra i genitori di Cassie, uccidendo i bambini del
coro. Un successivo scontro fra Martin e Cyrus portò alla morte di Cyrus,
ucciso da Martin e nascosto, alla guida del suo pick-up, in fondo ad una
palude. Negli anni successivi, il pick-up di Cyrus “riemerge” per
vendicare il suo proprietario, uccidendo tutte le persone coinvolte nel
suo omicidio. Sam e Dean recuperano il corpo di Cyrus, nascosto nel
pick-up in fondo alla palude, ma senza risultati: il “fantasma” del
pick-up è ancora presente, ed è molto arrabbiato… Alla fine, Sam e Dean
trovano la soluzione: condurre il pick-up nel luogo in cui Cyrus venne
ucciso, ovvero nei pressi della vecchia chiesa, portandolo dritto dritto
verso la sua distruzione. Lezione di difesa: Per distruggere uno spirito
malvagio che ha preso possesso di un veicolo, si può provare a
recuperare il corpo del conducente e ad incenerirlo dopo averlo cosparso
di sale. Se questo non fosse sufficiente – come nel caso affrontato dai
fratelli Winchester – bisogna attirare il veicolo fantasma in un luogo
consacrato (anche all’aperto), che sarà sufficiente a dissolverlo una
volta per tutte. |
| Supernatural: Tutti pazzi per Supernatural! |
|
La
community online dedicata a Supernatural è attivissima. E ricca di
informazioni, curiosità e notizie tutte da scoprire… Supernatural è una
di quelle serie che ti conquistano grazie ad una formula semplice, ad un
largo uso della cultura pop e al costante inserimento di un contributo
originale e “personalizzato”, che va ad “innestarsi” su materiale tratto
da letteratura, fumetti, leggende popolari, folklore... Con la sua
struttura enciclopedica in materia di fantasmi, mostri & affini, la
serie creata da Eric Kripke nel 2005 è perfetta per tutti gli
appassionati di soprannaturale, fantasy, horror… Insomma: ce n’è per
tutti i gusti. Aggiungete un’azzeccatissima coppia di protagonisti, e il
gioco è fatto: i fratelli Winchester e i loro interpreti contribuiscono
senza dubbio alla riuscita di un telefilm che ha conquistato una larga
fetta del pubblico televisivo. Lo dimostra l’ampia affluenza al sito
ufficiale della rete The CW, che trasmette Supernatural negli Stati
Uniti. E lo dimostrano anche le dozzine di siti internet in varie lingue
che i fans hanno dedicato a Sam, Dean e le loro incredibili avventure.
Su Supernatural TV, ad esempio, potete trovare la guida agli episodi
affiancata da sondaggi, interviste, citazioni, fan fiction e news; su
Supernatural Series, anch’esso ricchissimo di notizie, ci sono spoilers,
informazioni su cast artistico e tecnico, guida agli episodi, forum… In
entrambi i casi, occhio agli spoilers: sono siti che seguono la messa in
onda americana, che comprende episodi ancora inediti da noi. Se non
volete incappare in sgradite anticipazioni, navigate con cautela.
Oppure, rivolgetevi direttamente ai siti italiani dedicati alla serie.
Io ne ho trovati due particolarmente “ben forniti”: il primo è Supernatural Legend, in cui si possono trovare l’immancabile guida
agli episodi, spoilers sulle stagioni inedite in Italia, fotogallery,
informazioni su DVD, libri, videogames, gadgets e merchandising vario, e
naturalmente news sempre aggiornate sulla serie e i suoi protagonisti.
Il secondo, ma non meno curato, è Supernatural Italia, che presenta una
pratica guida tv con la segnalazione dei prossimi episodi in onda,
informazioni su episodi e colonna sonora, personaggi, armi e accessori…
E ancora: citazioni, chat, Trivia con tutte le curiosità sulle varie
puntate… Entrambi i siti sono dotati dei relativi Forum, che permettono
agli appassionati di discutere dei vari aspetti della serie e di entrare
in contatto con chi condivide la loro stessa passione (una delle cose
che rendono internet uno straordinario strumento di comunicazione,
lasciatemelo dire). Insomma: la rete dimostra senz’ombra di dubbio che
la community dei fans “supernatural-addicted” è vasta e sempre attiva.
