Telefilm | Recensioni

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Diana Steenbergen recensisce la Quinta Stagione dello show - Un Diavolo di stagione!

La quarta stagione di Supernatural è stato il punto massimo raggiunto dal telefilm, e sarebbe stato difficile superarlo, indipendentemente dai risultati della quinta stagione. Fortunatamente, il quinto anno ha avuto i suoi momenti meravigliosi, e anche se alcuni degli elementi apocalittici della storyline non hanno sempre rispettato le attese, la maggior parte della stagione lo ha fatto. La quinta serie non è calata in qualità, andando a colmare le lacune lasciate dalla stagione precedente. Una delle maggiori difficoltà per lo show al suo quinto anno è stata quella di presentare l’Apocalisse come crisi mondiale, lavorando con il budget ridotto messo a disposizione dal network CW. Ciò ha significato che per molta dell’azione si è solo sentito parlare, senza essere vista. Mentre l’episodio 5x04 ‘The End’ si è dato da fare per mostrare una versione del futuro post-apocalittico, il grande regolamento dei conti tra Michele e Lucifero nella season finale 5x22 ‘Swan Song’ è stato ridotto, molto più di quanto ci si sarebbe aspettato. La cosa che ha funzionato meglio della storyline è stato Lucifero, grazie alla superba interpretazione di Mark Pellegrino, che abbiamo visto anche in ‘Lost’ interpretare diversi personaggi soprannaturali con problemi tra fratelli. Pellegrino è stato eccellente nei panni di Lucifero, presentato all’inizio in modo quasi compassionevole, ma presto rivelatosi un angelo caduto geloso in Guerra aperta con Dio. Anche i Cavalieri dell’Apocalisse sono stati un elemento forte quest’anno, soprattutto l’inquietante Morte, e l’intelligente colpo di scena di Carestia, che rendeva le persone affamate delle loro più grandi debolezze. 5x10 ‘Abandon All Hope’ è stato un altro grande episodio, che ha portato a casa la natura seria e mortale di questa battaglia, uccidendo Ellen e Jo Harvelle, due personaggi di cui si sentirà molto la mancanza. Come al solito, uno dei grandi temi della stagione è stato il rapporto tra Dean e Sam ed è stato espanso in maniera cosmica con la rivelazione che Lucifero era destinato ad essere in opposizione a suo fratello, l’arcangelo Michele. L’intera stagione è stata cosparsa di predizioni sul fatto che Dean e Sam sono nati per interpretare il ruolo di questi fratelli più grandi della vita stessa. È stato anche implicato che Dio è un padre assente, proprio come John Winchester durante la prima stagione del telefilm. Intanto, all’inizio dell’anno, abbiamo visto il rapporto tra Dean e Sam raggiungere il livello più basso, solo per poi tornare più forte che mai verso la fine. 5x18 ‘Point Of No Return’, il 100esimo episodio del telefilm, ha presentato una delle storie più belle, nella quale si è visto Dean dover scegliere se riporre fiducia nel fratello o gettare la spugna. Jensen Ackles e Jared Padalecki hanno continuato ad essere il punto di forza maggiore della serie, entrambi con momenti seri e comici. E c’è molta comicità nella quinta stagione, un po’ troppa verso l’inizio, ma alla fine le cose si sono risolte. Il punto più alto di questa comicità è stato l’episodio 5x08 ‘Changing Channels’, con la sua parodia di ‘Grey’s Anatomy’. Naturalmente, dobbiamo chiederci se le cose sarebbero state diverse se questa fosse stata l’ultima stagione di Supernatural. Bobby e Castiel sarebbero morti? Sam sarebbe davvero riapparso alla fine, o Dean avrebbe vissuto felice e contento senza di lui? Se fosse stata questa la fine, il risultato, per alcuni personaggi, sarebbe stato diverso. Anche se è troppo comodo il fatto che Castiel riappaia alla fine di 5x22 ‘Swan Song’, riportando in vita anche Bobby, non ci si può lamentare. Ci sono pochi personaggi rimasti nello show, dopo il bagno di sangue delle ultime stagioni; avere Castiel e Bobby come potenziali personaggi l’anno prossimo è più che benvenuto. L’arco narrativo del personaggio di Bobby è incompleto dal momento che non si sa che fine abbia fatto la sua anima, venduta a Crowley, ma il viaggio compiuto da Bobby in questa stagione è stato davvero potente. Jim Beaver continua ad essere parte integrante del team nel ruolo di figura paterna per Sam e Dean. Anche il Castiel di Misha Collins ha avuto un anno pesante, ribellandosi al Paradiso e perdendo completamente la rabbia verso la fine. Il fatto che sia misteriosamente risorto, al pieno dei suoi poteri grazie all’intervento divino, è un ottimo modo di inserire l’aiuto di Dio senza identificarlo specificamente. La questione di Dio è certamente oscura in Supernatural. Ci sono momenti in cui sembra che possa essere stato solo lui ad intervenire, come nel primo episodio quando Dean e Sam vengono salvati dalla stanza nella quale sta sorgendo Lucifero, venendo inspiegabilmente caricati su un aereo. Tuttavia, nell’episodio 5x16 ‘Dark Side of The Moon’, ai ragazzi viene rivelato che Dio sa cosa sta succedendo ma per il momento non è interessato ad intervenire. A questo, si deve aggiungere la divina sparizione del profeta Chuck Shurley nella season finale e ora non siamo più vicini a scoprire l’identità di Dio di quanto lo fossimo all’inizio. E probabilmente è meglio così. Questione ancora più grande nella quinta stagione di Supernatural è il “Team Free Will” dei fratelli contro i tentativi degli angeli di far capire loro che sono dei predestinati. Alla fine, il risultato è un misto ma ottenuto grazie alla loro volontà. Come dice Castiel a Dean, “Hai ottenuto quello che chiedevi Dean, niente Paradiso, niente Inferno, solo sempre la stessa cosa. Lo dico seriamente, Dean. Cosa preferiresti avere? Pace o libertà?”
Diana Steenbergen

 
Diana Steenbergen recensisce la Quarta Stagione dello show!

Supernatural, la gemma sottovalutata della CW, si è dato da fare durante la quarta stagione, passando da uno show piuttosto buono ad uno show eccezionale. La serie è stata ambiziosa nell’introdurre gli angeli nella storyline e, per la maggior parte, ha ripagato bene. Fin dall’inizio della stagione, con Dean a farsi strada con le unghie fuori dalla tomba nella season premiere 4x01 ‘Lazarus Rising’, ha preso piede la storyline angeli contro demoni. Centrale a questo fatto è stata l’introduzione di Misha Collins nei panni di Castiel, l’angelo che ha salvato Dean dall’Inferno su ordine di Dio. Ho apprezzato moltissimo la sua introduzione allo show e fin dall’inizio ho adorato il modo in cui Collins ha interpretato Castiel, come se fosse confuso da quello che vedeva del comportamento umano, soprattutto con Dean. Vedere interagire Castiel e Dean è stato uno dei punti di forza della stagione. Ci sono stati alcuni momenti di stanca nella storyline degli angeli, soprattutto la delusione per il promettente personaggio di Julie McNiven, Anna, nell’episodio 4x10 ‘Heaven And Hell’, ma a parte ciò, la direzione presa dallo show si è rivelata un grande successo. Il punto centrale di Supernatural è sempre stato il rapporto tra Dean e Sam, e anche quest’anno non ci sono state eccezioni. Durante il corso dell’anno lo show ha rischiato grosso creando importanti conflitti tra i fratelli, conflitti prolungatisi per la maggior parte della stagione. Dopo anni passati a solidificare il legame tra i due Winchester, la distanza costruita lentamente tra i due è stata ben eseguita, e anche se per il pubblico potrebbe essere doloroso vederli litigare, il risultato è stato eccezionale. Jared Padalecki è cresciuto per l’occasione, con il viaggio di Sam nell’oscurità, regalandoci la miglior performance fino ad ora. Specialmente ben interpretato è stato il conflitto di Sam tra quello che pensava di dover fare contro quello che il fratello credeva dovesse accadere. Ho adorato anche la sua reazione nel vedere per la prima volta Dean nell’episodio 4x01 ‘Lazarus Rising’. Quel momento è uno dei miei preferiti dell’intera serie, finora. A Jensen Ackles, nel frattempo, è stato dato un pezzo della torta della mitologia quest’anno, diventando un personaggio “prescelto” nella battaglia del bene contro il male, cosa che solo Sam aveva sperimentato finora. Ackles sfrutta ogni possibilità che gli viene data per approfondire il personaggio di Dean. Mentre il percorso di Sam lo porta sempre più verso posti oscuri, quello di Dean è un viaggio della speranza, qualcosa di inaspettato per il suo personaggio, ma compiuto incredibilmente attraverso il suo rapporto con Castiel. Fortunatamente, non tutti gli episodi sono stati drammatici. Alcuni dei momenti di comicità migliori della storia della serie si sono visti proprio nella quarta stagione e sono stati una ventata di aria fresca rispetto agli orrori dei più tipici mostri della settimana. I miei preferiti sono stati l’orsacchiotto a grandezza naturale dell’episodio 4x08 ‘Wishful Thinking’, la scena dei lederhosen nell’episodio 4x05 ‘Monster Movie’ e quasi ogni momento di 4x18 The ‘Monster At The End Of This Book’, inclusa l’introduzione di Rob Benedict nei panni del profeta Chuck. Jensen Ackles e Jared Padalecki hanno eccellenti doti comiche e più viene data loro occasione di esplorare questo loro lato, meglio è. Supernatural, durante la prima stagione, è stato paragonato ad ‘X-Files’ in salsa leggera, ma è riuscito a dimostrare con il passare del tempo che non c’è niente di leggero nelle storie che racconta. Fin dall’inizio sono state poste solide basi, connettendo emozionalmente la famiglia Winchester con I mostri che cacciano, e la quarta stagione ha approfondito ulteriormente le cose, prendendo elementi della storia di fondo che il pubblico pensava di conoscere ed espandendoli in modi nuovi e sorprendenti. Come ad esempio, quando Dean viene mandato nel passato per incontrare i suoi genitori nell’episodio 4x03 ‘In The Beginning’. Quella storia ha cambiato per sempre il modo di percepire la famiglia Winchester, ma allo stesso tempo si incastra tutto perfettamente nella storia raccontata in precedenza. Jim Beaver, nei panni di Bobby, ha dimostrato ancora una volta di essere un supporto insostituibile al cast principale. La sua figura paterna è diventata una parte essenziale della famiglia Winchester. Il suo incontro con Dean nella season premiere 4x01 ‘Lazarus Rising’ è denso di emozioni quasi quanto quella di Sam. Meno felice è stata la scelta di Genevieve Cortese per il ruolo della nuova Ruby. È stata accettabile per la maggioranza delle volte, ma quando le cose si sono fatte più serie verso la fine, sembrava aver perso la sua profondità recitativa, è brutto dirlo. Anche se nel corso della stagione ci sono stati moment morti, nel complesso la quarta serie di Supernatural è più che riuscita nell’intento di espandere la storia in direzioni più grandi ed eccitanti. Con il cliffhanger con il quale ci hanno lasciati alla fine, sono molto ansiosa di vedere dove ci porteranno l’anno prossimo.
Diana Steenbergen

 
Diana Steenbergen recensisce la Terza Stagione dello show!

Ci ricorderemo della terza serie di Supernatural, così come della maggior parte degli altri show televisivi di quest’anno, come della stagione che ha dovuto fare i conti con lo sciopero degli sceneggiatori. Anche se sarebbe facile dire che lo sciopero è stato la causa degli elementi meno riusciti della stagione, molte delle parti che non hanno funzionato erano presenti molto prima dell’inizio dello sciopero. Tuttavia, è vero che gli episodi dopo-sciopero hanno avuto il compito di finire velocemente la storyline della stagione, sicuramente con molto meno tempo rispetto a quanto preventivato. Appena finita la seconda stagione, con Dean che stipula un patto con il Crossroad Demon per salvare Sam, ecco che iniziarono i problemi per la terza stagione. Mi piace avere una storia come questa che si sviluppa nel corso dell’anno, qualcosa che dovrà essere risolto per forza nel corso dell’anno e non prolungato per più stagioni. Tuttavia, avere un tempo limite significa che gli spettatori sanno che il patto non verrà risolto prima della season finale. Avere una sentenza di morte sulla testa di Dean che sarà, o no, risolta completamente nell’ultimo episodio, fa sembrare i restanti episodi solamente un riempitivo in attesa che ricominci la storyline principale. Significa anche che ogni volta che i fratelli non lavorano per trovare il modo di salvare Dean, dovrebbero farlo. Talvolta vennero date scuse sul perché facevano qualcos’altro, altre volte no. Il patto di Dean ha dato allo show la possibilità di far crescere alcuni personaggi, e in effetti crescono molto, naturalmente principalmente verso la fine. All’inizio Dean è piuttosto irriverente, deciso ad ignorare la data di scadenza divertendosi per tutto il tempo che gli resta. Fortunatamente, le cose prendono più spessore avvicinandoci al finale e anche se Dean è famoso in Supernatural per non essere tipo da momenti sdolcinati, ci sono un buon numero di conversazioni intime tra lui e Sam. È una cosa molto positiva, dal momento che il rapporto tra i fratelli è l’anima dello show. Jensen Ackles interpreta Dean nel solito modo da macho ed è sempre bello vederlo approfondire il personaggio, come quando Dean confessa di aver bisogno di aiuto e di aver veramente paura di morire. Sono cose che Sam già sa, ma è bello sentire Dean ammetterle. È anche bello venire a sapere quanto lontano Dean si spingerebbe per salvare Sam, e cercare di convincere il fratello minore di smetterla di fare da martiri uno verso l’altro. Le domande che riguardano il personaggio di Sam, hanno più a che vedere se colui che è ritornato è veramente il Sam che Dean conosceva prima degli eventi dell’episodio 2x21 ‘All Hell Breaks Loose’. Ci sono dei momenti in cui si capisce che Sam potrebbe non essere più lo stesso, ed è bello vedere Jared Padalecki avere la possibilità di esplorare il lato più oscuro di Sam, come il momento di violenza nell’episodio 3x07 ‘Fresh Blood’ o la discutibile moralità delle idee di Sam in 3x12 ‘Jus In Bello’ e in 3x15 ‘Time Is On My Side’. Quest’anno si sono uniti al cast due nuovi personaggi e speravo che introdurre una coppia di ragazze avrebbe reso le cose interessanti. (Sono anche una delle poche a cui è piaciuta Jo nella seconda stagione, se questo può aiutare a capire perché fossi così ansiosa di vedere cosa avrebbero combinato Bela e Ruby). Inoltre, sembrava una buona idea introdurre un paio di ragazze in uno show con protagonisti due ragazzi carini. Sfortunatamente, sia Bela che Ruby si sono rivelate essere due personaggi sprecati; nessuna delle due ha fatto molto per ampliare l’universo di Supernatural. Avrebbero dovuto essere entrambe forti, ma si rivelarono essere sgradevoli e manipolatrici e di solito facevano sembrare i nostri eroi due stupidi. Ogni tanto è accettabile, ma alla lunga diventa stancante. L’arco narrativo del personaggio di Bela suggerì che avrebbe potuto essere molto più intrigante di quanto mostrato, soprattutto per la storyline di Dean, ma gli sceneggiatori non sono stati capaci di conferirle caratteristiche che non fossero fastidiose e decisamente spregevoli. Le circostanze comiche della buona fortuna e malasorte dell’episodio 3x03 ‘Bad Day At Black Rock’ che l’ha introdotta sono risultate essere i punti di maggior fascino del suo personaggio e durante l’episodio è Jared Padalecki che le ruba la scena nei momenti comici dell’episodio. A parte questo, il suo unico contributo positivo è stato quello di aver fatto indossare gli smoking a Dean e Sam. Ruby, tuttavia, è più importante per la storyline dello show, dal momento che è un demone e ha informazioni che vuole condividere con Sam. Il suo personaggio dovrebbe rappresentare una ragazza forte sulla falsariga di Faith di ‘Buffy The Vampire Slayer’ o di Six di ‘Battlestar Galactica’. Ma l’attrice non ci riesce quasi mai. Mi dispiace che nè Bela nè Ruby abbiano funzionato perchè mi piacerebbe molto vedere un bel personaggio femminile nella serie. Dopo il fallimento di Jo nella seconda stagione non è chiaro se sono gli sceneggiatori ad essere incapaci di scrivere personaggi femminili nel mondo di Supernatural o se è il pubblico a non voler accettare alcuna ragazza nel club dei fratelli. Credo che tutti gli sceneggiatori del telefilm dovrebbero guardare una stagione di ‘Veronica Mars’ per farsi un’idea di come rendere una ragazza forte ma piacevole; forse ce la faranno nella quarta stagione. La stagione inizia con il tentativo di espandere la guerra tra il mondo dei cacciatori soprannaturali e i demoni, e non funziona molto nel primo episodio 3x01 ‘The Magnificent Seven’, che risulta essere piuttosto noioso. Tuttavia, l’ultimo episodio prima della hiatus causa sciopero degli sceneggiatori, 3x12 ‘Jus In Bello’, nel quale si esplora nuovamente la tematica sopra riportata, è il più bello della stagione se non della serie stessa. Questo perché il punto di partenza è una battaglia epica, ma si concentra sul livello personale dei Winchester e della gente che li circonda. Jus In Bello vede anche la presenza come guest star dell’eccellente Charles Malik Whitfield, che ritorna a rivestire I panni dell’agente Henrickson. È interessante come lo show sia in grado di fornirci personaggi maschili minori così interessanti, come l’altro esempio Bobby Singer. Nella terza stagione, Bobby si rivela essere ancora un elemento essenziale per la famiglia Winchester, una voce della ragione quando Dean e Sam hanno bisogno di una guida. Un altro bellissimo episodio è 3x11 ‘Mistery Spot’, che combina lieve humor con uno sguardo al possibile futuro di Sam. C’è anche un sorprendente episodio natalizio, dove veniamo a conoscenza dell’infanzia meno che felice dei fratelli e scopriamo anche quanto si vogliano bene nonostante tutto. Supernatural, nelle prime due stagioni, ha avuto finali eccitanti, e ha continuato durante il terzo anno. Il patto di Dean finalmente scade e il finale cliffhanger lascia i telespettatori sull’orlo delle sedie aspettando la quarta stagione.
Diana Steenbergen

 
 
Una giornalista recensisce il 100th epoisode di Supernatural intitolato 5x18 "Point of No Return"!