Ed è anche una community sicuramente destinata a crescere e a regalarci
ancora tante, tante curiosità e informazioni sulla serie che ogni
venerdì sera su Fox ci regala un appuntamento ricco di azione,
avventura, humour, horror, fantasy… |
| Supernatural: difesa contro le arti oscure - Lezione 3 |
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Un
manicomio in disuso, voci sugli esperimenti segreti di un medico, strane
possessioni: ecco gli ingredienti del nostro nuovo appuntamento con le
“lezioni” dei fratelli Winchester. Supernatural si conferma una ricca
enciclopedia televisiva di horror, thriller, leggende metropolitane,
folklore, cultura pop… Ogni episodio rende omaggio ad una creatura
mostruosa o ad un tema cari agli appassionati del genere. Poteva quindi
mancare, in questa prima stagione, una puntata dedicata ad un manicomio
in disuso? Assolutamente no! La follia è da sempre identificata con
l’aspetto più inquietante, imprevedibile e spaventoso della natura
umana. Di conseguenza, romanzieri, cineasti e autori televisivi se ne
nutrono per mettere in scena incubi d’ogni genere: allucinazioni e
realtà parallele, magari scaturite dall’incapacità di affrontare un
evento drammatico, come l’elaborazione di un lutto; raptus violenti
innescati dal ricordo di un trauma; sdoppiamenti di personalità
scaturiti dal bisogno di dimenticare una brutta esperienza e
sfruttatissimi da cinema e tv per analizzare il lato oscuro della psiche
umana… E poi, naturalmente, ci sono i luoghi in cui si rinchiudevano
“pazzi”: i manicomi. Luoghi che, soprattutto fino ad un certo periodo,
sono stati teatro di orrende torture, frutto di un’inadeguata conoscenza
medica e scientifica. Con il passare degli anni e con il progresso,
molti disturbi mentali sono stati ricondotti a cause organiche, e molti
altri sono stati affrontati con semplici terapie farmacologiche. Ma
prima di allora, è capitato più volte che anche per disturbi piuttosto
banali venissero usati metodi il cui nome è sufficiente per incutere
ancora terrore: elettroshock, lobotomia... Illustri precedenti e comuni
soluzioni al problema: Di thriller, horror, film di fantascienza,
commedie e drammi ambientanti nei manicomi ce ne sono a centinaia. La
questione si fa un po’ meno vasta, invece, se pensiamo ai film che
coniugano, come nel caso di Supernatural, manicomi e fantasmi. Un po’
meno vasta ma non certo priva di materiale: proprio per via del fascino
esercitato dal tema della follia e da tutte le sue declinazioni, spesso
i sanatori sono stati associati a manifestazioni soprannaturali. Gli
ospedali, ad esempio, sono da sempre un’ambientazione prolifica per le
storie di fantasmi, ma anche i manicomi non scherzano. Così come gli
orfanatrofi, o gli ospedali con un reparto psichiatrico, sono fra le
ambientazioni preferite dei cineasti che vogliono raccontare storie di
follia e fantasmi: penso a film come Session 9, Fragile (con Calista
“Ally McBeal” Flockhart alle prese con le infestazioni di un ex ospedale
psichiatrico), Saint Ange, Il seme della follia, Gothika (con Halle
Berry nei panni di una psichiatra che lavora in un manicomio e finisce
per essere posseduta dallo spirito di una ragazzina, Rachel)… E poi ci
sono tutti gli altri casi, quelli ancora più “ibridi”, come ad esempio I
13 spettri, in cui uno dei terribili fantasmi che terrorizzano i
protagonisti (Lo sciacallo, per la precisione) è un ex paziente
psichiatrico che ha commesso atroci delitti. Anche in tv il tema “pazzia
e fantasmi” è stato spesso sfruttato. E sul piccolo schermo, il confine
fra il manicomio vero e proprio e l’ospedale con pazienti psichiatrici,
o la casa di riposo in cui vengono “scaricati” arzilli vecchietti è
ancora più sottile. Come nel caso di Excelsis Dei, uno dei miei episodi
preferiti di X-Files, che racconta la storia di una casa di riposo i cui
occupanti sembrano agire sotto l’influenza di fantasmi o altre
misteriose entità e si scoprono poi vittime di allucinazioni. E ancora:
fantasmi e follia sono stati trattati da episodi di tutte le serie
incentrate sulla figura di un sensitivo in grado di comunicare con
l’aldilà (Medium, Ghost Whisperer, Afterlife, Haunted…), dei polizieschi
in cui misteriosi delitti, che sembrano compiuti da entità
soprannaturali, risultano poi opera dell’uomo (C.S.I.)… E la soluzione è
stata sempre e solo una: distruggere il corpo del fantasma che infesta
l’istituto, o che controlla la volontà di persone in vita, oppure
placare l’ira del fantasma (o dei fantasmi) portando alla luce la storia
che vuole raccontare, svelando un delitto e identificando il colpevole,
sistemando insomma le “faccende terrene” che lo spirito sente di aver
lasciato in sospeso. Il caso dei fratelli Winchester: (Attenzione:
spoiler per la trama dell’episodio La rivolta). Sam e Dean ricevono un
misterioso messaggio che indica loro delle coordinate corrispondenti
alla cittadina di Rockford, Illinois. Dopo una breve ricerca i due
fratelli si trovano ad indagare sul manicomio Roosevelt, una struttura
ormai abbandonata in cui trent’anni prima, in seguito alla rivolta di
alcuni pazienti, si verificarono incidenti, un incendio e… la scomparsa
di diverse persone. In città si dice che chi trascorre del tempo
nell’edificio, infestato dai fantasmi degli ex pazienti, è destinato a
perdere la ragione (come succede ad un poliziotto, che dopo aver
perlustrato brevemente il Roosevelt torna a casa, uccide la moglie e poi
si spara). Sam e Dean decidono quindi di ispezionare l’edificio e
incontrano una coppia di ragazzi, Gavin e Kat, che si sono intrufolati
nell’ex manicomio in cerca di forti emozioni… Ottenendo anche più di
quanto cercavano: Gavin, Kat, Sam e Dean vengono tutti “attaccati” dai
fantasmi degli ex pazienti, ma i fratelli Winchester intuiscono che i
fantasmi non vogliono far loro del male. Vogliono semplicemente dar loro
un messaggio, che li indirizza verso la stanza 137 (se il numero vi dice
qualcosa, forse è perché richiama la camera 237 dell’Overlook Hotel di
Shining, esplicitamente citato da Dean insieme a Qualcuno volò sul nido
del cuculo). La stanza nasconde l’accesso ad un luogo segreto, quello in
cui l’allora primario di psichiatria, il dottor Ellicott, conduceva i
suoi insensati esperimenti sui pazienti. Lo spirito di Ellicott prende
il controllo della volontà di Sam, che arriva addirittura a sparare a
suo fratello (fortunatamente, solo con il fucile caricato a sale). Dean
riesce a mettere “fuori combattimento” Sam e prima che Ellicott
controlli del tutto anche lui, individua il luogo in cui è nascosto il
suo cadavere, lo cosparge di sale, lo incendia e cancella una volta per
tutte sia l’influenza di Ellicott su Sam che le infestazioni legate
all’edificio. Lezione di difesa: Per combattere un fantasma ci si può
servire di un fucile caricato a sale (che respinge temporaneamente gli
spettri, in caso di emergenza) mentre si procede alla soluzione
definitiva: cospargere di sale le ossa appartenute alla persona che ora
è un fantasma, e poi incendiarle. In questo modo il legame terreno dello
spirito viene spezzato e il fantasma scompare, liberando le persone
eventualmente possedute dal suo spirito o influenzate dalla sua volontà.
Va inoltre ricordato che, nel caso di fantasmi “non aggressivi”, è
opportuno cercare di comunicare con le entità per ascoltare le loro
richieste ed esaudirle, permettendo agli spiriti di trovare finalmente
la pace. Una lezione che conoscevamo già, perché i fratelli Winchester
ci mostrano come contrastare gli spettri fin dal primo episodio… Ma
anche una delle lezioni fondamentali per “sopravvivere” nel mondo
fantastico di Supernatural. |
| Supernatural: difesa contro le arti oscure - Lezione 2 |
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Dopo i
fantasmi dell’acqua, è la volta di imparare a fare i conti con insetti
ed antichi cimiteri (o meglio: cadaveri) indiani… Provate a dire
“insetti” o “cimitero indiano” ad un qualunque appassionato di horror e
lo vedrete drizzare le antenne. Se poi dovessimo occuparci del tema più
vasto dell’episodio di Supernatural intitolato Insetti, ovvero le
maledizioni, allora non basterebbe una larga fetta del nostro spazio web
per trattare approfonditamente il tema. Concentriamoci quindi sui due
elementi che fanno parte della maledizione che Dean e Sam Winchester
devono fronteggiare. Roba da far impallidire sir Alfred Hitchcock e uno
dei suoi film più famosi, Gli Uccelli: gli assedi degli sciami assassini
che circondano e minacciano intere famiglie, comunità o città, sono
spaventosi tanto quanto l’immotivato attacco dei volatili a Bodega Bay.