Sì, sono stata incredibilmente fortunato a ricevere una recensione completa per un episodio. Questa volta, ho avuto l’occasione di vedere il 100esimo episodio di Supernatural, 5x18 “Point of No Return”. Cosa ne penso? Rischio di perdere credibilità (oltre al lavoro) ma ecco qui. SANTA MADRE DI DIO!! CHE EPISODIO!! SONO COMPLETAMENTE SCIOCCATA!
Dopo 100 episodi, non ci sono più parole. Ho cercato più vocaboli di quanti avrei voluto trovarne. Quante volte posso usare parole come “epico”, “emozionante”, “drammatico”, “brillante” (specialmente la recitazione), “superiore”, “toccante”, “da far restare a bocca aperta” o semplicemente “il migliore” senza risultare ridondante? Suppongo che se quelle parole hanno funzionato per i primi 99 episodi, possano funzionare anche per il 100esimo. “Point of No Return” è questo e molto altro. Preparatevi per un episodio che mi farà innamorare nuovamente di questo show. Ho una storiella divertente da raccontare sulla visione di questo episodio. Ero via e sfortunatamente per un weekend non ho avuto accesso a internet (una tortura) e quando sono tornato ho dovuto portare mia figlia al centro commerciale ma lavorare anche a questa recensione. Come non potevo? Quindi, ho fatto una promessa a mia figlia. Se mi avesse lasciato guardare l’episodio, l’avrei portata al centro commerciale subito dopo. Quindi, indovinate chi era un fascio di nervi ora che siamo andate al centro commerciale? Ero così scioccata da quello che avevo visto che sono rimasta seduta sulla punta del sedile e non mi ricordo nemmeno di aver guidato fino al centro commerciale. Non potevo nemmeno guardare una maglia di flanella senza scoppiare in lacrime. Quando un episodio mi colpisce così, è qualcosa di davvero speciale. Come feci per gli altri episodi, condividerò alcune frasi chiave. Sono prove un pò spoiler ma che non rivelano proprio tutto. Mi hanno fatto giurare segretezza soprattutto su quattro temi chiave che faranno parlare tutti. Sì, accadono molte cose. Sam cerca disperatamente di tenere tutti uniti e WOW, non è il vecchio Sam. Viene picchiato duramente ma resiste molto bene, anche se ad un certo punto rischia di soccombere. È molto eccitante vederlo recitare così. Oh Dean, povero, povero Dean. Che posso dire? Il peso che deve portare è molto pesante e il suo cuore è pesante. Dean passa un po’ di tempo nella panic room ma non così a lungo e in modo così drammatico come Sam in 4x21 “When The Levee Breaks”. Però sono due scene molto potenti. Il dramma tra Sam e Dean è molto intenso ed è al centro dell’episodio. Il loro legame fraterno affronta il test più difficile di sempre e il risultato porta al limite tutti quanti, anche i fan che si emozionano molto durante questi episodi (cioè tutti). E’ il dramma fraterno più emozionante, drammatico e soddisfacente che ho visto finora in questo show. Sapete cos’altro è intenso? Castiel. La sua storyline è importante e le sue scene sono scioccanti ed eccitanti come quelle dei fratelli Winchester. C’è molta tensione tra Castiel e Dean per tutta la durata dell’episodio, e quindi seguirà i consigli di Sam. Anche Bobby è presente, ma a parte uno scambio esplosivo con Dean, il suo ruolo è più che altro di supporto. È bello però vedere tutti e quattro i nostri eroi lavorare insieme nella stessa stanza. Come nella sinossi dell’episodio, torna Adam. Il suo ritorno è molto cool e non c’entra nulla con quanto avvenuto in 4x19 “Jump The Shark”. Lo conosceremo di nuovo e non sarà molto contento della reunion familiare. La rivelazione del piano di Adam è uno dei punti più forti dell’episodio. Anche Zachariah è nell’episodio, ed è un coglione più di qualsiasi altra sua apparizione, incluso 5x16 “Dark Side Of The Moon”. Proprio quando pensavamo che non potesse spingersi più in là, lo fa. C’è una scena verso il ventesimo minuto durante la quale il cuore mi è andato in mille pezzi. Ho dovuto stoppare per diversi minuti per riprendermi. Anche la scena finale mi ha colpito di brutto. La continuità della storia è eccellente, specialmente da 5x16 “Dark Side of The Moon,” 4x19 “Jump The Shark” e beh, tutti gli altri episodi. John Winchester viene nominato parecchie volte e non in maniera positive. Attenti ai padri! La “Green Room” di “Lucifer Rising” appare nuovamente. È molto divertente il modo in cui appare. Altra cosa, l’episodio è diretto da Phil Sgriccia, e non da John Showalter come pubblicato dalla CW nella trama. È un bene, perché ha tra le mani un capolavoro.
Cavolo! Come ho potuto dimenticarmene? C’è un breve momento in cui Castiel è a petto nudo!

 
TV.com recensisce il 100th episode di Supernatural intitolato 5x18 "Point of No Return"!

L'Adam Milligan che Sam e Dean e gli spettatori incontreranno in 5x18 "Point of No Return" è quello vero e non il ragazzino dall'aria innocente ed idealistica che si aspettano che lui sia. E' molto più cinico su di loro, su John Winchester e sulla sua vita personale. Non è il ragazzino impaziente di essere loro fratello, come il ghoul lo ha fatto sembrare per far sì che essi abbassassero la guardia in 4x19 "Jump the Shark". Sam: credici o no, ma papà stava cercando di tenerti al sicuro. Adam: Beh, suppongo che il mostro che mi ha mangiato non lo avesse tenuto a mente. Eh si! Adam Milligan è davvero un Winchester dopo tutto e John Winchester ha un altro figlio in più grazie al quale non vincerà il titolo di Padre dell'Anno. Jared Padalecki è stato dinamico in questo ruolo e perfino quando gli scrittori non ci dicevano cosa stesse accadendo dentro di lui, Jared riusciva sempre a farcelo capire. In "Point of No Return", Dean Winchester è ancora preso dal considerare così poco sé stesso e dall'essere sopraffatto da ciò che egli considera un fallimento nel tentare di fermare Lucifero. Questo, combinato con l'incredibile peso della colpa di essere in parte responsabile per l'intero problema dal principio, è ciò che gli fa pensare che l'unica cosa utile che lui possa fare, è sacrificarsi. Dean è convinto che non ha altra scelta se non quella di dire si a Michael, non importa che conseguenze di questa azione potrebbero esserci per lui e Sam. Alcune cose che mi sono realmente piaciute dell'episodio: Dean in manette, Sam che ottiene vendetta nel rinchiudere Dean nella panic room della casa di Bobby, Adam è sarcastico proprio come lo è Dean, La discussione di Adam e Sam su John Winchester, La sequenza finale tra Sam e Dean.

 
 
C'è un futuro che ha fatto centro - episodio 5x13 "The Song remains the Same"!

Non è un segreto per nessuno che il prossimo episodio è su un altro viaggio indietro nel tempo per vedere John e Mary, quando erano giovani ed era iniziato tutto. Si intitola "The Song Remains the Same" ed è un mix terrificante tra azione, dolore e storia. Stavolta, Castiel manda indietro nel tempo sia Sam che Dean negli anni Settanta per fermare Anna che progetta di agire come un Terminator e di uccidere Mary, prima che partorisca il tramite di Lucifero (Sam). E’ un viaggio duro per Castiel, visto che ha circa metà dei suoi poteri e ciò significa proprio che i ragazzi, una volta giunti lì, devono cavarsela da soli. Amy Gumenick e Matt Cohen hanno ripreso i loro vecchi ruoli di Mary e John Winchester. Mi è piaciuto molto vederli sullo schermo, ogni minuto della loro parte. Non abbiamo visto molto di Matt in "In the Beginning", ma stavolta apprenderemo molto di più e funziona! Amy è sempre affascinante e determinata come la travagliata Mary Winchester, la cacciatrice che vuole una vita normale. Non occorre dire che lei non è meno spaventata nel vedere apparire Dean sulla sua porta ancora. Ora, le resta da capire perché quello più alto continua ad apparire ai suoi occhi come un bambino che ha bisogno di un abbraccio! Non c’è molto tempo per l’umorismo nella storia, poiché Sam e Dean devono pensare ad un modo per salvare le vite dei loro genitori, senza dire tutta la verità. I demoni sono un’unica cosa ma persino per una cacciatrice esperta come Mary i viaggi nel tempo e gli angeli cattivi sono dei concetti un po’ difficili da capire. Sfortunatamente, Anna ha una spiegazione per loro, quando inizia una scena di combattimento che ha dovuto lasciare un marchio su un paio di controfigure esperte, che lavorano per la serie! Ciò che funziona davvero in "The Song Remain the Same" è il fatto che ognuno stia davvero tentando di fare la cosa giusta in un modo personale del tutto sbagliato. Anna vuole uccidere Mary, così Lucifero non avrà un tramite. Dean vuole salvare suo fratello, sua madre e suo padre. Mary vuole avere una casa e una famiglia con l’uomo che ama e Sam, beh, non vuole essere il responsabile della fine del mondo. Piccoli fardelli, eh? Decisamente duri. Lasciatemi prendere un momento per cantare le lodi di Jared Padalecki. Sapete tutti che sono una fan di Jensen, una "Dean girl", se volete, ma Jared ha una scena in questo episodio che mi ha provocato l’angoscia (che è una buona cosa, in questo caso). E’ l’unica occasione di Sam per dire a suo padre come egli senta nei suoi riguardi, anche se John non sa cosa stia del tutto succedendo. Poi è seguito da una intensa scena tra Dean e Mary che affronta il suo discorso sul "non alzarti dal letto" dal loro ultimo episodio insieme. I momenti tranquilli non durano molto, dopo tutto questo è "Supernatural" e questo significa che i cattivi ragazzi hanno una possibilità in più di vincere la guerra. Prima che questi due grandi momenti accadessero (nell’episodio), l’uno mi ha fatto restare di stucco e l’altro mi ha fatto agitare la testa nel contemplare l’eleganza della sceneggiatura. Non ci sono molte serie che possono tenervi incollati allo schermo se non attraverso uno scambio di dialoghi tra due attori. Potrebbe essere durato 2 minuti o anche dieci. Non ci sono effetti pirotecnici, niente effetti speciali né giochi. Solo una vera e buona narrazione della storia e il fatto che, amici miei, "Supernatural" stia dando il meglio di sé.
Cynthia - Sfuniverse.com

 
L'ultima burla di “Supernatural” è perfetta - episodio 5x08 "Changing Channels"!

Anno dopo anno, "Supernatural" ha fatto un incredibile lavoro con i suoi episodi dedicati al tema della parodia. Hanno ricreato i mostri della Universal in “Monster Movie”, completi con una pellicola in bianco e nero e degli scenari costruiti appositamente. Un anno hanno indirizzato le telecamere, usandole come se fossero tenute direttamente in mano [e non sui classici sostegni] e portato tutto lo staff alla perfetta ricreazione di un reality show sull’apparizione di un fantasma.
Questa stagione è personale, visto che "Supernatural" prende in giro alcuni show classici della tv in un episodio chiamato “Changing Channels”.
Quando ho saputo di "Supernatural" come una sit-com completa delle risate di sottofondo e di una vista al dottore McDreamy, ero preoccupata. Ho dovuto ricordare il motto “In Kripke crediamo”.
“Changing Channels” è decisamente brillante. E’ arricchito con un dialogo brusco, espressioni a doppio senso e da delle straordinarie rappresentazioni realizzate dalla squadra di “Supernatural“. Oh, Jared Padalecki e Jensen Ackles sono bravi, anche troppo, ma essi non sono davvero le star di questo episodio. E’ l’addetto alle riprese, il tecnico delle luci, il direttore e i responsabili che ottengono la gloria per questa piccola gemma. Lo show si apre come una tipica sit-com degli anni ‘70 completo con luci splendenti, col pubblico presente in studio e con scherzi molto forti. Sappiamo che Dean ama mangiare ma nel mondo della sit-com il suo panino è alto tre piedi (0.9 metri).
“Avrò bisogno di una bocca più grande!” - Esclama e poi offre un brevettato sguardo in direzione della telecamera. Dal momento che fanno spesso queste parodie, il classico logo di “Supernatural” è messo da parte e sostituito con uno appropriato, in questo caso, uno in tema con tutto il mondo della sit-com, che racconta la storia di due fratelli che cacciano i fantasmi. E’ il vostro montaggio di base comico (che le fans si tengano pronte) che include l’andare su un tandem insieme, giocare a football e guidare delle mini-moto.
E’ così perfetto, è terrificante.
Da lì, trascorriamo davvero un po’ di tempo nel mondo reale, quando i ragazzi iniziano ad indagare su un attacco da parte di un “orso” molto insolito. Di lì, si passa allo show successivo, una burla di “Grey’s Anatomy” completa con infermiere troppo drammatiche, un trapianto di faccia, il dottor McSexy e un fantasma. Quando Dean spiega a Sam che l’attore nello show vero interpreta un fantasma che può essere solo visto da uno dei dottori che era innamorato di lui. (Suona familiare?) Alla cui cosa, Sam risponde: “Questo show ha dei fantasmi?” Vallo a pensare.
Con “Supernatural” che combatte per la corsa agli ascolti con “Grey’s Anatomy” da così molti anni e poi perdono Jeffrey Dean Morgan per quello show, le lamentele sono ben meritate e ben piazzate.
Da questo punto, ho iniziato a capire quanto l’illuminazione, gli angoli di ripresa delle telecamere e la musica abbiano contribuito al sentimento di ciò che io stavo vedendo. Possono essere Sam e Dean sullo schermo, ma quella insipida musica sullo stile di Norah Jones sembra più una soap opera serale. Ma non pensate che tutto riguarda le risate. L’infermiera potrebbe parlare del suo amore immaginato col dottore Brilliant /Sam ma ogni cosa che dice ha un doppio significato e poi prende una direzione per il peggio.
Come tutte le buone parodie di “Supernatural”, questa diventa seria e nulla troppo presto. Il programma - gioco giapponese “NutCrackers” (si, è proprio ciò che state pensando) stava spingendo lo scherzo un po’ troppo oltre ma io ho apprezzato davvero la burla commerciale che è caduta dove dovrebbe esserci quella reale. In seguito notiamo un movimento lento, le luci si abbassano e ci infiliamo a forza gli occhiali da sole - i ragazzi sono spinti in “CSI Miami” e questo è dove Kripke prende un momento per esprimere al pubblico a casa le sue opinioni sulla mancanza di una programmazione originale in tv. Una cosa divertente, c’è un momento in cui Dean è completamente immerso nel personaggio di “CSI” e lui si adatta. Oh, io penso che sia Jensen a farlo con più accuratezza. Ed è una fantastica parodia nella parodia.
Non voglio rivelare tutto né andare oltre ma so che le fans ameranno la reazione “scomoda” di Sam verso Dean che cerca a fondo nel bagagliaio, Castiel che viene chiamato “Bel ragazzo, angelo” e diverse citazioni di amore fraterno.
Per me, “Changing Channels” raggiunge la vetta della perfezione, ma d’altra parte io sono una sostenitrice della tv dura a morire e lo sono stata, fin da quando ero piccola. I telespettatori più giovani e quelli internazionali non si soffermeranno sulle sfumature ma sono sicura che delle persone metteranno l’episodio in fondo alla lista dei loro preferiti.
Lo dico, andate a vederlo per ciò per cui è stato inteso - un altro grande omaggio di “Supernatural” che si rivela essere anche uno dei tasselli più grandi del puzzle.
“300 canali e nulla in onda”, dice il Trickster.
Chiedo il permesso di non essere d’accordo.
Cynthia - Sfuniverse.com

 
Supernatural: l’horror della provincia dormiente!