Il cinema si è nutrito di una delle più comuni fobie umane, quella degli
insetti appunto, dando vita ad una quantità di pellicole probabilmente
sconosciute ai più ma ben note ed apprezzate nella “cerchia” degli
horrorofili. Tanto da meritarsi diverse, terrificanti incursioni sul
piccolo schermo. E per quanto riguarda i cimiteri indiani… Beh, la
materia prima offerta dal cinema a tal proposito è praticamente
sterminata. L’unica certezza, e l’unico elemento in comune fra i vari
film e le serie tv che se ne sono occupate, è che chiunque finisca per
trovarsi – a sua insaputa o meno – sul territorio precedentemente
occupato da un cimitero indiano, è destinato a fare una gran brutta
fine… llustri precedenti e comuni soluzioni al problema: Cominciamo con
gli insetti, creature care sia al cinema che alla tv. Fin dai tempi di
Swarm – Lo sciame, storica pellicola di genere diretta nel 1978 da Irwin
Allen ed interpretata da Michael Caine, Richard Chamberlain e Olivia De
Havilland (sì: la Melania di Via col vento), api assassine, cavallette,
formiche, scarafaggi e ragni hanno terrorizzato generazioni di
spettatori. I ragni, in particolare, si sono guadagnati un intero filone
cinematografico “dedicato” (Aracnofobia, Arac Attack, L’invasione dei
ragni giganti, Bugged!…). Ma anche api e locuste (Swarm 2, Minaccia
dalla giungla, Locuste: l’ottava piaga, Invasion – Il giorno delle
locuste…), formiche (Marabunta – Minaccia alla Terra, Assalto alla
Terra, Furia bianca, Ants…) e altri insetti vari (Tafanos, Centripede
Horror, Bug…) se la cavano più che egregiamente. La gran parte dei film
incentrati sulle invasioni di insetti assassini è accostabile ad un
sotto-filone del genere horror che rimanda al genere catastrofico (non è
raro che gli insetti distruggano qualunque cosa si trovi sul loro
“cammino”…). Le risoluzioni positive delle invasioni sono generalmente
associate a due tipi di eventi: il “naturale” allontanamento degli
sciami, che dopo aver assediato una determinata area geografica parte
alla ricerca di zone più interessanti, o una drastica soluzione
escogitata dall’uomo (esplosioni, incendi, tossine, super-insetticidi…).
In tv, dove gli insetti hanno ricoperto un ruolo tanto memorabile quanto
“fastidioso”, per usare un eufemismo, nella maggior parte dei casi la
soluzione del problema sta nell’eliminazione della persona che controlla
gli insetti o che li attrae. Come accade ad esempio in un episodio di
Smallville, in X-Files o in Stargate SG-1. I cimiteri indiani, invece,
sono generalmente più “materia da cinema”, anche se la tv non ha
disdegnato l’argomento. A cominciare dalla trasposizione televisiva di
Poltergeist, film di Tobe Hooper scritto e prodotto da Steven Spielberg
e considerato uno dei capisaldi del genere: all’origine di tutti i guai
della famiglia Freeling c’è il fatto che la loro casa - anzi: l’intero
quartiere – è stata costruita sui resti di un antico cimitero indiano.
Il cinema ha pescato a piene mani dal filone, producendo dozzine di film
in qualche modo legati al tema del cimitero indiano: da Cimitero vivente
a Shining (tratti entrambi dagli omonimi romanzi di Stephen King), da
Amityville Possession al supertrash Poultrygeist. In tv ci sono poi
moltissimi riferimenti alle leggende che ruotano attorno ai cimiteri
indiani (perfino ne I Simpson). E John Landis, uno che di horror ne sa
qualcosina, nel suo episodio per la serie Masters of Horror (Deer Woman
– Leggenda assassina) non ha mancato di citarne uno, ad esempio… Il caso
dei fratelli Winchester: In Insetti Sam e Dean, insospettiti dalla
bizzarra morte di un dipendente della società del gas, si recano in una
cittadina dell’Oklahoma. Una volta sul posto interrogano il collega
dell’uomo rimasto ucciso, che stava lavorando nel grande cantiere di un
nuovo complesso residenziale chiamato Oasis Plains. Parlando con il
costruttore, Larry, e con Linda, il capo vendite, i due fratelli si
fingono interessati all’acquisto di una casa e scoprono che Matthew, il
figlio di Larry, ha una sorta di fissazione per gli insetti… E che gli
insetti sono stati la causa della misteriosa morte di diverse persone.
Dean e Sam ipotizzano che qualcuno controlli gli insetti e pensano a
Matthew. Ma dopo la morte di Linda, causata dalla comparsa di numerosi
ragni, indagini più approfondite scagionano il ragazzo, che a sua volta
sta cercando di approfondire lo strano comportamento degli insetti. Dopo
il ritrovamento di alcune ossa umane, Sam e Dean chiedono informazioni
ad un anziano nativo americano, che racconta loro la storia del massacro
di un villaggio indiano da parte della cavalleria. Il capo del
villaggio, in punto di morte, chiese alla Natura di proteggere la valle
dall’uomo bianco e di vendicare il suo popolo, facendo sì che Larry
finisse per costruire su un terreno maledetto. Sam e Dean salvano la
famiglia di Larry, aiutandola a sopravvivere all’attacco degli insetti
fino all’alba, il momento in cui la maledizione non ha più effetto.
Lezione di difesa: Per combattere una maledizione non c’è altro modo che
allontanarsi il più possibile: le maledizioni non possono essere
spezzate. La stessa regola vale contro gli attacchi degli insetti:
fuggire, o chiudersi in casa sigillando porte e finestre, è l’unica cosa
da fare. La lezione di difesa di questo episodio di Supernatural,
insomma, non si basa su chissà quali tecniche soprannaturali di
sopravvivenza, bensì sul buon senso ed il coraggio. Qualità
indispensabili per qualunque “cacciatore di mostri”. E qualità che Sam e
Dean Winchester hanno ampiamente dimostrato di possedere… |
| Supernatural: difesa contro le arti oscure - Lezione 1 |
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Con i
primi episodi avete avuto modo di immergervi nelle atmosfere di
Supernatural. Ora siete pronti per scoprire qualcosa di più sui “nemici”
dei fratelli Winchester… Da oggi vi proponiamo un nuovo appuntamento
settimanale: le lezioni di “difesa contro le arti oscure” ispirate agli
episodi di Supernatural. Una serie (lo scoprirete ogni venerdì sera su
Fox) ricchissima di leggendari mostri di cui letteratura, cinema e tv si
sono ampiamente occupati in passato. Supernatural rende omaggio a molte
delle creature mostruose preferite dagli spettatori di piccolo e grande
schermo, inserendo citazioni di vario genere negli episodi. Per questo,
nelle nostre “lezioni” tralasceremo (anche per questioni di spazio) il
versante letterario, occupandoci di ricordare gli “illustri precedenti”
di cinema e televisione. In questa prima lezione, ci occupiamo dei
mostri e dei fantasmi legati all’acqua. Fin dai tempi del Mostro della
Laguna Nera, l’acqua ha affascinato registi e sceneggiatori. Le numerose
storie narrate sul mostro di Loch Ness, insieme a tutto il filone degli
squali, dei pirana, degli alligatori e delle orche assassine, e insieme
ai racconti sul triangolo delle Bermuda e su laghi e fiumi maledetti,
hanno un elemento comune: l’acqua. Oceani, laghi, fiumi e perfino
piscine o vasche da bagno sono l’ambientazione ideale per le paure che
si annidano sotto la superficie dell’acqua. Tutte paure che si nutrono
dello stesso, spaventoso “motore”: l’ignoto. Che si tratti di creature
immaginarie, fantasmi dell’acqua o “mostri” reali, non c’è differenza:
l’acqua li nasconde alla perfezione, ed è pronta a colpire chiunque.
Perché tutti, prima o poi, entrano in qualche modo in contatto con
l’acqua… llustri precedenti e comuni soluzioni al problema:
Il cinema si è occupato infinite volte di mostri marini o fantasmi
dell’acqua (da Lake Placid a Pirana paura, da Dark Water a The Ring, da
The Water Ghost a Hate 2 0, per citarne alcuni). Nel caso di mostri
marini più o meno “naturali” (ci sono stati mostri creati in
laboratorio, creature mitologiche o “semplici” animali acquatici), i
film finiscono con l’uccisione del mostro da parte dei sopravvissuti di
turno. Nel caso di fantasmi dell’acqua, invece, gli “incidenti”
terminano quando il fantasma viene identificato, affinché i protagonisti
possano dargli ciò che vuole. Anche a caro prezzo (si veda il finale di
Dark Water, ad esempio). In tv l’acqua ha avuto un ruolo da protagonista
in diversi episodi tematici di serie incentrate sul soprannaturale (come
X-Files e Ai confini della realtà) o sulla fantascienza (come Stargate
SG-1 o Enterprise, in cui i protagonisti s’imbattono in pianeti su cui
intere civiltà vivono sotto la superficie dell’acqua). In altre
occasioni, l’acqua in tv ha “ospitato” mostri acquatici in ogni
episodio, come nel caso di Surface, ad esempio. Poi, naturalmente, ci
sono tutte le serie ambientate sott’acqua o strettamente legate ad un
ambiente marino, come il leggendario telefilm L’uomo di Atlantide, come
una parte di Stargate: Atlantis o come nel caso di tutte le apparizioni
televisive di Aquaman...