Che l’horror sia un genere strettamente legato alla fiaba così come al romanzo di formazione il piccolo schermo lo sa bene : l’ha imparato dalle gesta di Buffy e della sua ‘scooby gang’, impegnata contemporaneamente a combattere le forze del male e ad oltrepassare la propria ‘linea d’ombra’. I mostri – che siano demoni o vampiri – fanno parte di quella ‘people under the stairs’, citando un bel titolo di Wes Craven del ’91, che popola gli incubi di ogni ragazzo che si appresti a diventare uomo. Cosa fanno infatti, tanto per restare su Craven, le giovani eroine di Nightmare e di Scream se non affrontare le loro paure più recondite nella più completa solitudine ? Nell’horror i legami familiari vengono meno, l’individuo è solo nel buio più completo, costretto a confrontarsi innanzitutto con i suoi demoni, più temibili di quelli del mondo sovrannaturale. La televisione, sfruttando il macro filone del teen drama, ha recuperato queste figure e questi stereotipi per costruire dei percorsi a ostacoli, con prove dure e difficili, superate le quali i protagonisti possono finalmente dirsi cresciuti : a differenza di serial come Dawson’s Creek, The O.C. o One Tree Hill, in cui i pericoli sono quelli del mondo reale e lo smarrimento adolescenziale è affrontato in chiave realistica, i serial horror ricorrono alla metafora e alla stilizzazione ma il disagio dell’adolescente di fronte alla crescita, all’entrata nel mondo orrorifico degli adulti, rimane lo stesso ; come personaggi fiabeschi,orfani e figliastri, non possono contare sull’appoggio di una famiglia ma solo su un coraggio che sempre più spesso assume i tratti della disperazione. Oltre alla – per molti versi irripetibile – esperienza del ‘buffyverse’, a confrontarsi con i poteri dell’ignoto ci sono state le sorelle Halliwell di Streghe, perse tra incantesimi, poteri occulti e amori impossibili con demoni buoni – come non ricordare del resto l’amore contrastato tra Buffy e il suo Angel, vampiro con l’anima? Se finora l’horror in tv sembrava seguire pedissequamente lo stereotipo della final girl, la fanciulla pura in grado di sconfiggere il mostro, eleggendo a protagoniste delle sue storie esclusivamente personaggi femminili, ultimamente pare esserci stata un’inversione di rotta. Forse perché improntato su un viaggio on the road tra i placidi paesini dell’America di provincia, Supernatural si pone infatti come un racconto dalle atmosfere profondamente virili : le sue storie sembrano nascere da racconti di paura intorno al fuco, durante una battuta di caccia o pesca. I protagonisti, Sean e Dean – due facce note dei serial tv, Jared Padalecki (Gilmore Girls) e Jensen Ackles (Smallville) – due fratelli testimoni, nella più tenera età, della morte ‘sovrannaturale’ della madre, arsa da chissà quale creatura, sono stati educati dal padre alla caccia di fantasmi e demoni, come moderni Van Helsing. E ora, sulle tracce del genitore scomparso nel nulla durante un caso, percorrono le routes dell’immenso Paese sconfiggendo le forze malefiche in cui immancabilmente si imbattono : è la maledizione degli eroi dell’horror, destinati a combattere il Male a prescindere dalla loro volontà ; eroi malinconici, votati alla solitudine, non meno dannati dei loro avversari e capaci di trovare comprensione solo in chi condivide la medesima sorte : questo il vero legame tra i due fratelli, più forte di ogni vincolo di parentela o affinità caratteriale. Ma Supernatural è soprattutto l’horror della provincia dormiente, lontana dalla civiltà della metropoli, e ancora intrisa (fortunatamente ?) di spiriti e leggende : ogni cittadina si configura come una Sleepy Hollow dove qualche peccato rimosso causa morti e dolori fin quando la verità non venga a galla, pescando da un immaginario ben collaudato che vira dal fantastico all’horror puro : come non ripensare al Jason di Venerdi 13 di fronte al fantasma del bambino affogato nel lago che miete vittime nel terzo episodio della prima stagione, Morte nell’acqua? Osservando i fantasmi che popolano queste cittadine, immerse nella nebbia o sperdute tra le montagne – le ‘spose cadavere’ che nella notte assalgono i mariti fedifraghi o i Wendigo, creature ex umane divenute cannibali – sembra impossibile che a pochi chilometri di distanza si entri negli universi razionali di dominio della polizia scientifica dove ogni fenomeno è misurabile e spiegabile. E’ qui che Supernatural trova una sua originale chiave di lettura, distanziandosi dal ‘teen horror drama’ delle altre produzioni citate ; agli spazi chiusi e claustrofobici, alle soffitte e alle cantine Supernatural sostituisce gli sconfinati paesaggi dell’America, foreste, boschi e specchi d’acqua, cogliendo un bisogno di libertà, di ritorno a uno stato di natura o anche oltre la natura : perché, per quanto la struttura di ogni singolo episodio segua le regole di una normale indagine poliziesca, la soluzione – con l’uccisione del mostro – non è mai pienamente ‘soddisfacente’ e si rimane sempre basiti di fronte a eventi irrazionali cui è impossibile fornire spiegazioni logiche.
L’orrore – ma anche la bellezza – del perdere le proprie certezze.
Fabiana Proietti

 

Comunicato stampa SciFi/STEEL (Premium Gallery)!

LO SPAZIO DEDICATO ALLA FANTASCIENZA E ALL’IGNOTO IN ONDA SOLO SU STEEL - PREMIUM GALLERY SUL DTT presenta: SUPERNATURAL Seconda Stagione!
Sam (Jared Padalecki, “Una mamma per amica”) e Dean Winchester (Jensen Ackles “Dark Angel” e “Smallville”). Due fratelli apparentemente normali uniti da un destino crudele che li porterà oltre la soglia della realtà, in un mondo popolato da demoni e malvagità. Creata nel 2005 da Eric Kripke (Boogeyman) e candidata a numerosi premi, Supernatural la fortunata serie TV americana a metà tra horror e paranormale, non poteva mancare su Sci Fi (Steel – Premium Gallery sul DTT) che presenta la seconda stagione a partire da oggi, 2 gennaio 2009, ogni venerdì alle 21:00. Ricchissimo di citazioni cinematografiche del genere horror (tra cui Poltergeist, The Ring, The Blair Witch Project), Supernatural può essere considerato una celebrazione dell'horror più classico ed adolescenziale degli anni ottanta e novanta. Come plot per molti episodi, vengono sfruttati temi come le leggende metropolitane più famose negli USA. La serie segue le vicende dei fratelli Winchester che, rimasti orfani della madre uccisa da un demone, intraprendono un lungo viaggio nel mondo dell’aldilà per cercarlo e distruggerlo. La serie gode di un pubblico affezionato di appassionati del paranormale e horror. In ogni stagione i fratelli Winchester devono portare a termine una missione. Nella prima stagione era trovare il padre scomparso, nella seconda si troveranno a dover contrastare il piano diabolico di Azazel il demone dagli occhi gialli responsabile della morte di Mary Campbell, la madre di Dean e Sam morta il 2 novembre 1983. Alla fine lo troveranno, ma non prima che il piano di Azazel si compia e venga aperta la porta dell'Inferno. Il susseguirsi degli eventi vede anche la morte di Sam, che viene resuscitato grazie ad un patto fatto da Dean con un demone alla fine della seconda stagione, nel quale Dean vende la sua anima in cambio della vita di Sam. Dato il notevole successo di critica e pubblico, in America è stato creato uno spin-off a fumetti dalla serie, una sorta di prequel che segue le vicende di John Winchester nei primi anni di caccia, con a carico i due figli ancora piccoli. Supernatural: Origins è una miniserie di 6 numeri (maggio-dicembre 2007), scritta da Peter Johnson, uno dei produttori della serie TV e disegnata da Matthew Dow Smith. Da notare che la serie è stata rinnovata per una quarta stagione.

 
"La guerra è iniziata!"

Si apre così la terza stagione di Supernatural. Dopo aver ucciso il Demone dagli Occhi Gialli e aver aperto la Porta dell’Inferno, Sam e Dean Winchester si ritrovano a fare i conti con un vero e proprio conflitto dell’altro mondo. Ora che i demoni sono riusciti a fuggire dalle profondità dell’oltretomba infernale, si sono nascosti fra le persone comuni e hanno preso possesso di corpi umani per distruggere il mondo. Si ritrovano senza un capo, allo sbaraglio per le strade d’America, senza nessuno che li guidi e dica loro cosa fare, con il solo proposito di uccidere tutto ciò che li circonda. Anche questa stagione quindi, i fratelli Winchester hanno “un lavoro da fare”: ripulire il mondo dagli essere infernali che lo stanno popolando e cercare di liberare Dean dal Patto dell’Incrocio stipulato con il Demone dagli Occhi Rossi per poter riportare in vita Sam. Dai sette peccati capitali agli dei della mitologia pagana, a bordo della loro Chevy Impala, la lotta dei Winchester contro il male continua. Ad incrociare le strade tormentate dei fratelli arrivano anche due nuove donne. La giovane e bionda demonessa Ruby, è uno dei demoni riusciti a fuggire dai cancelli infernali. Come i suoi simili però non cerca di uccidere Sam, ma di aiutarlo. Ripara la mitica Colt ammazza-demoni e si schiera al fianco dei Winchester per salvarli dalle potenti minacce che da soli non potrebbero affrontare. Bella, dalla lingua tagliente e bugiarda, Ruby guiderà a suo modo Sam e Dean preparandoli alla battaglia, dimostrando di essere un demone diverso dagli altri. Nonostante abbia passato centinaia di anni all’Inferno, ricorda ancora che cosa vuol dire essere umana. L’altra donna è Bela, una mercante d’arte inglese e senza scrupoli. Subito si fa notare per la sua astuzia e perfidia, quando ruba la Colt dei fratelli Winchester lasciandoli disarmati contro il nemico. Con una pistola sotto il letto e un paio di scarpe con il tacco a spillo ai piedi, Bela è sempre pronta a scappare, a fuggire, soprattutto dal suo oscuro passato, segnato da un patto demoniaco a cui anche lei, come Dean, è vincolata. Ma il mondo non è popolato solo da demoni, belle mercanti d’arte e creature venute dritte dritte dalla Porta dell’Inferno: anche i miti di ogni giorno, le leggende metropolitane, le favole, le spirali del tempo, i vampiri e gli zombie sono una realtà. Una realtà che sia Sam che Dean devono affrontare, quella che lo stesso John Winchester ha insegnato loro a combattere. Una corsa contro il tempo, demone dopo demone, spirito dopo spirito, alla disperata ricerca di uno stratagemma che possa salvare Dean dalle fiamme dell’inferno che lo aspettano inesorabili. Un percorso fatto di paura, lacrime, momenti fraterni e soprattutto di rabbia, la rabbia di Sam nel vedere la passiva accettazione da parte di Dean del suo amaro destino. Uno scenario dominato non più da eroi senza macchia e senza paura, ma una realtà fatta di eroi tormentati e complessi, di svolte, di tradimenti, di sangue. Il sangue che è ovunque e inarrestabile, e che episodio dopo episodio fa saltare lo spettatore dalla sedia e fa girare lo sguardo nelle inquadrature più cruente. Un po’ più “Buffy” un po’ meno “Streghe”. Le facoltà speciali di Sam sembrano essere sparite dopo la morte di Occhi Gialli, ma tutti le creature demoniache arrivate sulla terra danno lo stesso la caccia al piccolo Winchester: c’è chi lo crede il Messia, giunto sulla terra per guidare i demoni alla conquista e alla distruzione del mondo, c’è chi vuole farlo fuori perché crede che sia l’Anticristo, o più semplicemente qualcuno che vuole ucciderlo per prendere il suo posto come leader delle schiere demoniache. Per quanto sia lontano dall’essere il capo dei demoni, Sam è sicuramente cambiato. Non ha più paura di premere il grilletto, non ha rimorsi, non fa domande…è diventato come suo fratello Dean, arido, freddo e impassibile anche di fronte alla morte di un innocente. Neanche Dean è più lo stesso, gli resta un anno da vivere eppure sembra aver scelto di morire, sembra aver scelto la via più semplice per chiamarsi fuori da questa lunga ed estenuante lotta. Anche quando Sam sembra aver trovato finalmente una soluzione per liberarlo lui si tira indietro, preferisce fare “alla vecchia maniera”, senza demoni e senza aiuti magici: solo acqua santa, un pugnale e un paio di paletti. Ad aspettarlo c’è l’Inferno, la dannazione eterna. Dimenticherà di essere mai stato umano e dopo centinaia di anni, di sofferenze e di torture diventerà un demone. Un destino inaccettabile per un cacciatore, forse anche peggiore della morte stessa per Dean. Fra i demoni sulla terra serpeggia il malcontento per la mancanza di un capo che li guidi verso l’Apocalisse. Chi meglio quindi di una dolce e innocente bambina di nome Lilith per portare l’esercito del Diavolo alla riscossa? Sfortunatamente Lilith non è solo una piccola demonessa a cui piace torturare le sue vittime, ma è anche colei che detiene i patti demoniaci di Dean e Bela, l’unica che se uccisa potrebbe liberare il più grande dei Winchester. Una stagione dove il confine fra il bene e il male è sempre più labile, dove i cattivi aiutano i buoni e i buoni sembrano sempre di più cattivi, dove la guerra è ormai l’unica religione contro la legione demoniaca. Come faranno due fratelli, qualche esorcismo, una vecchia Colt rimessa a nuovo, un po’ di sale e tanta acqua santa a fermare la fine del mondo? “Non possiamo, ma abbiamo scelto di combattere” ribadisce sempre Dean. Ed è proprio quello che faranno, combattere fino alla fine, fino all’ultimo secondo, anche quando il tempo di Dean sarà scaduto e il Cerbero sarà venuto a prenderlo per spedirlo all’inferno.

 
Supernatural: Lazzaro, alzati e cammina!

Il 18 settembre è una data che gli afecionados dello sci-fi hanno segnato sul calendario. E’ il giorno in cui il mondo dei vivi si incontrerà con quello dei morti, il giorno del ritorno alla vita più atteso: quello di Dean Winchester.Il duo protagonista di "Supernatural", una delle più longeve serie della CW, con protagonisti Jared Padalecki (nel ruolo di Sam Winchester) e Jensen Ackles (nel ruolo di Dean) è arrivata alla sua quarta stagione e apre il quarto ciclo di episodi con "Lazarus Rising"” (letteralmente “La resurrezione di Lazzaro”) in onda sul network statunitense proprio il 18 settembre. Creata da Eric Kripke (autore dello sfortunato “Tarzan”) nel 2005, dopo un inizio alquanto banale che non si era mai distinto per la sua originalità creativa e tematica, con il passare degli anni, proprio come un buon vino, “Supernatural” ha trovato la sua forma. Quella demoniaca. Quella scura del sangue e quella nera della possessione. Sale, crocifissimi, esorcismi, sono all’ordine del giorno per i fratelli Winchester, impegnati a cacciare le creature del Diavolo per le strade d’America a bordo della loro Chevy Impala. Il cliff-hanger della scorsa stagione ci aveva lasciati nel panico: Dean è morto, Sam è disperato, i demoni hanno vinto. Fino a che, negli ultimi 3 secondi di video, Dean non ci appare legato e appeso in un antro infernale ad urlare e chiedere aiuto circondato da fiamme e amenità. C’è quindi ancora speranza. Una speranza che si concretizzerà presto, l’abilità di Eric Kripke e del suo team “soprannaturale” sta nel farci capire come: Dean tornerà con un semplice incantesimo senza alcuna conseguenza e si metterà a ballare di gioia deludendo le nostre aspettative? Oppure i creatori hanno nella manica diversi assi da giocare per stupire l’audience e regalarci un bellissimo ritorno in scena? Insomma, un ritorno alla “Beautiful” o un ritorno pieno di suspance e adrenalina a cui la stagione passata ci ha abituato?
Una cosa è poca ma sicura, anche quest’anno “Supernatural” sarà pieno di sorprese: due serafini venuti dritti dritti dall’inferno, un Halloween ambientato negli anni 30’ (dove rivedremo Jeffrey Dean Morgan, il patriarca dei Winchester) e, per gli orfani di Katie Cassidy (Ruby) e Lauren Cohan (Bela), Traci Dinwiddie (Pamela) una nuova donna tutta pepe che prende il male a calci nel sedere.
Marcello Signore

 
Supernatural: Invenzione seriale per diligenti ragazzi ammazza-demoni!

E anche cool, come si conviene ai bellocci del piccolo schermo. La lunga fila di ammiratrici, giovani e meno giovani, lascia ipotizzare che il rozzo glamour dei fratelli Sam e Dean Winchester (al secolo Jared Padalecki, uscito in tempo dalle chiacchiere immobilizzanti di Gilmore Girls; e Jensen Ackles, in precedenza passato dalle parti di Smallville) sia molto più di un fenomeno passeggero. Quarta stagione infatti confermata per settembre sul network giovanile americano The CW. Mica è facile come sembra. Intendo: ammazzare orde di demoni ed entità selvaggiamente attaccate a cose terrene. Facilissimo invece assurgere nell’olimpo dei bellocci da telefilm (ma con sacrosante cine-aspirazioni), vista la spietata concorrenza che c’è in giro: dai fratelli di Prison Break agli assatanati chirurghi di Nip/Tuck, passando per le scorciatoie di serial pieni di «belli da morire» (vedi Josh Holloway di LOST che ha conquistato la copertina di Men’s Health). Brutta cosa l’invidia. Ecco perché per noi è più salutare concentrarsi sui fratelli Winchester celebrandone le gesta da ammazza-demoni del nuovo millennio. Se avete amato Buffy the vampire slayer (1997) e serial affini saprete già che il Male negli ultimi tempi si è fatto più astuto, più crudele e insinuante. Non di rado ha pronti piani per annientare il genere umano o per infiltrarsi su questa Terra e inaugurare un dominio all’insegna delle tenebre. Talvolta ci si mette pure Belzebù. Ma qui, nella serie creata da Eric Kripke, i due giovanotti hanno una ragione in più. Quasi una questione di famiglia, dal momento che la madre è morta incenerita misteriosamente sul soffitto di casa quando erano entrambi piccini e il padre John è uno dei più pericolosi cacciatori di demoni. Una volta cresciuti e ritrovatisi dopo aver percorso strade diverse, i fratelli Sam e Dean Winchester partono così alla ricerca del padre e con lui del demone responsabile della morte della madre. Ciò che in realtà è davvero preoccupante, proprio come in Buffy, è che la porta dell’Inferno sta per essere aperta e i due non sanno come affrontare questo pericolo ultraterreno. Soprattutto se uno dei due è marchiato dalla nascita...
Stagione dopo stagione (al momento Rai Due sta trasmettendo la seconda e la prima è già disponibile in dvd Warner), Supernatural ha dimostrato di essere un telefilm maggiorenne e vaccinato. Disposto a tutto pur di sopravvivere. Per cominciare, non deve sobbarcarsi l’eredità lasciata da Buffy (pronta a decollare con una stagione 8...ma a fumetti per i tipi di Free Books) né lasciandosi sopraffare dalle medesime atmosfere. Semmai il termine di paragone sarà The X-Files, dalle cui fila è giunto a dare man forte lo sceneggiatore Kim Manners (una delle migliori penne del telefilm creato da Chris Carter). Ma volendo rinunciare a cercare tappabuchi esistenziali per coscienziosi spettatori a caccia di conferme seriali (o stereotipi da immolare al proprio gusto telefilo), la serie è in realtà un sublime specchio delle brame. Non per aspiranti bellocci da piccolo schermo, ma per rigurgitare su questo mondo ossessioni, paure e insicurezze che ovviamente trovano una forma angosciante e spettrale negli avversari che si parano dinnanzi ai due fratelli. Personaggi che non potrebbero essere tanto diversi, nonostante il medesimo ceppo genetico di babbo cacciatore. E anche qui, onore al merito a coloro che trascorrono il tempo dietro le quinte a inventare e scrivere copioni terrificanti, incolonnando la vita di questi giovanotti sulle strade di un’America tenebrosa e depressa. Impariamo in fretta che ad ammazzare i demoni (e la forma stessa della Paura) torna utile di tutto e di più: pistole e fucili, formulario magico e un poco di Internet grazie all’inseparabile portatile di Sam. Ma non è detto che la Paura si dissolva tanto facilmente. L’America ha ancora paura. Volete però sapere qual è l’altro grande capolavoro di Supernatural? La stupenda Chevrolet Impala del ’67 nera come la notte con la quale i due ammazza-demoni scorazzano per le vie degli States. L’optional in più per essere cool in televisione. Eh già, brutta cosa l’invidia.
Mario A Rumor

 
Supernatural: generazione X-Files!