Il caso dei fratelli Winchester:
Nell’episodio Morte nell’acqua Sam e Dean si occupano di alcune
misteriose morti legate al lago di una cittadina del Wisconsin. Nel
corso delle indagini, grazie ai disegni del piccolo Lucas, il bambino
protagonista dell’episodio insieme alla madre Andrea (interpretata da
Amy Acker, la Fred di Angel), i due fratelli capiscono che le tragedie
sono legate, oltre che all’acqua, anche alla figura di un misterioso
bambino in bicicletta. Le indagini di Sam e Dean proseguono con qualche
difficoltà per l’ostracismo dello sceriffo locale, Jake Devins,
interpretato da Daniel Hugh Kelly (Hardcastle & McCormick). Il caso
viene risolto quando i due fratelli, nonostante tutto, riescono a
risalire all’identità del misterioso bambino: si tratta di Peter, un
ragazzino nel cui omicidio (derivato da un “gioco” finito male) è
coinvolto lo stesso sceriffo. Lo spirito di Peter perseguiterà Devins
uccidendo tutti i suoi cari e, infine, prendendosela anche con lui, a
meno che Sam e Dean non lo fermino. E Dean sa cosa va fatto: i resti di
Peter vanno dissotterrati, cosparsi di sale e infine inceneriti per
distruggere lo spirito. Ma il corpo di Peter non è stato sotterrato: si
trova ancora nel lago... Così, quando il fantasma trascina Lucas
sott’acqua, il sacrificio di Jake – che si tuffa senza esitazioni,
offrendo a Peter la sua vita – permette a Dean e Sam di salvare Lucas,
il cui personaggio ricorda molto Aidan, il bambino di The Ring. Come
lui, anche Lucas vive solo con la madre, e come lui continua a disegnare
cerchi scuri, che rappresentano vortici d’acqua nel caso di Lucas e il
pozzo in cui è morta Samara nel caso di Faida.
Lezione di difesa:
Per combattere un fantasma dell’acqua bisogna necessariamente risalire
alla sua identità, scoprendo di chi si trattava quando era in vita. Una
volta identificato il fantasma, il suo corpo deve essere dissotterrato,
cosparso di sale e infine incenerito. Nel caso che il corpo non possa
subire tale trattamento, l’unica possibilità di placare l’ira dello
spirito è offrirgli la vita del responsabile della sua morte, calmando
la sua sete di vendetta. |
| Supernatural: Fratelli |
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Jensen
Ackles e Jared Padalecki interpretano i fratelli Winchester,
protagonisti di Supernatural. Due personaggi diversi accomunati da una
grande intesa. Un po’ come nella vita reale… Per lo spettatore esperto,
come nel caso dell’appassionato di serie tv, di norma non è difficile
riconoscerli: gli attori che trovano affiatamento con gli altri membri
del cast riescono in qualche modo a “trasmettere” l’alchimia del set al
pubblico. Così come gli attori che non gradiscono la compagnia dei loro
colleghi spesso non riescono a dissimulare, nonostante le doti
recitative, eventuali antipatie o rancori. Detto ciò, per voi sarà
piuttosto facile capire dove voglio arrivare: Jared Padalecki e Jensen
Ackles, protagonisti di Supernatural, rientrano senza dubbio nella prima
categoria. Nella serie in cui danno la caccia ad ogni genere di creatura
infernale interpretano Sam e Dean Winchester, due fratelli il cui
destino si riunisce dopo il tentativo di Sam di intraprendere una vita
“normale”. Un tentativo che fallisce nell’episodio pilota, con
l’uccisione della ragazza di Sam da parte dello stesso “mostro” che
aveva ucciso mamma Winchester. Uno dei motivi del successo della serie
(di cui abbiamo già parlato) fa capo al feeling fra i due protagonisti.