Proviamo ad analizzare i punti in comune fra il capolavoro di Chris Carter e la serie di Eric Kripke. Ebbene, sì: fra le incombenze di zia rientrano anche l’educazione cinematografica e televisiva dei nipoti. In occasione dell’ultimo compleanno del maggiore, i tempi sono diventati maturi per una carrellata di must televisivi. Dopo Buffy e Angel, dopo Lost e Scrubs, il giovane ha ricevuto in regalo anche i cofanetti di X-Files e Supernatural. E giusto l’altro giorno, dopo un determinato numero di episodi visionati, è arrivato il responso: entrambe le serie sono state apprezzate, ma laddove X-Files è stato giudicato più complesso, elaborato, incentrato su tutta una serie di sottotrame e personaggi secondari di culto, Supernatural si è rivelato più immediato, ritmato, “più divertente” da seguire. Meno impegnativo, insomma. Me l’aspettavo, naturalmente. Perché fra la prima stagione di X-Files e la prima di Supernatural ci sono ben dodici anni. Il ritmo del linguaggio televisivo si è evoluto. Le nuove generazioni di spettatori, soprattutto al cinema, sono state abituate a mirabolanti effetti speciali, montaggi serrati, ritmi frenetici, esplosioni e cataclismi che si susseguono continuamente. Ogni volta che mostro ai miei nipoti un film che rientra nella lista dei titoli da vedere, mi sento ripetere la stessa frase: «Bello, ma lento.». Lento. Tutto inesorabilmente troppo lento. Perfino X-Files (e chi l’avrebbe mai detto, ai tempi del primo passaggio in tv?!). Ma non è solo una questione di tempi narrativi e di stile. X-Files e Supernatural trattano argomenti spesso simili. La seconda serie rende espliciti omaggi alla prima in diverse occasioni (fin dall’inizio, quando Dean tira in ballo Mulder e Scully con una delle sue battute). I legami fra X-Files e Supernatural si costruiscono a vari livelli, e si fondano soprattutto sull’ossequioso citazionismo della seconda rispetto alla prima… Ma fra le due serie c’è anche una differenza sostanziale. La serie di Chris Carter resta affascinante, misteriosa, capace di catturare nuovi spettatori grazie al carisma della coppia protagonista e al fascino dell’intrigo generato dalla contrapposizione fra scienza e fede (e qui i fans di Lost – anche quelli che non hanno mai visto X-Files – capiranno di cosa sto parlando). Supernatural parte dagli stessi presupposti di X-Files (i temi trattati, la caccia al fatto bizzarro attraverso gli Stati Uniti…); al contrario di X-Files, però, non contempla alcuno scetticismo, alcuna razionalità, alcuna analisi scientifica. Fin da bambini, Sam e Dean Winchester sono stati educati a credere che i mostri esistono. Fox Mulder, invece, è stato educato a pensare che si trattasse di racconti per spaventare i bambini, ma… vuole credere. Supernatural di conseguenza si è trasformata in una serie molto dinamica fin dal principio, una serie tesa all’avventura, alla ricerca dello scontro con il mostro di turno. Una serie priva di tutta la fase preliminare di analisi, indagini per capire se ciò con cui hanno a che fare i protagonisti esista davvero o mascheri qualcos’altro. X-Files, al contrario, ha costruito le proprie basi su una solida realtà terrena ancorata all’analisi scientifica, alle cospirazioni messe in atto da istituzioni reali e all’esistenza di esseri stra-ordinari perfettamente nascosti in una realtà ordinaria che nessuno vuole stravolgere ammettendo l’esistenza dell’ignoto. Si tratta di due approcci differenti a tematiche simili; tematiche che da centinaia di anni, e forse più, fanno arrovellare gli esseri umani. Perché tutti noi, prima o poi ci siamo posti il problema. Tutti noi ci siamo chiesti almeno una volta se i fantasmi esistono. Se gli extraterrestri esistono. Se fenomeni come la telecinesi e la scrittura automatica sono davvero reali. Per questo le serie che trattano anche uno solo di questi argomenti universali possiedono una grande attrattiva. Supernatural, X-Files, Buffy, Lost, Battlestar Galactica, Medium, Ghost Whisperer, Stargate SG-1, Star Trek… Tutte serie che parlano di eventi soprannaturali, di mostri, di percezioni extrasensoriali, di viaggi nello spazio, di razze aliene, di robot che si ribellano ai loro creatori – moderni Frankenstein assetati di progresso. Serie che ci pongono di fronte allo stesso, eterno interrogativo: esiste davvero un mondo soprannaturale? C’è davvero vita nell’universo? Personalmente, l’ho già detto, tendo ad essere piuttosto scettica. Ma al tempo stesso… voglio credere. E voi?
Chiara Poli

 
A caccia di fantasmi!

Dopo una lunga attesa, finalmente RaiDue propone in seconda serata la serie Supernatural. Sam e Dean, fratelli dal triste e oscuro passato, eredi decisamente più giovani dei celebri Mulder e Scully, cercano di venire a capo della misteriosa scomparsa del padre sullo sfondo di un'America di provincia, dove le frittelle e lo sciroppo d'acero si accompagnano perfettamente ad una storia di fantasmi. Quante volte da piccoli i genitori, rassicurandoci, cercavano di ridimensionare le nostre paure, non solo quelle sciocche e infantili, ma anche quelle reali; poiché è opinione diffusa che i bambini debbano essere tenuti lontano da ciò che c’è di brutto al mondo, almeno finché possibile. Tutto questo è valido in una condizione di normalità. Ma immaginate uno scenario completamente diverso: due fratelli che perdono in tenerissima età la madre, in un modo misterioso e apparentemente inspiegabile. Immaginate un padre distrutto dal dolore, ma non per questo meno determinato a scoprire cosa si cela dietro la vicenda, e disposto a farsi giustizia da solo pur di raggiungere il proprio scopo. Questo, in breve, l’antefatto di Supernatural, la nuova serie in onda su RaiDue nella seconda serata del martedì. E’ sufficiente soffermarsi sul titolo per accorgersi che è contenuta in esso una promessa, una sorta di definizione generale dei contenuti del telefilm. Una parola, Supernatural (ovvero: soprannaturale), che da sola dice molto e fa implicitamente appello alla razionalità dello spettatore per chiedergli di sospendere, almeno temporaneamente, il suo giudizio critico. I due bambini di cui parlavamo nell’incipit, Sam e Dean, sono ormai cresciuti e, in seguito alla scomparsa del padre, avvenuta nel corso delle sue interminabili ricerche attorno al mistero della tragica morte della moglie, partono per un viaggio itinerante negli Stati Uniti, in stile on the road, seguendo un percorso attraverso indizi che nascondono la chiave per risolvere, finalmente, il mistero e arrivare alla verità. Ogni episodio ha come trama leggende, superstizioni, misteri: storie di fantasmi, zombie, mostri, lupi mannari. Il tutto confezionato in uno stile cupo e dai toni estremamente dark, complice una fotografia e una colonna sonora azzeccate. Il risultato è una commistione di generi e registri che si colloca a metà tra il fantasy e l’horror, con una spruzzata di on the road e un pizzico di piacevole ironia per stemperare il tutto. Una serie che si rivolge ad un pubblico ampio ma che contestualmente strizza l’occhio alla fascia "teen", cercando di accattivarsela, a partire dalla scelta degli attori protagonisti (curiosamente scelti direttamente dalla major produttrice, e gli unici ad essere stati chiamati per il ruolo di Sam e Dean), volti noti agli appassionati di telefilm. Jared Padalecki, già visto nel ruolo di Dean in Una mamma per amica, e Jensen Ackles, che ha partecipato a Smallville, Dark Angel e Dawson’s Creek. Due belle facce che, a dire la verità, sembrano cozzare un po’ con lo stile cupo del telefilm, almeno di primo acchito. Sam e Dean Winchester sono l’esempio di come un evento traumatico possa condurre ad esiti diversi, addirittura opposti. Cresciuti in modo singolare dal padre, che in seguito alla morte della moglie li ha educati alla continua "caccia" di ciò che sfugge al controllo razionale, i due hanno vissuto a lungo come dei guerrieri. Smentendo il classico atteggiamento da genitore a cui facevamo riferimento all’inizio, il padre ha insegnato loro a prendere coscienza delle proprie paure, perché sono reali e accettarle è l’unico modo per difendersi e combatterle. "Non devi avere paura del buio?! Ma certo che devi averne paura, sai che cosa c’è la fuori", così Dean reagisce alle parole del fratello minore, quando questi rimpiange l’infanzia normale che non ha mai avuto. Da subito si palesa la contraddizione tra i due fratelli (un topos narrativo particolarmente sfruttato nell’ambito delle serie tv e non solo). Dean, intrepido e arrogante, è fedele agli insegnamenti del padre e deciso a proseguire la "caccia". Sam invece, assennato e più cauto, ha preferito allontanarsi dalla propria famiglia per intraprendere gli studi universitari. E’ alla ricerca di una vita sicura, almeno fino a quando Dean gli comunica la scomparsa del padre e lo spinge ad unirsi di nuovo a lui. Ed è proprio la figura del padre dei due ragazzi a pervadere tutto, nonostante sia presente solo nei flashback iniziali; è lui a fare da filo conduttore, è lui la forza di coesione che unisce i ragazzi, portandoli a superare le divergenze caratteriali e di vedute. Ma è la conclusione del pilot a segnare il vero inizio della "caccia". Sam trova la sua fidanzata, Jessica, uccisa barbaramente come era accaduto alla madre. E’ così che riaffiorano drammaticamente in lui i ricordi sepolti, la rabbia e la voglia di vendetta. Forse perché quando il destino ti riserva una vita sopra le righe, nel bene o nel male, non puoi sottrarti, devi seguire il suo corso.
Michela Marinelli

 
Ecco la seconda stagione di Supernatural!

I fratelli Winchester tornano nella seconda stagione di Supernatural, pronti a continuare la loro personale guerra contro le forze del male. Iniziata nel 2005 sul network WB, Supernatural è una serie di genere horror creata da Eirc Kripke che racconta la battaglia di due fratelli, Dean e Sam Winchester, contro le forze del male, con lo scopo principale di trovare e sconfiggere il demone che ha causato la morte della madre quando i due erano ancora bambini, portando il padre John ad intraprendere questa vita in guerra contro il male. Con l'inizio della seconda stagione a settembre 2006, finalmente giunta anche nel nostro paese, la serie si è trasferita sul neonato network The CW, formatosi dalla fusione di WB e UPN, ed attualmente è l'unica serie nata prima di questa fusione ad essere ancora attiva sulla nuova rete televisiva. La seconda stagione di Supernatural riprende le fila della narrazione laddove il cliffhanger della precedente, uno dei più scioccanti e cattivi nei confronti dello spettatore degli ultimi anni, ci aveva lasciati: l'impala travolta da un camionista posseduto ed i nostri tre protagonisti (contando anche il padre John Winchester) feriti tra le lamiere. Una situazione che ovviamente si risolve nel primo, intenso episodio dell'anno, ma non senza traumi e ripercussioni che, direttamente o indirettamente, ci accompagneranno fin oltre la fine della stagione stessa. La trama di fondo resta la personale guerra dei due fratelli contro il demone dagli occhi gialli, colpevole della orribile morte della madre dei due ragazzi, ma acquista una rilevanza maggiore, non tanto a livello narrativo vero e proprio, quanto a livello strutturale: non abbondano gli episodi strettamente legati alla mitologia della serie, quanto piuttosto quest'ultima attraversa trasversalmente tutta la stagione, fornendo un filo continuo e solido che conduce lo spettatore dalla prima fino all'ultima, bellissima e drammatica puntata. L'impressione che si ha guardando i ventidue episodi dipanarsi davanti ai nostri occhi è di una pianificazione ed una gestione della storia matura e puntuale, che getta i semi senza aver fretta di raccoglierne i frutti, inserendo dettagli che saranno ripresi successivamente e lasciando anche indizi per frammenti di storia che saranno sviluppati solo l'anno successivo. Dopo una prima stagione interessante e piacevole, tecnicamente valida ma soprattutto nella prima fase troppo schematica ed episodica, il secondo anno di Supernatural cresce sia nella scrittura che nelle interpretazioni, dando l'impressione di una evoluzione vissuta parallelamente da tutto il gruppo, tecnico ed artistico. I due protagonisti rafforzano i rispettivi personaggi, incarnando ansie, dubbi e paure di ognuno di loro, con una menzione speciale per Jensen Ackles che fa vivere con intensità la rabbia e la sofferenza che animano il cuore di Dean dall'inizio della stagione fino alla difficile e drammatica decisione finale, le cui ripercussioni diventano la storyline principale della terza stagione recentemente conclusasi in USA. Sin dai primi episodi vengono presentati anche nuovi personaggi ricorrenti, che affiancano Bobby già presentato nel finale dell'anno precedente, che contribuiscono a dare una forma più compiuta al mondo dei fratelli Winchester, rendendo la loro vita più realistica e contribuendo a modificare il loro comportamento, come può essere il caso dell'altro cacciatore, Gordon, e della sua influenza sulla rabbia che cova nell'animo di Dean. Non mancano momenti leggeri, in particolare nei due episodi Realtà distorte e Terrore sul set, ed altri intensi e delicati, come Una vita normale, il tutto senza alterare la compattezza di una stagione da seguire con partecipazione dall'inizio alla fine.
Antonio Cuomo

 
Supernatural: Una vita normale!

Abitudini e comportamenti quotidiani di Sam e Dean Winchester, i fratelli che scorazzano sulle highways americane, combattendo una guerra silenziosa contro le forze del male nella serie Supernatural.
Supernatural: Una vita normale:
La maggior parte delle persone tende ad avere uno stile di vita che soddisfi le proprie esigenze, da quelle più prosaiche, come bere e mangiare, fino ad arrivare all'appagamento emotivo, spirituale o edonistico. Questo è possibile se si nasce in una famiglia "normale", dove le attività giornaliere si suddividono tra l'ufficio, la scuola, la palestra e via di seguito, con il cinema, gli amici e una birra durante la partita. Se il tuo cognome è Winchester però, la normalità è suscettibile di notevoli variazioni sul tema. Prepararsi per andare a lavorare vuol dire controllare che le scorte di munizioni, sale e acqua santa siano rifornite, che le pistole e i fucili siano ben puliti e che le lame di coltelli e machete siano lucide e affilate come rasoi. Al posto della giacca capita di indossare una serie di bizzarri travestimenti e bisogna ricordarsi di spedire i moduli per frodare il prossimo istituto di credito. In fondo cacciare demoni e spiriti maligni è un lavoro pro-bono, non prevede un piano di pensionamento, nè un'assicurazione sanitaria. Sam e Dean Winchester non hanno uno stile di vita "normale". Anzi, di normale hanno ben poco. La loro casa? Una sfilza interminabile di motel a poco prezzo è dove passano la notte tra una caccia e l'altra. La vera casa dei due fratelli è l'Impala, una Chevrolet del '67, un'auto che è l'antitesi dei modelli futuristici di oggi, un'auto aggressiva e imponente, unico collegamento con i genitori, unica costante di una vita vissuta sull'orlo del baratro, l'unico rifugio dove poter essere se stessi e non i personaggi interpretati per ottenere carte di credito fasulle o informazioni da testimoni reticenti. Mentre noi, persone "normali", siamo sedute in ufficio davanti a un monitor sognando le Fiji, Sam e Dean sono probabilmente in biblioteca, a fare ricerche sulle leggende metropolitane che affollano le piccole città di provincia, oppure all'obitorio, per verificare che tipo di ferite sono state inferte alle vittime di qualche creatura sovrannaturale. Durante la pausa pranzo noi cerchiamo di mangiare in modo sano, senza ingolfare le arterie, facendo attenzione al colesterolo, al diabete e alla linea. Dean ingurgita grassi e carboidrati a go-go, sorvolando su questioni di poco conto come la pressione arteriosa; se si rischia la vita un giorno sì e l'altro pure, che senso ha limitare le calorie? Sam è più ravveduto e la parte di lui che agogna a una vita "normale" lo induce alla moderazione e, mentre assiste allo sfacelo perpetrato da suo fratello ai danni di un piatto di salsicce e pancetta, tenta di inculcargli un po' di buon senso. Dean ha detto addio al buon senso da un bel po' di tempo, più o meno da quando ha visto sua madre bruciare sul soffitto e da quando suo padre, John, lo ha trasformato in un'efficiente e inarrestabile macchina da guerra. Non fatevi ingannare dagli occhi dolci di Sam però; lo sguardo da cucciolo cela un'arma altrettanto micidiale e la sua determinazione sfocia non poco nell'ossessione. Proprio come il caro vecchio papà. Sam assomiglia a suo padre più di quanto lui stesso voglia ammettere e mentre lui e John annegano nella sete di vendetta, Dean è quello che desidera soltanto riunire quello che resta della sua famiglia e tenerla al sicuro. Certo, la caccia ai demoni rimane sempre aperta, ma con la certezza che Sam, il suo Sammy, sia vivo e vegeto e sotto il suo occhio vigile. Il minore dei Winchester tende a dimenticare il concetto di sicurezza e più di una volta Dean è costretto a mettere un freno all'impeto di suo fratello. Per tre volte ormai Dean lo ha salvato dalle fiamme: da piccolo, quando il papà mise tra le sue braccia un tenero fagottino di appena sei mesi, al college, mentre l'amata Jessica, fidanzata di Sam, bruciava sul soffitto come la mamma e infine per salvare Rosie, una bimba, dal triste destino che è toccato alla loro famiglia. Sam ignora le fiamme quando si trova davanti il Demone artefice della rovina della sua vita, ignora il pericolo e l'unica cosa che vede sono quegli occhi gialli e quel sorriso beffardo che vuole cancellare per sempre con la Colt, una pistola in grado di uccidere i demoni. Sam non vede il fuoco, il fuoco è dentro di lui e non si spegnerà fino a quando non avrà ottenuto la sua vendetta. Proprio come John, proprio come il padre che per anni è stato il suo antagonista, il punto focale della sua rabbia, colui che lo ha privato di una vita "normale". Gli occhi di Dean vedono tutto invece, vedono le fiamme, vedono il pericolo e vedono suo fratello che, ottenebrato, si lancia a testa bassa nello scontro. Il suo compito è proteggere Sammy, sempre, a qualsiasi costo. Anche se il prezzo da pagare è la sua anima. Dean non può concepire una vita senza il suo fratellino pestifero e secchione e in fondo non fa che seguire l'esempio di suo padre che si sacrifica per riportare in vita il primogenito. Lo stile di vita dei Winchester è a dir poco alternativo, invece di tornare a casa per godersi una bella serata in famiglia, Dean e Sam prendono la pala e il piccone e passano il tempo a esumare ossa per poi cospargerle di sale e dargli fuoco. Le persone normali tendono a giustificare un comportamento bizzarro, addossando la colpa all'onnipresente stress. Se i Winchester notano qualcosa d'insolito nel vostro comportamento, vi offrono un bel bicchiere di acqua santa, giusto per controllare che ci siate voi nel vostro corpo e non qualche diavolaccio scappato dagli inferi che vi sta indossando come un vestito di carne. Nell'eventualità che l'acqua santa vi ustioni o che il nome di Cristo vi causi una subitanea metamorfosi delle iridi, state tranquilli, vi risveglierete legati a una sedia, all'interno di un circolo magico, dopo essere stati appena esorcizzati. Sempre che prima non vi abbiano sparato, altrimenti il risveglio sarà di breve durata. I ragazzi cercano sempre di salvare gli innocenti posseduti da spiriti maligni. A meno che non tentino di uccidere Sammy, perché in quel caso la politica di Dean è "spara prima, le domande a dopo". Noi, poveri ignari di ciò che si aggira nell'oscurità, andiamo a dormire, beatamente inconsapevoli delle creature che potrebbero possederci, mangiarci, dissanguarci o semplicemente uccidere. Ma non tocca a noi preoccuparci di questo: Sam e Dean vigilano, cacciano e salvano gli innocenti, sterminando tutto ciò che rappresenta una minaccia sovrannaturale. I Winchester non vivono per soddisfare i propri desideri, i Winchester vivono per far si che gli "altri" abbiano la vita "normale" che loro non potranno mai avere. Sam e Dean non sono normali, la loro vita è un susseguirsi di disastri, dolore e situazioni impossibili, ma è la loro vita ed è l'unico modo in cui sanno viverla: danno fuoco a resti umani, esorcizzano demoni, salvano un bel po' di gente e poi si allontanano a bordo della fedele Impala, sulle note dei Metallica e dei Led Zeppelin. A pensarci bene lo stile Winchester non è poi così male... la normalità è decisamente sopravvalutata.