I loro caratteri sono stati appositamente studiati per risultare
diversi, ma in fondo complementari. Sam e Dean hanno visioni differenti
della vita, e spesso discutono su quale sia il modo migliore per
affrontare una delle rischiose situazioni in cui si trovano. Nonostante
qualche contrasto, però, l’affetto e la complicità che li legano sono
evidenti, cosa che contribuisce al fascino esercitato da ogni episodio
di Supernatural sul suo pubblico. E sicuramente l’amicizia che lega
Jensen Ackles e Jared Padalecki, che danno vita a Dean e Sam sul piccolo
schermo, non può che aiutare. Nonostante percorsi formativi diversi, i
due attori hanno sviluppato un forte legame fin da quando si sono
conosciuti. Forse anche grazie alle proprie origini (sono entrambi
texani) e alla vicinanza d’età (Ackles è nato nel 1978, Padalecki è del
1982), i due giovani attori hanno scoperto di avere diversi interessi in
comune e sono diventati subito amici. Ackles, dopo qualche
partecipazione televisiva, ha debuttato con un ruolo fisso sul piccolo
schermo nella soap I giorni della nostra vita, che lo ha fatto conoscere
al grande pubblico e lo ha portato all’attenzione di registi e
produttori, permettendogli di ottenere – prima di Supernatural – un
ruolo più o meno longevo in tre importanti serie tv: Dark Angel,
Dawson’s Creek e Smallville. Jared Padalecki, che ha iniziato a prendere
lezioni di recitazione quando aveva solo 12 anni, deve gran parte della
sua notorietà al ruolo di Dean in Una mamma per amica. Come Jensen, ha
recitato in Smallville (ma solo in un episodio, come guest star), mentre
al cinema lo abbiamo visto in Una pazza giornata a New York, Nickname:
Enigmista e La maschera di cera (film in cui recitava anche Chad Michael
Murray, suo “rivale” in Una mamma per amica). Nonostante percorsi
piuttosto diversi (Ackles ha sempre preferito il piccolo schermo,
Padalecki quello grande), l’incontro sul set di Supernatural è stato
importante per entrambi gli attori. Grazie anche alla loro amicizia -
che li ha spinti a dichiarare più volte come recarsi sul set, al lavoro,
sia più un divertimento che una “fatica” vera e propria - Jensen e Jared
si sono molto affezionati alla serie che li vede protagonisti insieme.
Tanto da aver accettato di raccontare un giorno delle loro vite sul set,
senza mai sottrarsi alle telecamere, nello special A Day in the Life of
Jensen Ackles & Jared Padalecki. Una sorta di “prova” del fatto che i
due “ragazzacci Winchester”… sono davvero affiatati. E si divertono
davvero. |
| Supernatural: La Caccia è aperta! |
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Su Fox arrivano i fratelli
Winchester, protagonisti di una serie che vi conquisterà con una miscela
di stili ed elementi diversi. Ecco perché non ve la potete proprio
perdere. Se avete avuto modo di leggere qualche altro mio articolo,
probabilmente lo sapete già: sono telefilmicamente onnivora, ma
ho una predilezione per fantascienza e horror. Quindi potrete
immaginarvi la mia soddisfazione per la produzione di una serie tv che
rende omaggio, fra gli altri, a questi due generi: Supernatural. Una
serie che ha dedicato molti dei suoi episodi a storie già narrate da
cinema, letteratura e tv, fornendo una chiave di lettura originale per
leggende metropolitane, racconti popolari, favole… Protagonisti di
Supernatural sono i fratelli Winchester (per la serie: quando il
nome è tutto un programma…): Dean (Jensen Ackles, Dark Angel) e
Sam (Jared Padalecki, Dean in Una mamma per amica) sono legati al
mondo soprannaturale fin dall’infanzia. La tragedia che ha colpito la
loro famiglia quando Sam era ancora in fasce e Dean era solo un bambino
li ha segnati per sempre, soprattutto perché – dopo la morte di mamma
Mary – papà John (Jeffrey Dean Morgan, Danny in Grey’s Anatomy)
decide di dedicare la vita alla caccia della creatura che ha ucciso sua
moglie. Mary Winchester (Samantha Smith, Nash Bridges) è morta in
circostanze misteriose, dopo che uno strano individuo si era introdotto
in casa sua e aveva avvicinato Sam. Da quel momento John Winchester dà
la caccia al mostro. Ma a quanto pare, anche il mostro dà la caccia alla
sua famiglia (già nell’episodio pilota fa di nuovo capolino nella vita
di Sam…). Così, con un’altra terribile tragedia, ha inizio la nuova
avventura di Dean e Sam: papà John è scomparso da qualche giorno, mentre
era "a caccia" come al solito. Dean ha cercato di trovarlo, ma ha
bisogno dell’aiuto di Sam per seguire le sue tracce. I due fratelli
iniziano a girare l’America a bordo dell’auto di Dean (una splendida
Chevrolet del ’67). I due sono in cerca del padre e… a caccia di mostri:
in ogni episodio si imbattono in una situazione legata al
soprannaturale, che richiede il loro intervento. Oppure incontrano
persone che hanno un disperato bisogno del loro aiuto. Persone da cui
magari sono stati indirizzati grazie ai messaggi del padre, che lascia
loro degli indizi con lo scopo di fornire ai ragazzi un vero e proprio
itinerario. L’auto è pronta. I fucili sono carichi (di sale: il sale è
l’unica "arma" efficace contro gli spiriti e alcune creature infernali).
Dean e Sam non hanno più nulla da perdere. La stagione di caccia è
aperta. Gli episodi sono generalmente autoconclusivi: Dean e Sam
affrontano un mostro e, sia che lo sconfiggano sia che non ci riescano,
in qualche modo aiutano le persone coinvolte. Questo non significa,
però, che Supernatural sia una serie priva di continuity,
ovvero di quell’elemento che lega un episodio al successivo, svelando
qualcosa che riguarda un "progetto" che si sviluppa generalmente
nell’arco di una o più stagioni e che crea una maggiore attesa nel
pubblico. In ogni episodio ci viene infatti svelato qualcosa sul passato
della famiglia Winchster, o sul mistero che circonda papà John. E allo
stesso tempo impariamo qualcosa di nuovo sulle regole del mondo
straordinario in cui Sam e Dean hanno sempre vissuto. Scopriamo cosa
contrasta efficacemente fantasmi, vampiri e ogni altro genere di mostro.
E possiamo appassionarci al gioco delle citazioni, cercando di cogliere
quelle più o meno esplicite relative al mondo della tv (da Buffy
a Streghe, da Poltergeist: The Legacy a X-Files…) e
del cinema (sono moltissimi i film a cui si rende omaggio: Urban
Legends, Candyman, Jeepers Creepers, Non aprite quella porta, So cosa
hai fatto, Al calare delle tenebre…). Creata nel 2005 da Eric Kripke
(Tarzan), la serie appassiona con i casi… soprannaturali,
appunto, di cui si occupa e diverte grazie ai dialoghi brillanti e ai
continui (innocenti) battibecchi fra i due protagonisti. Suspense e
humour si alternano in una serie ricca di avventura, accompagnata da un’imperdibile
colonna sonora a base di grandi classici del rock che si mescolano a
colpi di scena e… segreti di famiglia. Segreti che vi incuriosiranno
sempre di più, conducendovi al momento in cui penserete di essere sul
punto di scoprire tutta la verità su ciò che è successo davvero alla
famiglia Winchester. Momento che lascerà il posto a quello in cui
capirete che siete solo all’inizio del mistero… |
| Comunicato stampa Warner Bros - DVD Stagione 1 |
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Tutto quello che vi fa rabbrividire. La follia. L'inspiegabile. Il soprannaturale. Sam Winchester (Jared Padalecki) è cresciuto dando la caccia a cose spaventose come queste. Ma il passato è passato. Nel suo futuro c’è la facoltà di legge. Tranquillità e normalità. Almeno finché Dean (Jensen Ackles), il fratello da cui si è separato, non ricompare con notizie allarmanti: il padre, un uomo che ha dedicato 22 anni della propria vita a combattere l’oscurità, è scomparso. Per ritrovarlo, i due fratelli dovranno mettersi sulle tracce di quello che il padre stava cacciando… e Sam dovrà tornare alla vita che credeva di essersi lasciato ormai alle spalle. Tenetevi forte (e non spegnete le luci!) perché state per vedere tutti i 22 episodi di una serie entusiasmante e innovativa, che ha saputo conquistare il pubblico e incantare la critica. Rimarrete con il fiato sospeso seguendo Sam e Dean lungo strade isolate e autostrade, in un viaggio che li costringerà ad affrontare uno spaventoso esercito di spiriti e a mettere in pratica gli insegnamenti segreti del padre. Sarete testimoni del Soprannaturale. |
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