 
Supernatural: difesa contro le arti oscure - Lezione 8

L’atteso momento è arrivato: i fratelli Winchester, insieme al padre John, affrontano una fra le creature più celebrate dagli appassionati estimatori di “mostri & affini”: il vampiro....
Vampiri. Poteva, una serie che si occupa di soprannaturale, sottrarsi all’inevitabile appuntamento con le creature della notte? Certo che no! Così anche Supernatural, nell’episodio Una pistola dal passato, dice la sua sull’argomento. Un argomento vasto, vastissimo, che in questa sede non avremo sicuramente modo di approfondire come si deve, ma che con altrettanta certezza avrà modo di intrattenerci brevemente, facendoci compiere un salto nel passato per scoprire quali sono state le tappe fondamentali della storia dei vampiri al cinema e in tv… Nel lontano 1994, in occasione del mio esame di maturità, scrissi una tesina sulla letteratura gotica anglosassone, con una particolare attenzione per la rilettura in chiave romantica della figura del vampiro nel Dracula di Bram Stoker. Per arrivarci, avevo lavorato su un’ampia ricerca (in biblioteca: allora, ahimé, internet era un sogno…) e mi ero vista tutto il materiale disponibile (in VHS, allora anche i DVD erano un sogno…). Come riassumerlo in poche righe? Impossibile. Posso però provare, tralasciando come sempre l’ampia produzione letteraria in favore di quella audiovisiva, a citare qualche titolo, tanto per darvi un’idea. Il tema del vampirismo, a cui nella maggioranza dei casi è affiancato quello della sensualità (come dimostra anche l’episodio di Supernatural che prendiamo in esame, con il racconto della passione eterna fra Luther e Kate), è stato affrontato da registi ed autori fin dagli albori del cinema. Le ombre lunghe del Nosferatu di Murnau – che a tutt’oggi resta uno dei capolavori del genere – sono entrate di diritto nell’immaginario collettivo e nella cultura popolare. Insieme alle parole di Bela Lugosi nel Dracula di Tod Browning (I bid you welcome), e agli occhi iniettati di sangue di Christopher Lee, protagonista di decine di film vampireschi. Come dicevo, in molti hanno dato la loro versione del vampiro, dalla co-produzione UK-Hong Kong concretizzata ne La leggenda dei 7 vampiri d’oro ad un Tony Scott postmoderno, regista del suggestivo Miriam si sveglia a mezzanotte; dalle Interviste col vampiro di letteraria ispirazione alla bella (e dannata) Kate Beckinsale che ci racconta la moderna storia degli Antichi vampiri, nemici giurati dei Licantropi, nella saga di Underworld; dalla rilettura del Dracula di Bram Stoker nell’omonimo capolavoro di Francis Ford Coppola fino agli incubi in bianco e nero di Abel Ferrara tradotti in quel piccolo capolavoro del genere intitolato The Addiction; dai Vampires di John Carpenter fino alla moderna reinterpretazione del fumetto di Blade, in cui Wesley Snipes è un cacciatore, per metà umano e per metà vampiro, che rappresenta l’ultima speranza dell’umanità (o di ciò che ne resta). Sì, perché da quando esistono i vampiri, sul grande e sul piccolo schermo, esistono anche i loro cacciatori. Una stirpe di ammazzavampiri capitanata dalla figura del leggendario Van Helsing di cui molti celebri attori, negli anni, hanno vestito i panni (da Edward Van Sloan a Peter Cushing, da Anthony Hopkins a Hugh Jackman). Cacciatori che oggi identifichiamo con la bionda Sarah Michelle Gellar di Buffy, o con Angel (un vampiro con l’anima: un’anima che ha preso il posto del mostruoso Angelus, creatura leggendaria nota nel mondo vampiresco per via della sua crudeltà). Fra vampiri, vittime e cacciatori di vampiri ce n’è davvero per tutti. In ogni periodo, con ogni chiave di lettura immaginabile. Dalla trovata di Dracula 2000, che associava la paura dei simboli religiosi (la croce, l’acqua santa) alla vera identità del primo vampiro (nientemeno che Giuda Iscariota), fino al mondo in cui vampiri e umani fingono di poter convivere nel poco conosciuto La stirpe. Se sull’argomento non è stato detto ancora tutto, insomma, sicuramente è stato detto davvero, davvero molto…Illustri precedenti e comuni soluzioni al problema: E se è vero che sull’argomento è stato detto (quasi) tutto, ecco cosa abbiamo imparato dal cinema e dalla tv sui vampiri: secondo alcuni possono assumere la forma di pipistrelli o di lupo. Secondo altri sono in grado di volare. Secondo tutti, o quasi, ci sono diversi metodi efficaci per l’eliminazione dei vampiri: la luce diretta del sole, la decapitazione, il fuoco, le pallottole d’argento e il classicissimo paletto di legno infilato nel cuore. L’aglio, l’acqua santa e le croci li feriscono e li respingono, mentre è largamente diffusa anche la teoria secondo cui non possono entrare nella casa di un essere umano senza invito. In linea di massima (facendo una media fra le varie informazioni dei vari film e telefilm, diciamo), i vampiri possono trasformare le loro vittime in altri vampiri solo le li fanno entrare in contatto con il loro sangue. Ho dimenticato qualcosa? Ah, sì: per molti, il sangue di persone già morte è tossico, velenoso se non addirittura letale. E in alcuni casi vengono sottolineate le capacità ipnotiche – legate alla sensualità e al fascino cui accennavo prima – di cui molti vampiri sono dotati. Di esempi ce ne sono moltissimi anche in tv: abbiamo visto versioni più o meno compatibili con quelle mainstream del vampiro nelle serie X-Files, Buffy, Angel, Blade, Hex, Blood Ties, Night Stalker, Vampire High…. Senza dimenticare la nuovissima Moonlight e tante, tante altre serie… Le comuni soluzioni al “problema-vampiri” coincidono con tutti i metodi indicati prima (luce del sole, decapitazione, paletti di legno…) adottati da cacciatori professionisti o “comuni” esseri umani costretti ad improvvisare, di fronte a una creatura della notte…Il caso dei fratelli Winchester: Attenzione: contiene spoiler sulla trama dell’episodio Una pistola dal passato. Sam e Dean decidono di indagare sulla morte di Daniel Elkins, il cui nome secondo i ricordi di Dean è in qualche modo legato a quello del padre, John Winchester. Una volta giunti sul luogo del delitto, infatti, i due fratelli scoprono che Elkins era un cacciatore, e quando vengono raggiungi dal padre scoprono che fu proprio Elkins ad insegnare a John gran parte di quello che sa sulla caccia alle creature soprannaturali. John afferma che Elkins era in possesso di una pistola, un’antica Colt in grado di uccidere qualunque cosa, e sostiene che Elkins è stato uccido da un gruppo di vampiri, che gli hanno anche sottratto la pistola. Nonostante lo scetticismo di Dean sull’esistenza dei vampiri (paradossalmente, il ragazzo crede a qualunque mostro tranne che ad uno dei più celebrati dalla cultura popolare), John e i suoi figli decidono di affrontarli. Si recano nella loro tana per eliminarli, ma durante la “incursione” qualcosa va storto. John non riesce a recuperare la pistola ed è costretto a fuggire insieme ai suoi figli ma i vampiri, ora, sono sulle loro tracce. Così, la famiglia Winchester organizza una trappola in piena regola: John prende in ostaggio Kate, la compagna del capo-vampiro Luther, e attende l’arrivo degli altri. Luther e i suoi non si fanno attendere, ma com’era prevedibile non mostrano alcuna intenzione di scendere a patti con John. Il provvidenziale intervento di Sam e Dean, però, risolve tutto per il meglio: John “testa” la pistola contro Luther, che muore. Alcuni vampiri vengono eliminati, mentre Kate e l’ultimo acquisto del “branco” fuggono a bordo della loro auto. Sebbene non abbia eliminato tutti i vampiri, John Winchester è riuscito ad impossessarsi della Colt a cui dava la caccia da tempo, e ha provato a se stesso e ai suoi figli che si tratta davvero di una pistola in grado di eliminare qualunque creatura… Lezione di difesa: Per eliminare un vampiro - a meno che non si disponga di una leggendaria Colt davvero speciale – l’unico metodo è la decapitazione. Fuoco, luce del sole, croci e acqua santa non hanno alcun effetto (se non, come nel caso della luce solare, lievi disturbi) sui vampiri. Il sangue di un uomo già morto, però, per i vampiri è velenoso, quindi può essere usato per stordirli o rallentarli. Ma l’unico modo realmente efficace per ucciderli rimane la decapitazione.
Chiara Poli

 
Supernatural: difesa contro le arti oscure - Lezione 7

Questa volta, i fratelli Winchester affrontano una mostruosa creatura che si nasconde sotto sembianze umane e si nutre dell’energia vitale dei bambini... Supernatural non finisce mai di rendere omaggio alla grande tradizione horror di cinema, letteratura, tv, folklore… Questa volta, la creatura contro cui combattono Dean e Sam si chiama Shtriga: un mostro che ricorda un po’ un vampiro e un po’ una strega e che si nutre di energia vitale, scegliendo come vittime sempre dei bambini indifesi, ovvero le persone che hanno una maggiore forza vitale… La figura della shtriga proviene dal folklore albanese e, come abbiamo visto, fa riferimento ad una creatura che attacca i bambini, privandoli della forza vitale, e si nasconde sotto sembianze umane. Secondo le ricerche di Dean e Sam, nella maggior parte dei casi è un’anziana signora a celare la vera natura di una Shtriga (da qui la somiglianza con una “semplice” strega). E secondo le ricerche di Dean e Sam, si tratta di una creatura invulnerabile: non esistono armi in grado di distruggerla. La tradizione cinematografica e televisiva è piena di riferimenti a creature del genere. I bambini, nelle storie dell’orrore, sono spesso le vittime designate di streghe, mostri, versioni “evolute” della Fatina dei Denti che si muovono nel buio, e attaccano senza che nessun adulto creda alla loro esistenza e cerchi, quindi, di fermarli. Supernatural rielabora ancora una volta un tema piuttosto classico, inserendo elementi originali e facendo “un passo in più” con il riuscito inserimento del racconto di un episodio che proviene dal passato di Dean e Sam: quando i due ragazzi erano solo dei bambini, e il padre andava “a caccia di mostri”, toccava a Dean prendersi cura del fratellino e tenerlo d’occhio. Durante una di queste frequenti occasioni, un’innocente, piccola “evasione” dalla grande responsabilità che gli era stata affidata stava per costare la vita a Sam, attaccato proprio da una Shtriga. Il comprensibile senso di colpa di Dean, unito alla delusione del padre – che aveva caricato di una responsabilità troppo grande un bambino troppo piccolo – fanno sì che Dean si senta responsabile della fuga della Shtriga e della morte di tutti i bambini che, ogni quindici o vent’anni, quando la Shtriga torna ad attaccare, sono stati uccisi dalla creatura. Con premesse come queste, Supernatural non poteva che regalarci un grande episodio, in cui il racconto delle gesta mostruose della creatura infernale affrontata dai fratelli Winchester si mescola ad una sottotrama che ci parla di disillusione, di fine dell’infanzia, di paure che diventano reali. È lo stesso Dean, alla fine, a dispiacersi per il bambino che salvano dalla Shtriga: ora che ha visto il mostro, per lui l’infanzia è finita. Anche lui, ora, sa che là fuori, nel buio, si nasconde davvero qualcosa di mostruoso. È evidente il riferimento al momento in cui lo stesso Dean, dopo la morte della madre, ha perso l’innocenza e ha dovuto rinunciare all’infanzia per imparare tutto ciò che poteva sui “mostri”… Illustri precedenti e comuni soluzioni al problema: La figura della Shtriga è ovviamente molto “specifica”, ma le sue caratteristiche (aspetto simile a quello di una strega, predilezione per i bambini, ricerca dell’energia vitale quale nutrimento, ecc.) si trovano in moltissimi mostri celebrati dal grande schermo. All’inizio dell’episodio, l’albero fuori dalla finestra della prima vittima rende omaggio, con una gustosa citazione, a Poltergeist, famosissimo horror prodotto da Spielberg e diretto da Hooper di cui abbiamo già parlato più volte. Diversi, invece, i molti film che raccontano di una creatura simile alla shtriga: se ne trovano esempi in diverse pellicole, da Al calare delle tenebre (in cui la “Fatina dei Denti” si annida nel buio, trasformandosi in un incubo senza via di scampo) a tutte le rivisitazioni del vampiro, che anziché succhiare il sangue alle proprie vittime, le priva della loro energia vitale (come ne I vampiri di Riccardo Freda). L’energia vitale, poi, è “oggetto del desiderio” per la creatura aliena di Detective Stone, curioso mix di horror e sci-fi interpretato da Rutger Hauer, e di molti altri film che non necessariamente mettono in scena delle creature mostruose (tanto per citarne uno: l’energia vitale di Nicolas Cage è fondamentale per il sacrificio degli abitanti dell’isola de Il prescelto, un film perdibilissimo che racconta però una storia legata ad una tradizione con radici profonde). La stessa Mummia protagonista dei due film con Brendan Fraser e Rachel Weisz, inoltre, prosciuga le sue vittime della loro energia vitale. Gli esempi, insomma, sono praticamente infiniti. Anche in tv, dove, ad esempio, i mostri che attaccano i bambini per privarli della vitalità sono stati protagonisti di due riusciti episodi di Buffy ed Angel. Buffy affronta un demone, il Kindestod, che si aggira nelle corsie dell’ospedale di Sunnydale “rubando la vita” ai bambini ricoverati. Buffy ricorda di aver già visto il mostro, responsabile della morte della sua cuginetta ed invisibile agli occhi degli adulti, parecchi anni prima, e alla fine lo affronta, eliminandolo. In Angel, invece la “strana epidemia” che colpisce i bambini, proprio come in Buffy o in Supernatural è causata da una trasmissione tv, L’ora del sorriso, attraverso la quale delle creature demoniache “travestite” da pupazzi si nutrono della vitalità dei piccoli, riducendoli in fin di vita. Toccherà ad Angel trovare la sorgente del Male che guida i piccoli mostri, e sconfiggerla… Non prima, però, di essere stato tramutato anche lui in un pupazzo… Il caso dei fratelli Winchester: Sam e Dean si recano nel Wisconsin seguendo le indicazioni del padre, e scoprono che una cittadina di provincia è sconvolta da una grave epidemia di polmonite che colpisce i bambini della città. La malattia non sembra in grado di attaccare gli adulti, ma stranamente si diffonde all’interno delle stesse famiglie (i fratelli di chi ne è colpito sono destinati ad ammalarsi). Dopo un rapido sopralluogo in ospedale e nella camera di uno dei bimbi malati, Dean capisce subito di avere a che fare con una shtriga, creatura che si nutre della forza vitale dei bambini e che non può essere uccisa o ferita, a meno che non venga colpita mentre si nutre. Dean ricorda che, molti anni prima, mentre Sam era affidato alle sue cure, la Shtriga era riuscita ad entrare nella loro camera d’albergo e aveva iniziato a nutrirsi di Sam. Solo il pronto intervento del padre aveva impedito il peggio, e Dean  tormentato dal senso di colpa - è determinato ad eliminare la creatura una volta per tutte. Così, nonostante le proteste di Sam, decide di servirsi del fratello di uno dei bambini già malati, usandolo come “esca” e avvisandolo che ci penseranno loro, Dean e Sam, a salvarlo. Il piccolo accetta coraggiosamente di aiutarli, e mentre la shtriga si nutre di lui, Dean e Sam intervengono e la eliminano, confermando la loro teoria: la creatura, che durante il giorno si nasconde sotto sembianze umane, aveva assunto la forma del dottor Hydecker, pediatra dell’ospedale che aveva modo di assalire le sue piccole vittime ed impedire che chiunque altro potesse scoprire l’origine del loro male. Lezione di difesa: Per eliminare una shtriga, creatura invulnerabile ad ogni arma forgiata da Dio o dall’uomo, l’unico metodo efficace consiste in proiettili di ferro consacrato esplosi contro il mostro solo ed esclusivamente nel momento in cui si sta nutrendo. Se non si aspetta il momento giusto, la shtriga risulterà invulnerabile anche ai proiettili consacrati e si dovrà attendere che si renda di nuovo vulnerabile, ricominciando a nutrirsi.
Chiara Poli

 
Supernatural: difesa contro le arti oscure - Lezione 6

Case stregate e golem: un’accoppiata vincente per spaventare a morte i visitatori di un sito dedicato al soprannaturale... e per renderli ignari “alimentatori” di una creatura mostruosa, frutto di fantasia... Vera protagonista dell’episodio di Supernatural intitolato La casa infernale è lei: la paura. Insieme alla forma che il nostro pensiero riesce a darle. Si parte dallo sfruttatissimo mito della casa stregata e si arriva a golem e tulpa passando per internet: ecco una storia davvero molto, molto interessante… Supernatural, episodio dopo episodio, affina quella che è la sua arte principale: occuparsi di tematiche “classiche”, carissime a letteratura, cinema e tv, aggiungendo sempre almeno un elemento originale, nuovo, fresco. Nel caso de La casa infernale, l’elemento aggiunto non è solo “nuovo”, è anche assolutamente attuale: parlo del web. Partendo dal racconto della storia di un “comune” fantasma, Mordechai Murdoch, imprigionato in una “comune” casa stregata, Sam e Dean si imbattono nella storia di un tulpa (termine tibetano che fa riferimento ad un’entità in cui si concretizzano le idee e i pensieri di chi le dà vita), versione “incorporea” di un golem. Il tulpa appartiene alle leggende buddhiste, che individuano in questa sorta di “rappresentazione comune dei pensieri” la capacità dei monaci tibetani di visualizzare qualcosa che anche i loro compagni possono vedere ed alimentare con la mente. Ne La casa infernale si parte dalla creazione di un tulpa (che, al contrario del più diffuso golem - generato da una leggenda ebraica – è privo di una struttura “solida”) per arrivare alla condivisione di migliaia di pensieri. Quelli dei visitatori del sito Hellhound’s Lair, un sito dedicato al soprannaturale che, come vedete dal link che vi ho segnalato qui sopra, è stato realmente realizzato dagli autori di Supernatural ed è ancora on line per raccogliere racconti, leggende, storie spaventose... Illustri precedenti e comuni soluzioni al problema: Spulciando fra i prodotti di cinema e tv, potrei citarvi dozzine di esempi che si accostano alla storia di Dean e Sam. In tema di case stregate la filmografia è praticamente infinita: dalla saga di Amityville a The Haunting, da I 13 spettri a Monster House, da La casa dei fantasmi a La casa infestata, da Poltergeist a La casa sulla collina… E anche in tv gli esempi non mancano: ci sono case stregate in Buffy, X-Files, Ghost Whisperer, Angel, Fantasmi…. E il rimedio, che si tratti di poltergeist o di fantasmi, è quasi sempre lo stesso: trovare il modo per esorcizzare le presenze maligne restituendo la pace agli spiriti. Bisogna, insomma, fare quello che fa Melinda Gordon in Ghost Whisperer: far sì che gli spettri “passino oltre”, lasciando definitivamente questa dimensione dopo aver risolto le loro faccende in sospeso od essere stati eliminati (magari attraverso l’infallibile cura dei fratelli Winchester: cospargere le ossa di sale e poi appiccare il fuoco al tutto…). Quando si parla di golem o tulpa, invece, la faccenda si complica. In un riuscito episodio della quarta stagione di X-Files (Kaddish – Il golem), Mulder e Scully sono alle prese con una creatura generata, secondo i due agenti, da qualcuno che si nasconde all’interno di una comunità ebraica. Qualcuno sempre più vicino ad essere identificato da Mulder e Scully, dopo che il golem inizia ad uccidere, lasciando dietro di sé una pista su cui indagare. Alla fine la creatura viene sconfitta e ridotta in polvere, ma Mulder e Scully imparano la lezione: mai sottovalutare il potere della volontà, e mai sottovalutare la forza di una leggenda… Cosa che imparano anche I Simpson, che in uno dei loro famosi speciali di Halloween si imbattono anche in un golem (per la precisione, un golem che Bart “sottrae” a Krusty). E dovranno fare i conti con la leggendaria, mostruosa creatura anche le sorelle Halliwell in Streghe. Ma prima delle moderne reinterpretazioni di piccolo e grande schermo c’è il mitico film Il Golem, datato 1915, in cui un forza vitale prende possesso di una creatura d’argilla ed inizia a seminare il terrore. Il rimedio, nel caso di un golem, consiste nel contrastare in qualche modo il rituale che ha dato vita al “mostro”. Nel caso di X-Files, è sufficiente cancellare una delle lettere di un’iscrizione, in altri casi bisogna spezzare l’incantesimo scoprendo chi controlla la creatura. Ben diverso, invece, il caso di un tulpa: gli stessi fratelli Winchester, alle prese con un sito internet che alimenta lo spirito inquieto di Mordechai Murdoch (personaggio frutto della fantasia di due ragazzi annoiati), devono escogitare un astuto stratagemma per volgere la situazione a proprio vantaggio… Il caso dei fratelli Winchester: Attenzione: contiene spoiler sulla trama dell’episodio La casa infernale. Sam e Dean si recano in Texas, dove vengono a sapere della leggenda che riguarda lo spirito di Mordechai Murdoch, un agricoltore vissuto ai tempi della Grande Depressione. Secondo la leggenda, piuttosto che vedere le sue sei figlie morire di fame, Mordechai decise di porre fine alle loro sofferenze, uccidendole – tramite impiccagione – una dopo l’altra, per poi suicidarsi nello stesso modo. Da quel momento, la casa di Mordechai è infestata dal suo spirito e ogni ragazza che vi mette piede finisce impiccata alle travi dello scantinato… Indagando sulla leggenda, Sam e Dean si imbattono in un ragazzo che confessa di essersi inventato l’intera storia, e pensano che sia tutto frutto di suggestione. Ma quando incontrano due (ridicoli) “investigatori del paranormale”, Ed e Harry, che hanno pubblicato sul loro sito web (Hellhound’s Lair) la storia di Mordechai, Sam e Dean capiscono di non trovarsi di fronte ad una semplice storia di infestazione. Mordechai non è mai esistito: è stato creato dall’immaginazione di chi si è inventato la sua storia, che ora è alimentata dai visitatori del sito internet. Così, Sam e Dean convincono con uno stratagemma Harry e Ed a pubblicare sul sito una nuova versione della storia, in cui Mordechai è vulnerabile ai proiettili… Ma il server si blocca, così Sam e Dean – di fronte allo spirito scatenato di Mordechai – devono improvvisare e decidono di dar fuoco alla casa per impedire che qualcun altro entri in contatto con il mostro. Lezione di difesa: Per eliminare il pericolo generato da un tulpa, si può cercare di bloccare in qualche modo la “fonte” dell’immaginazione che ha dato vita alla creatura. Ma se questo non è possibile, come nel caso dei fratelli Winchester (la “fonte” è un sito internet visitato da migliaia di persone), allora non resta che giocare d’astuzia e cercare di modificare a proprio vantaggio la fantasia che genera la creatura, rendendola vulnerabile per poterla poi facilmente distruggere.
Chiara Poli

 
Supernatural: difesa contro le arti oscure - Lezione 5

Questa volta, i fratelli Winchester sono alle prese con il peggiore, il più crudele e il più pericoloso dei mostri: l’uomo. Questa volta perfino loro sono impreparati. Sam e Dean Winchester, che conoscono (o scoprono in fretta) il modo per combattere qualunque creatura infernale, si trovano alle strette nella cittadina di Hibbing. Perché i ‘mostri’ che devono affrontare nell’episodio di Supernatural intitolato La famiglia Bender non sono altro che… comuni esseri umani. Magari non proprio comuni: pazzi, crudeli, spietati. O tutte e tre le cose, scegliete voi. Fatto sta che il risultato dell’incontro è un faccia a faccia: Winchester vs. Bender… Il dibattito è di quelli che probabilmente non si esauriranno mai: la realtà è peggiore della fantasia? O è vero il contrario? Siamo alle solite: o la vita imita l’arte, o l’arte imita la vita. Comunque la mettiamo, una cosa è certa: l’uomo, sia sullo schermo che nella realtà, è capace di inventarsi impensabili atrocità, e ci basta aprire un qualsivoglia libro di storia per averne la conferma. È piuttosto normale, quindi, che da sempre scrittori, cineasti e autori televisivi si interroghino sulla natura dell’uomo. Su quel suo lato oscuro di cui tante volte abbiamo parlato, e sul limite a cui quell’oscurità può spingere alcuni di noi… Le famiglie assassine, nella storia del cinema, sono piuttosto gettonate e hanno dato vita ad un filone cinematografico a sé stante. Per raccontare le loro (mostruose) gesta, gli autori a volte traggono ispirazione da fatti di cronaca realmente accaduti (come le indicibili azioni di Ed Gein, che hanno dato vita alla versione cinematografica di Non aprite quella porta). Altre volte, invece, personaggi e fatti sono interamente frutto della fantasia. Ma non per questo sono meno terrificanti... Illustri precedenti e comuni soluzioni al problema: La tv, per ovvi motivi, è un terreno scarsamente florido se si è a caccia di famiglie assassine. In molti dei polizieschi, dei thriller e dei detective dramas più noti, però, l’argomento è stato trattato in diverse occasioni, e in modo piuttosto marginale: normalmente, le famiglie di killer o di ‘mostri’ e le loro gesta non sono al centro della narrazione. Se ne trovano esempi più o meno calzanti in molte serie (Criminal Minds, X-Files, Millennium, Killer Instinct, Night Stalker, Profiler…), ma è indubbiamente il cinema ad averci fornito gli esempi più inquietanti – e al tempo stesso riusciti – in questo campo. A cominciare dal già citato Non aprite quella porta (con tutti i suoi sequel – non sempre riusciti – e il remake con Jessica Biel), uno dei film più apprezzati di Tobe Hooper, datato 1974 e parzialmente ispirato dalla vita del serial killer Ed Gein (lo stesso che ha fornito a Sir Alfred Hitchcock l’idea di Psycho). Un altro celebre caso è quello de Le colline hanno gli occhi, una delle prime opere del ‘Maestro’ dell’horror Wes Craven, di cui è stato girato un remake nel 2006. Pare proprio che nessuno dei ‘grandi classici’ sulle famiglie killer si salvi dalla remake-mania… Come conferma House of Wax – La maschera di cera, il cui cast è composto da star della tv (Chad Michel Murray, Elisha Cuthbert, Jared Padalecki – Sam in Supernatural). E poi ci sono alcune riuscite ‘libere reinterpretazioni’, come Wrong Turn (con Eliza Dushku e Jeremy Sisto) o il discusso Assassini nati di Oliver Stone, in cui Juliette Lewis e il fidanzato Woody Harrelson attraversano l’America lasciandosi dietro una scia di sangue. I componenti delle famiglie killer e le loro ‘preferenze omicide’ variano di volta in volta: giovani coppie, uomini e donne deformi, ‘semplici’ psicopatici… Di tutto e di più. Le variazioni sul tema sono pressoché infinite (pensiamo alla mamma-killer di Scream 2, o alla saga di Venerdì 13…). Ciò che invece rimane costante è la soluzione al problema: uccidere gli assassini. O fuggire molto, molto lontano, mandando poi la polizia ad arrestarli (o almeno a provarci…). In entrambi i casi, si tratta di soluzioni ardue da mettere in pratica: le famiglie killer cinematografiche si macchiano sempre di decine di orrendi delitti, e vantano quindi una certa ‘esperienza’ sul campo. Eliminarle, o trarle in inganno, è davvero difficile. Senza contare il fatto che, pur trattandosi di esseri umani, spesso i family killers sono… duri a morire, per dirla alla Bruce Willis. In buona sostanza, per le potenziali vittime non c’è molto da fare, se non lottare fino all’ultimo per salvarsi la vita… Il caso dei fratelli Winchester: Attenzione: contiene spoiler sulla trama dell’episodio La famiglia Bender. Ne La famiglia Bender Sam e Dean indagano sulla misteriosa scomparsa di un uomo, che secondo un bambino che ha assistito all’evento è stato rapito da un mostro nella cittadina di Hibbbing, nel Minnesota. Indagando, i due fratelli scoprono che Hibbing, negli anni, ha accumulato un numero record di persone scomparse… A cui purtroppo si aggiunge Sam, che svanisce dal parcheggio di un bar in cui si trovava insieme a Dean. Esaminando i filmati delle videocamere di sorveglianza, Dean risale ad un furgone e si spaccia per un poliziotto per avere l’aiuto della polizia locale nelle ricerche. Insieme all’agente Kathleen, Dean rintraccia il furgone, ma la donna poliziotto ha controllato le credenziali di Dean e ha scoperto che le ha mentito. Così, lo ammanetta all’auto e si avvia, sola, in cerca di Sam. Bussa alla porta di una vecchia casa, una ragazzina le apre e la attira in una trappola. Kathleen si sveglia in una specie di grande fienile pieno di gabbie, in cui trova anche Sam: il ragazzo le racconta che l’altro ‘ospite’ delle gabbie è stato portato via e non è più tornato. Dean si libera e si intrufola nella casa, ma viene catturato anche lui. Con stupore, Sam e Dean scoprono che dietro le sparizioni ci sono i Bender, che danno la caccia agli esseri umani, inseguendoli ed uccidendoli, per ‘sport’. Sconvolti dal fatto che si tratta di esseri umani, e non di mostri, i due fratelli lottano con tutte le loro forze per salvarsi. Lezione di difesa: Quando si è di fronte alla malvagità di un ‘comune’ essere umano che minaccia la nostra vita, l’unica soluzione è cercare di difendersi come si può. Nel caso affrontato dai fratelli Winchester, la fuga e una disperata lotta per la sopravvivenza si sono dimostrati elementi indispensabili. Anche se l’agente Kathleen ha preferito adottare ‘a sangue freddo’ una soluzione più drastica, per vendicare la morte di suo fratello... Morale della favola: molto meglio le ‘creature infernali’, rispetto agli uomini…
Chiara Poli

 
Supernatural: difesa contro le arti oscure - Lezione 4

Un’altra lezione dai fratelli Winchester: come superare l’ostilità di… un’auto-fantasma indemoniata! Okay, sono sempre fantasmi. Ma quando si tratta di veicoli fantasma, la questione si fa anche più seria. Perché le auto… senza autista sono una bella gatta da pelare, perfino per chi è esperto di fantasmi. Soprattutto perché non sono sempre facili da neutralizzare, come ci insegna l’episodio di Supernatural intitolato Route 666. Facendo il verso alla famosissima Route 66, celebrata da romanzi, film e canzoni, che attraversa l’America, gli autori di Supernatural affrontano un altro grande “classico” dell’horror: veicoli indemoniati. Era il 1971 e un giovane allora semisconosciuto di nome Steven Spielberg si apprestava a farsi conoscere dal grande pubblico dirigendo un claustrofobico film per la tv intitolato Duel ed incentrato sulla storia, carica di tensione, di un automobilista perseguitato senza alcun motivo apparente da un camionista. Un film che piacque molto al pubblico e che ottenne grande successo, tanto da influenzare un altro regista, Elliot Silverstein, che qualche anno dopo ottenne l’incarico di dirigere La macchina nera, storia di un’auto che terrorizza gli abitanti di una cittadina dello Utah e che si scopre essere… senza autista. L’auto nera protagonista del racconto è una sorta di “versione meccanica” del Male, proprio come Christine: La macchina infernale, descritta da Stephen King in uno dei suoi romanzi più famosi e portata sullo schermo nel 1983 dal grande John Carpenter. Illustri precedenti e comuni soluzioni al problema: In Duel, in realtà, non viene narrata la storia di un veicolo fantasma: il conducente del camion che perseguita il povero David Mann (Dennis Weaver) è sicuramente umano, e sicuramente pazzo (non si capisce come mai si sia fissato con David…). Ma ne La macchina nera la faccenda è diversa: l’auto, dicevamo, sembra proprio essere posseduta dal demonio. E per sfuggirle, i sopravvissuti non hanno altra scelta che rifugiarsi entro i confini del cimitero cittadino, ovvero in terra consacrata. Toccherà al protagonista, lo sceriffo Wade Parent (James Brolin) affrontare l’auto nera nella “sfida finale”, e scoprire la spaventosa identità di chi la controlla… Un po’ come capita in Christine la macchina infernale: un’auto controllata da una volontà maligna inizia ad “agire” di propria iniziativa, causando una serie di incidenti mortali che inizialmente sembrano… incidenti, appunto. Quando due dei protagonisti, Dennis e Leigh, si accorgono che Christine è la rappresentazione di un’entità malefica, tentano di distruggerla in ogni modo (e ci riescono riducendola ad un cumulo di macerie). Un’altra storia che ha per protagonisti dei veicoli assassini, che iniziano senza motivo (ma in realtà si scopre che è “colpa” delle radiazioni di una cometa) ad attaccare gli esseri umani, è Brivido: l’ennesimo film tratto da un racconto di Stephen King (e anche scritto e diretto dallo stesso King). Un gruppo di sopravvissuti alla carneficina che si è scatenata di punto in bianco si barrica dentro una stazione di servizio e cerca di resistere agli attacchi dei camion “inferociti” che li circondano. Alla fine, si scopre che la “ribellione” delle macchine era orchestrata da una forza aliena, che preparava il terreno per un’invasione… Ben diverso il caso televisivo di Veronica Mars, che nell’episodio della seconda stagione intitolato L’auto assassina cerca di individuare l’auto pirata che ha investito il cane di una sua compagna di scuola, e finisce per imbattersi in preziose informazioni sull’incidente dello scuolabus… Per il resto… Che dire? L’unica auto nera senza conducente veramente degna nota in tv aveva un nome. Si chiamava K.I.T.T. ed era l’indimenticabile protagonista di Supercar…  Il caso dei fratelli Winchester: In Route 666 Sam e Dean si recano in Missouri: Dean ha ricevuto una richiesta d’aiuto da Cassie, una “vecchia amica” (un’ex fidanzata, in realtà), il cui padre, Martin, è stato ucciso. La morte di Martin sembra un banale incidente stradale, ma sulla sua auto vengono rinvenute delle ammaccature che fanno pensare alla presenza di un altro veicolo sulla scena dell’incidente. Parlando con la gente del posto, Sam e Dean scoprono che da anni si narra di un pick-up nero che ha ucciso diverse persone di colore. Ma quando anche il Sindaco rimane ucciso, la teoria degli omicidi ai danni delle sole persone di colore viene a cadere. Attraverso le loro indagini, Sam e Dean risalgono quindi alla storia della scomparsa di Cyrus Dorian, sparito senza lasciare traccia oltre quarant’anni prima. Quando anche Cassie viene minacciata dal pick-up, che secondo la ragazza si muove senza un conducente, Dean e Sam approfondiscono le indagini e grazie alla “confessione” della madre di Cassie trovano il bandolo della matassa: quarant’anni prima Cyrus aveva dato fuoco alla chiesa locale per impedire il matrimonio fra i genitori di Cassie, uccidendo i bambini del coro. Un successivo scontro fra Martin e Cyrus portò alla morte di Cyrus, ucciso da Martin e nascosto, alla guida del suo pick-up, in fondo ad una palude. Negli anni successivi, il pick-up di Cyrus “riemerge” per vendicare il suo proprietario, uccidendo tutte le persone coinvolte nel suo omicidio. Sam e Dean recuperano il corpo di Cyrus, nascosto nel pick-up in fondo alla palude, ma senza risultati: il “fantasma” del pick-up è ancora presente, ed è molto arrabbiato… Alla fine, Sam e Dean trovano la soluzione: condurre il pick-up nel luogo in cui Cyrus venne ucciso, ovvero nei pressi della vecchia chiesa, portandolo dritto dritto verso la sua distruzione. Lezione di difesa: Per distruggere uno spirito malvagio che ha preso possesso di un veicolo, si può provare a recuperare il corpo del conducente e ad incenerirlo dopo averlo cosparso di sale. Se questo non fosse sufficiente – come nel caso affrontato dai fratelli Winchester – bisogna attirare il veicolo fantasma in un luogo consacrato (anche all’aperto), che sarà sufficiente a dissolverlo una volta per tutte.
Chiara Poli

 
Supernatural: Tutti pazzi per Supernatural!

La community online dedicata a Supernatural è attivissima. E ricca di informazioni, curiosità e notizie tutte da scoprire… Supernatural è una di quelle serie che ti conquistano grazie ad una formula semplice, ad un largo uso della cultura pop e al costante inserimento di un contributo originale e “personalizzato”, che va ad “innestarsi” su materiale tratto da letteratura, fumetti, leggende popolari, folklore... Con la sua struttura enciclopedica in materia di fantasmi, mostri & affini, la serie creata da Eric Kripke nel 2005 è perfetta per tutti gli appassionati di soprannaturale, fantasy, horror… Insomma: ce n’è per tutti i gusti. Aggiungete un’azzeccatissima coppia di protagonisti, e il gioco è fatto: i fratelli Winchester e i loro interpreti contribuiscono senza dubbio alla riuscita di un telefilm che ha conquistato una larga fetta del pubblico televisivo. Lo dimostra l’ampia affluenza al sito ufficiale della rete The CW, che trasmette Supernatural negli Stati Uniti. E lo dimostrano anche le dozzine di siti internet in varie lingue che i fans hanno dedicato a Sam, Dean e le loro incredibili avventure. Su Supernatural TV, ad esempio, potete trovare la guida agli episodi affiancata da sondaggi, interviste, citazioni, fan fiction e news; su Supernatural Series, anch’esso ricchissimo di notizie, ci sono spoilers, informazioni su cast artistico e tecnico, guida agli episodi, forum… In entrambi i casi, occhio agli spoilers: sono siti che seguono la messa in onda americana, che comprende episodi ancora inediti da noi. Se non volete incappare in sgradite anticipazioni, navigate con cautela. Oppure, rivolgetevi direttamente ai siti italiani dedicati alla serie. Io ne ho trovati due particolarmente “ben forniti”: il primo è Supernatural Legend, in cui si possono trovare l’immancabile guida agli episodi, spoilers sulle stagioni inedite in Italia, fotogallery, informazioni su DVD, libri, videogames, gadgets e merchandising vario, e naturalmente news sempre aggiornate sulla serie e i suoi protagonisti. Il secondo, ma non meno curato, è Supernatural Italia, che presenta una pratica guida tv con la segnalazione dei prossimi episodi in onda, informazioni su episodi e colonna sonora, personaggi, armi e accessori… E ancora: citazioni, chat, Trivia con tutte le curiosità sulle varie puntate… Entrambi i siti sono dotati dei relativi Forum, che permettono agli appassionati di discutere dei vari aspetti della serie e di entrare in contatto con chi condivide la loro stessa passione (una delle cose che rendono internet uno straordinario strumento di comunicazione, lasciatemelo dire). Insomma: la rete dimostra senz’ombra di dubbio che la community dei fans “supernatural-addicted” è vasta e sempre attiva. Ed è anche una community sicuramente destinata a crescere e a regalarci ancora tante, tante curiosità e informazioni sulla serie che ogni venerdì sera su Fox ci regala un appuntamento ricco di azione, avventura, humour, horror, fantasy…
Chiara Poli

 
Supernatural: difesa contro le arti oscure - Lezione 3

Un manicomio in disuso, voci sugli esperimenti segreti di un medico, strane possessioni: ecco gli ingredienti del nostro nuovo appuntamento con le “lezioni” dei fratelli Winchester. Supernatural si conferma una ricca enciclopedia televisiva di horror, thriller, leggende metropolitane, folklore, cultura pop… Ogni episodio rende omaggio ad una creatura mostruosa o ad un tema cari agli appassionati del genere. Poteva quindi mancare, in questa prima stagione, una puntata dedicata ad un manicomio in disuso? Assolutamente no! La follia è da sempre identificata con l’aspetto più inquietante, imprevedibile e spaventoso della natura umana. Di conseguenza, romanzieri, cineasti e autori televisivi se ne nutrono per mettere in scena incubi d’ogni genere: allucinazioni e realtà parallele, magari scaturite dall’incapacità di affrontare un evento drammatico, come l’elaborazione di un lutto; raptus violenti innescati dal ricordo di un trauma; sdoppiamenti di personalità scaturiti dal bisogno di dimenticare una brutta esperienza e sfruttatissimi da cinema e tv per analizzare il lato oscuro della psiche umana… E poi, naturalmente, ci sono i luoghi in cui si rinchiudevano “pazzi”: i manicomi. Luoghi che, soprattutto fino ad un certo periodo, sono stati teatro di orrende torture, frutto di un’inadeguata conoscenza medica e scientifica. Con il passare degli anni e con il progresso, molti disturbi mentali sono stati ricondotti a cause organiche, e molti altri sono stati affrontati con semplici terapie farmacologiche. Ma prima di allora, è capitato più volte che anche per disturbi piuttosto banali venissero usati metodi il cui nome è sufficiente per incutere ancora terrore: elettroshock, lobotomia... Illustri precedenti e comuni soluzioni al problema: Di thriller, horror, film di fantascienza, commedie e drammi ambientanti nei manicomi ce ne sono a centinaia. La questione si fa un po’ meno vasta, invece, se pensiamo ai film che coniugano, come nel caso di Supernatural, manicomi e fantasmi. Un po’ meno vasta ma non certo priva di materiale: proprio per via del fascino esercitato dal tema della follia e da tutte le sue declinazioni, spesso i sanatori sono stati associati a manifestazioni soprannaturali. Gli ospedali, ad esempio, sono da sempre un’ambientazione prolifica per le storie di fantasmi, ma anche i manicomi non scherzano. Così come gli orfanatrofi, o gli ospedali con un reparto psichiatrico, sono fra le ambientazioni preferite dei cineasti che vogliono raccontare storie di follia e fantasmi: penso a film come Session 9, Fragile (con Calista “Ally McBeal” Flockhart alle prese con le infestazioni di un ex ospedale psichiatrico), Saint Ange, Il seme della follia, Gothika (con Halle Berry nei panni di una psichiatra che lavora in un manicomio e finisce per essere posseduta dallo spirito di una ragazzina, Rachel)… E poi ci sono tutti gli altri casi, quelli ancora più “ibridi”, come ad esempio I 13 spettri, in cui uno dei terribili fantasmi che terrorizzano i protagonisti (Lo sciacallo, per la precisione) è un ex paziente psichiatrico che ha commesso atroci delitti. Anche in tv il tema “pazzia e fantasmi” è stato spesso sfruttato. E sul piccolo schermo, il confine fra il manicomio vero e proprio e l’ospedale con pazienti psichiatrici, o la casa di riposo in cui vengono “scaricati” arzilli vecchietti è ancora più sottile. Come nel caso di Excelsis Dei, uno dei miei episodi preferiti di X-Files, che racconta la storia di una casa di riposo i cui occupanti sembrano agire sotto l’influenza di fantasmi o altre misteriose entità e si scoprono poi vittime di allucinazioni. E ancora: fantasmi e follia sono stati trattati da episodi di tutte le serie incentrate sulla figura di un sensitivo in grado di comunicare con l’aldilà (Medium, Ghost Whisperer, Afterlife, Haunted…), dei polizieschi in cui misteriosi delitti, che sembrano compiuti da entità soprannaturali, risultano poi opera dell’uomo (C.S.I.)… E la soluzione è stata sempre e solo una: distruggere il corpo del fantasma che infesta l’istituto, o che controlla la volontà di persone in vita, oppure placare l’ira del fantasma (o dei fantasmi) portando alla luce la storia che vuole raccontare, svelando un delitto e identificando il colpevole, sistemando insomma le “faccende terrene” che lo spirito sente di aver lasciato in sospeso. Il caso dei fratelli Winchester: (Attenzione: spoiler per la trama dell’episodio La rivolta). Sam e Dean ricevono un misterioso messaggio che indica loro delle coordinate corrispondenti alla cittadina di Rockford, Illinois. Dopo una breve ricerca i due fratelli si trovano ad indagare sul manicomio Roosevelt, una struttura ormai abbandonata in cui trent’anni prima, in seguito alla rivolta di alcuni pazienti, si verificarono incidenti, un incendio e… la scomparsa di diverse persone. In città si dice che chi trascorre del tempo nell’edificio, infestato dai fantasmi degli ex pazienti, è destinato a perdere la ragione (come succede ad un poliziotto, che dopo aver perlustrato brevemente il Roosevelt torna a casa, uccide la moglie e poi si spara). Sam e Dean decidono quindi di ispezionare l’edificio e incontrano una coppia di ragazzi, Gavin e Kat, che si sono intrufolati nell’ex manicomio in cerca di forti emozioni… Ottenendo anche più di quanto cercavano: Gavin, Kat, Sam e Dean vengono tutti “attaccati” dai fantasmi degli ex pazienti, ma i fratelli Winchester intuiscono che i fantasmi non vogliono far loro del male. Vogliono semplicemente dar loro un messaggio, che li indirizza verso la stanza 137 (se il numero vi dice qualcosa, forse è perché richiama la camera 237 dell’Overlook Hotel di Shining, esplicitamente citato da Dean insieme a Qualcuno volò sul nido del cuculo). La stanza nasconde l’accesso ad un luogo segreto, quello in cui l’allora primario di psichiatria, il dottor Ellicott, conduceva i suoi insensati esperimenti sui pazienti. Lo spirito di Ellicott prende il controllo della volontà di Sam, che arriva addirittura a sparare a suo fratello (fortunatamente, solo con il fucile caricato a sale). Dean riesce a mettere “fuori combattimento” Sam e prima che Ellicott controlli del tutto anche lui, individua il luogo in cui è nascosto il suo cadavere, lo cosparge di sale, lo incendia e cancella una volta per tutte sia l’influenza di Ellicott su Sam che le infestazioni legate all’edificio. Lezione di difesa: Per combattere un fantasma ci si può servire di un fucile caricato a sale (che respinge temporaneamente gli spettri, in caso di emergenza) mentre si procede alla soluzione definitiva: cospargere di sale le ossa appartenute alla persona che ora è un fantasma, e poi incendiarle. In questo modo il legame terreno dello spirito viene spezzato e il fantasma scompare, liberando le persone eventualmente possedute dal suo spirito o influenzate dalla sua volontà. Va inoltre ricordato che, nel caso di fantasmi “non aggressivi”, è opportuno cercare di comunicare con le entità per ascoltare le loro richieste ed esaudirle, permettendo agli spiriti di trovare finalmente la pace. Una lezione che conoscevamo già, perché i fratelli Winchester ci mostrano come contrastare gli spettri fin dal primo episodio… Ma anche una delle lezioni fondamentali per “sopravvivere” nel mondo fantastico di Supernatural.
Chiara Poli

 
Supernatural: difesa contro le arti oscure - Lezione 2

Dopo i fantasmi dell’acqua, è la volta di imparare a fare i conti con insetti ed antichi cimiteri (o meglio: cadaveri) indiani… Provate a dire “insetti” o “cimitero indiano” ad un qualunque appassionato di horror e lo vedrete drizzare le antenne. Se poi dovessimo occuparci del tema più vasto dell’episodio di Supernatural intitolato Insetti, ovvero le maledizioni, allora non basterebbe una larga fetta del nostro spazio web per trattare approfonditamente il tema. Concentriamoci quindi sui due elementi che fanno parte della maledizione che Dean e Sam Winchester devono fronteggiare. Roba da far impallidire sir Alfred Hitchcock e uno dei suoi film più famosi, Gli Uccelli: gli assedi degli sciami assassini che circondano e minacciano intere famiglie, comunità o città, sono spaventosi tanto quanto l’immotivato attacco dei volatili a Bodega Bay. Il cinema si è nutrito di una delle più comuni fobie umane, quella degli insetti appunto, dando vita ad una quantità di pellicole probabilmente sconosciute ai più ma ben note ed apprezzate nella “cerchia” degli horrorofili. Tanto da meritarsi diverse, terrificanti incursioni sul piccolo schermo. E per quanto riguarda i cimiteri indiani… Beh, la materia prima offerta dal cinema a tal proposito è praticamente sterminata. L’unica certezza, e l’unico elemento in comune fra i vari film e le serie tv che se ne sono occupate, è che chiunque finisca per trovarsi – a sua insaputa o meno – sul territorio precedentemente occupato da un cimitero indiano, è destinato a fare una gran brutta fine… llustri precedenti e comuni soluzioni al problema: Cominciamo con gli insetti, creature care sia al cinema che alla tv. Fin dai tempi di Swarm – Lo sciame, storica pellicola di genere diretta nel 1978 da Irwin Allen ed interpretata da Michael Caine, Richard Chamberlain e Olivia De Havilland (sì: la Melania di Via col vento), api assassine, cavallette, formiche, scarafaggi e ragni hanno terrorizzato generazioni di spettatori. I ragni, in particolare, si sono guadagnati un intero filone cinematografico “dedicato” (Aracnofobia, Arac Attack, L’invasione dei ragni giganti, Bugged!…). Ma anche api e locuste (Swarm 2, Minaccia dalla giungla, Locuste: l’ottava piaga, Invasion – Il giorno delle locuste…), formiche (Marabunta – Minaccia alla Terra, Assalto alla Terra, Furia bianca, Ants…) e altri insetti vari (Tafanos, Centripede Horror, Bug…) se la cavano più che egregiamente. La gran parte dei film incentrati sulle invasioni di insetti assassini è accostabile ad un sotto-filone del genere horror che rimanda al genere catastrofico (non è raro che gli insetti distruggano qualunque cosa si trovi sul loro “cammino”…). Le risoluzioni positive delle invasioni sono generalmente associate a due tipi di eventi: il “naturale” allontanamento degli sciami, che dopo aver assediato una determinata area geografica parte alla ricerca di zone più interessanti, o una drastica soluzione escogitata dall’uomo (esplosioni, incendi, tossine, super-insetticidi…). In tv, dove gli insetti hanno ricoperto un ruolo tanto memorabile quanto “fastidioso”, per usare un eufemismo, nella maggior parte dei casi la soluzione del problema sta nell’eliminazione della persona che controlla gli insetti o che li attrae. Come accade ad esempio in un episodio di Smallville, in X-Files o in Stargate SG-1. I cimiteri indiani, invece, sono generalmente più “materia da cinema”, anche se la tv non ha disdegnato l’argomento. A cominciare dalla trasposizione televisiva di Poltergeist, film di Tobe Hooper scritto e prodotto da Steven Spielberg e considerato uno dei capisaldi del genere: all’origine di tutti i guai della famiglia Freeling c’è il fatto che la loro casa - anzi: l’intero quartiere – è stata costruita sui resti di un antico cimitero indiano. Il cinema ha pescato a piene mani dal filone, producendo dozzine di film in qualche modo legati al tema del cimitero indiano: da Cimitero vivente a Shining (tratti entrambi dagli omonimi romanzi di Stephen King), da Amityville Possession al supertrash Poultrygeist. In tv ci sono poi moltissimi riferimenti alle leggende che ruotano attorno ai cimiteri indiani (perfino ne I Simpson). E John Landis, uno che di horror ne sa qualcosina, nel suo episodio per la serie Masters of Horror (Deer Woman – Leggenda assassina) non ha mancato di citarne uno, ad esempio… Il caso dei fratelli Winchester: In Insetti Sam e Dean, insospettiti dalla bizzarra morte di un dipendente della società del gas, si recano in una cittadina dell’Oklahoma. Una volta sul posto interrogano il collega dell’uomo rimasto ucciso, che stava lavorando nel grande cantiere di un nuovo complesso residenziale chiamato Oasis Plains. Parlando con il costruttore, Larry, e con Linda, il capo vendite, i due fratelli si fingono interessati all’acquisto di una casa e scoprono che Matthew, il figlio di Larry, ha una sorta di fissazione per gli insetti… E che gli insetti sono stati la causa della misteriosa morte di diverse persone. Dean e Sam ipotizzano che qualcuno controlli gli insetti e pensano a Matthew. Ma dopo la morte di Linda, causata dalla comparsa di numerosi ragni, indagini più approfondite scagionano il ragazzo, che a sua volta sta cercando di approfondire lo strano comportamento degli insetti. Dopo il ritrovamento di alcune ossa umane, Sam e Dean chiedono informazioni ad un anziano nativo americano, che racconta loro la storia del massacro di un villaggio indiano da parte della cavalleria. Il capo del villaggio, in punto di morte, chiese alla Natura di proteggere la valle dall’uomo bianco e di vendicare il suo popolo, facendo sì che Larry finisse per costruire su un terreno maledetto. Sam e Dean salvano la famiglia di Larry, aiutandola a sopravvivere all’attacco degli insetti fino all’alba, il momento in cui la maledizione non ha più effetto. Lezione di difesa: Per combattere una maledizione non c’è altro modo che allontanarsi il più possibile: le maledizioni non possono essere spezzate. La stessa regola vale contro gli attacchi degli insetti: fuggire, o chiudersi in casa sigillando porte e finestre, è l’unica cosa da fare. La lezione di difesa di questo episodio di Supernatural, insomma, non si basa su chissà quali tecniche soprannaturali di sopravvivenza, bensì sul buon senso ed il coraggio. Qualità indispensabili per qualunque “cacciatore di mostri”. E qualità che Sam e Dean Winchester hanno ampiamente dimostrato di possedere…
Chiara Poli

 
Supernatural: difesa contro le arti oscure - Lezione 1

Con i primi episodi avete avuto modo di immergervi nelle atmosfere di Supernatural. Ora siete pronti per scoprire qualcosa di più sui “nemici” dei fratelli Winchester… Da oggi vi proponiamo un nuovo appuntamento settimanale: le lezioni di “difesa contro le arti oscure” ispirate agli episodi di Supernatural. Una serie (lo scoprirete ogni venerdì sera su Fox) ricchissima di leggendari mostri di cui letteratura, cinema e tv si sono ampiamente occupati in passato. Supernatural rende omaggio a molte delle creature mostruose preferite dagli spettatori di piccolo e grande schermo, inserendo citazioni di vario genere negli episodi. Per questo, nelle nostre “lezioni” tralasceremo (anche per questioni di spazio) il versante letterario, occupandoci di ricordare gli “illustri precedenti” di cinema e televisione. In questa prima lezione, ci occupiamo dei mostri e dei fantasmi legati all’acqua. Fin dai tempi del Mostro della Laguna Nera, l’acqua ha affascinato registi e sceneggiatori. Le numerose storie narrate sul mostro di Loch Ness, insieme a tutto il filone degli squali, dei pirana, degli alligatori e delle orche assassine, e insieme ai racconti sul triangolo delle Bermuda e su laghi e fiumi maledetti, hanno un elemento comune: l’acqua. Oceani, laghi, fiumi e perfino piscine o vasche da bagno sono l’ambientazione ideale per le paure che si annidano sotto la superficie dell’acqua. Tutte paure che si nutrono dello stesso, spaventoso “motore”: l’ignoto. Che si tratti di creature immaginarie, fantasmi dell’acqua o “mostri” reali, non c’è differenza: l’acqua li nasconde alla perfezione, ed è pronta a colpire chiunque. Perché tutti, prima o poi, entrano in qualche modo in contatto con l’acqua… llustri precedenti e comuni soluzioni al problema: Il cinema si è occupato infinite volte di mostri marini o fantasmi dell’acqua (da Lake Placid a Pirana paura, da Dark Water a The Ring, da The Water Ghost a Hate 2 0, per citarne alcuni). Nel caso di mostri marini più o meno “naturali” (ci sono stati mostri creati in laboratorio, creature mitologiche o “semplici” animali acquatici), i film finiscono con l’uccisione del mostro da parte dei sopravvissuti di turno. Nel caso di fantasmi dell’acqua, invece, gli “incidenti” terminano quando il fantasma viene identificato, affinché i protagonisti possano dargli ciò che vuole. Anche a caro prezzo (si veda il finale di Dark Water, ad esempio). In tv l’acqua ha avuto un ruolo da protagonista in diversi episodi tematici di serie incentrate sul soprannaturale (come X-Files e Ai confini della realtà) o sulla fantascienza (come Stargate SG-1 o Enterprise, in cui i protagonisti s’imbattono in pianeti su cui intere civiltà vivono sotto la superficie dell’acqua). In altre occasioni, l’acqua in tv ha “ospitato” mostri acquatici in ogni episodio, come nel caso di Surface, ad esempio. Poi, naturalmente, ci sono tutte le serie ambientate sott’acqua o strettamente legate ad un ambiente marino, come il leggendario telefilm L’uomo di Atlantide, come una parte di Stargate: Atlantis o come nel caso di tutte le apparizioni televisive di Aquaman... Il caso dei fratelli Winchester: Nell’episodio Morte nell’acqua Sam e Dean si occupano di alcune misteriose morti legate al lago di una cittadina del Wisconsin. Nel corso delle indagini, grazie ai disegni del piccolo Lucas, il bambino protagonista dell’episodio insieme alla madre Andrea (interpretata da Amy Acker, la Fred di Angel), i due fratelli capiscono che le tragedie sono legate, oltre che all’acqua, anche alla figura di un misterioso bambino in bicicletta. Le indagini di Sam e Dean proseguono con qualche difficoltà per l’ostracismo dello sceriffo locale, Jake Devins, interpretato da Daniel Hugh Kelly (Hardcastle & McCormick). Il caso viene risolto quando i due fratelli, nonostante tutto, riescono a risalire all’identità del misterioso bambino: si tratta di Peter, un ragazzino nel cui omicidio (derivato da un “gioco” finito male) è coinvolto lo stesso sceriffo. Lo spirito di Peter perseguiterà Devins uccidendo tutti i suoi cari e, infine, prendendosela anche con lui, a meno che Sam e Dean non lo fermino. E Dean sa cosa va fatto: i resti di Peter vanno dissotterrati, cosparsi di sale e infine inceneriti per distruggere lo spirito. Ma il corpo di Peter non è stato sotterrato: si trova ancora nel lago... Così, quando il fantasma trascina Lucas sott’acqua, il sacrificio di Jake – che si tuffa senza esitazioni, offrendo a Peter la sua vita – permette a Dean e Sam di salvare Lucas, il cui personaggio ricorda molto Aidan, il bambino di The Ring. Come lui, anche Lucas vive solo con la madre, e come lui continua a disegnare cerchi scuri, che rappresentano vortici d’acqua nel caso di Lucas e il pozzo in cui è morta Samara nel caso di Faida. Lezione di difesa: Per combattere un fantasma dell’acqua bisogna necessariamente risalire alla sua identità, scoprendo di chi si trattava quando era in vita. Una volta identificato il fantasma, il suo corpo deve essere dissotterrato, cosparso di sale e infine incenerito. Nel caso che il corpo non possa subire tale trattamento, l’unica possibilità di placare l’ira dello spirito è offrirgli la vita del responsabile della sua morte, calmando la sua sete di vendetta.
Chiara Poli

 
Supernatural: Fratelli

Jensen Ackles e Jared Padalecki interpretano i fratelli Winchester, protagonisti di Supernatural. Due personaggi diversi accomunati da una grande intesa. Un po’ come nella vita reale… Per lo spettatore esperto, come nel caso dell’appassionato di serie tv, di norma non è difficile riconoscerli: gli attori che trovano affiatamento con gli altri membri del cast riescono in qualche modo a “trasmettere” l’alchimia del set al pubblico. Così come gli attori che non gradiscono la compagnia dei loro colleghi spesso non riescono a dissimulare, nonostante le doti recitative, eventuali antipatie o rancori. Detto ciò, per voi sarà piuttosto facile capire dove voglio arrivare: Jared Padalecki e Jensen Ackles, protagonisti di Supernatural, rientrano senza dubbio nella prima categoria. Nella serie in cui danno la caccia ad ogni genere di creatura infernale interpretano Sam e Dean Winchester, due fratelli il cui destino si riunisce dopo il tentativo di Sam di intraprendere una vita “normale”. Un tentativo che fallisce nell’episodio pilota, con l’uccisione della ragazza di Sam da parte dello stesso “mostro” che aveva ucciso mamma Winchester. Uno dei motivi del successo della serie (di cui abbiamo già parlato) fa capo al feeling fra i due protagonisti. I loro caratteri sono stati appositamente studiati per risultare diversi, ma in fondo complementari. Sam e Dean hanno visioni differenti della vita, e spesso discutono su quale sia il modo migliore per affrontare una delle rischiose situazioni in cui si trovano. Nonostante qualche contrasto, però, l’affetto e la complicità che li legano sono evidenti, cosa che contribuisce al fascino esercitato da ogni episodio di Supernatural sul suo pubblico. E sicuramente l’amicizia che lega Jensen Ackles e Jared Padalecki, che danno vita a Dean e Sam sul piccolo schermo, non può che aiutare. Nonostante percorsi formativi diversi, i due attori hanno sviluppato un forte legame fin da quando si sono conosciuti. Forse anche grazie alle proprie origini (sono entrambi texani) e alla vicinanza d’età (Ackles è nato nel 1978, Padalecki è del 1982), i due giovani attori hanno scoperto di avere diversi interessi in comune e sono diventati subito amici. Ackles, dopo qualche partecipazione televisiva, ha debuttato con un ruolo fisso sul piccolo schermo nella soap I giorni della nostra vita, che lo ha fatto conoscere al grande pubblico e lo ha portato all’attenzione di registi e produttori, permettendogli di ottenere – prima di Supernatural – un ruolo più o meno longevo in tre importanti serie tv: Dark Angel, Dawson’s Creek e Smallville. Jared Padalecki, che ha iniziato a prendere lezioni di recitazione quando aveva solo 12 anni, deve gran parte della sua notorietà al ruolo di Dean in Una mamma per amica. Come Jensen, ha recitato in Smallville (ma solo in un episodio, come guest star), mentre al cinema lo abbiamo visto in Una pazza giornata a New York, Nickname: Enigmista e La maschera di cera (film in cui recitava anche Chad Michael Murray, suo “rivale” in Una mamma per amica). Nonostante percorsi piuttosto diversi (Ackles ha sempre preferito il piccolo schermo, Padalecki quello grande), l’incontro sul set di Supernatural è stato importante per entrambi gli attori. Grazie anche alla loro amicizia - che li ha spinti a dichiarare più volte come recarsi sul set, al lavoro, sia più un divertimento che una “fatica” vera e propria - Jensen e Jared si sono molto affezionati alla serie che li vede protagonisti insieme. Tanto da aver accettato di raccontare un giorno delle loro vite sul set, senza mai sottrarsi alle telecamere, nello special A Day in the Life of Jensen Ackles & Jared Padalecki. Una sorta di “prova” del fatto che i due “ragazzacci Winchester”… sono davvero affiatati. E si divertono davvero.
Chiara Poli

 
Supernatural: La Caccia è aperta!

Su Fox arrivano i fratelli Winchester, protagonisti di una serie che vi conquisterà con una miscela di stili ed elementi diversi. Ecco perché non ve la potete proprio perdere. Se avete avuto modo di leggere qualche altro mio articolo, probabilmente lo sapete già: sono telefilmicamente onnivora, ma ho una predilezione per fantascienza e horror. Quindi potrete immaginarvi la mia soddisfazione per la produzione di una serie tv che rende omaggio, fra gli altri, a questi due generi: Supernatural. Una serie che ha dedicato molti dei suoi episodi a storie già narrate da cinema, letteratura e tv, fornendo una chiave di lettura originale per leggende metropolitane, racconti popolari, favole… Protagonisti di Supernatural sono i fratelli Winchester (per la serie: quando il nome è tutto un programma…): Dean (Jensen Ackles, Dark Angel) e Sam (Jared Padalecki, Dean in Una mamma per amica) sono legati al mondo soprannaturale fin dall’infanzia. La tragedia che ha colpito la loro famiglia quando Sam era ancora in fasce e Dean era solo un bambino li ha segnati per sempre, soprattutto perché – dopo la morte di mamma Mary – papà John (Jeffrey Dean Morgan, Danny in Grey’s Anatomy) decide di dedicare la vita alla caccia della creatura che ha ucciso sua moglie. Mary Winchester (Samantha Smith, Nash Bridges) è morta in circostanze misteriose, dopo che uno strano individuo si era introdotto in casa sua e aveva avvicinato Sam. Da quel momento John Winchester dà la caccia al mostro. Ma a quanto pare, anche il mostro dà la caccia alla sua famiglia (già nell’episodio pilota fa di nuovo capolino nella vita di Sam…). Così, con un’altra terribile tragedia, ha inizio la nuova avventura di Dean e Sam: papà John è scomparso da qualche giorno, mentre era "a caccia" come al solito. Dean ha cercato di trovarlo, ma ha bisogno dell’aiuto di Sam per seguire le sue tracce. I due fratelli iniziano a girare l’America a bordo dell’auto di Dean (una splendida Chevrolet del ’67). I due sono in cerca del padre e… a caccia di mostri: in ogni episodio si imbattono in una situazione legata al soprannaturale, che richiede il loro intervento. Oppure incontrano persone che hanno un disperato bisogno del loro aiuto. Persone da cui magari sono stati indirizzati grazie ai messaggi del padre, che lascia loro degli indizi con lo scopo di fornire ai ragazzi un vero e proprio itinerario. L’auto è pronta. I fucili sono carichi (di sale: il sale è l’unica "arma" efficace contro gli spiriti e alcune creature infernali). Dean e Sam non hanno più nulla da perdere. La stagione di caccia è aperta. Gli episodi sono generalmente autoconclusivi: Dean e Sam affrontano un mostro e, sia che lo sconfiggano sia che non ci riescano, in qualche modo aiutano le persone coinvolte. Questo non significa, però, che Supernatural sia una serie priva di continuity, ovvero di quell’elemento che lega un episodio al successivo, svelando qualcosa che riguarda un "progetto" che si sviluppa generalmente nell’arco di una o più stagioni e che crea una maggiore attesa nel pubblico. In ogni episodio ci viene infatti svelato qualcosa sul passato della famiglia Winchster, o sul mistero che circonda papà John. E allo stesso tempo impariamo qualcosa di nuovo sulle regole del mondo straordinario in cui Sam e Dean hanno sempre vissuto. Scopriamo cosa contrasta efficacemente fantasmi, vampiri e ogni altro genere di mostro. E possiamo appassionarci al gioco delle citazioni, cercando di cogliere quelle più o meno esplicite relative al mondo della tv (da Buffy a Streghe, da Poltergeist: The Legacy a X-Files…) e del cinema (sono moltissimi i film a cui si rende omaggio: Urban Legends, Candyman, Jeepers Creepers, Non aprite quella porta, So cosa hai fatto, Al calare delle tenebre…). Creata nel 2005 da Eric Kripke (Tarzan), la serie appassiona con i casi… soprannaturali, appunto, di cui si occupa e diverte grazie ai dialoghi brillanti e ai continui (innocenti) battibecchi fra i due protagonisti. Suspense e humour si alternano in una serie ricca di avventura, accompagnata da un’imperdibile colonna sonora a base di grandi classici del rock che si mescolano a colpi di scena e… segreti di famiglia. Segreti che vi incuriosiranno sempre di più, conducendovi al momento in cui penserete di essere sul punto di scoprire tutta la verità su ciò che è successo davvero alla famiglia Winchester. Momento che lascerà il posto a quello in cui capirete che siete solo all’inizio del mistero…
Chiara Poli

 
Comunicato stampa Warner Bros - DVD Stagione 1

Tutto quello che vi fa rabbrividire. La follia. L'inspiegabile. Il soprannaturale. Sam Winchester (Jared Padalecki) è cresciuto dando la caccia a cose spaventose come queste. Ma il passato è passato. Nel suo futuro c’è la facoltà di legge. Tranquillità e normalità. Almeno finché Dean (Jensen Ackles), il fratello da cui si è separato, non ricompare con notizie allarmanti: il padre, un uomo che ha dedicato 22 anni della propria vita a combattere l’oscurità, è scomparso. Per ritrovarlo, i due fratelli dovranno mettersi sulle tracce di quello che il padre stava cacciando… e Sam dovrà tornare alla vita che credeva di essersi lasciato ormai alle spalle. Tenetevi forte (e non spegnete le luci!) perché state per vedere tutti i 22 episodi di una serie entusiasmante e innovativa, che ha saputo conquistare il pubblico e incantare la critica. Rimarrete con il fiato sospeso seguendo Sam e Dean lungo strade isolate e autostrade, in un viaggio che li costringerà ad affrontare uno spaventoso esercito di spiriti e a mettere in pratica gli insegnamenti segreti del padre. Sarete testimoni del Soprannaturale.

 
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